Intervista all’ex inviato speciale di Trump in Ucraina e ambasciatore degli Usa alla Nato. Putin vuole vendicare l’Urss, invaderà a inizio febbraio, vi spiego come. Le sanzioni? Una beffa, sanno che l’Ue cederà per il gas. C’è solo una chance…

“Putin conosce un solo linguaggio: il potere”. Kurt Volker parla come se fosse ancora in trincea. Inviato speciale in Ucraina dell’amministrazione Trump, già ambasciatore alla Nato, un passato alla Cia, conosce da vicino il Donbas e le sconfinate distese di foreste innevate che da un momento all’altro possono trasformarsi in un campo di battaglia. La Russia vuole invadere. Anzi, la Russia “invaderà”, assicura a Formiche.net.

“Una settimana, due al massimo. Trasferiscono truppe e armamenti in Bielorussia, si preparano per una presunta esercitazione militare prevista il nove febbraio. Nel frattempo navi russe sono arrivate nel Mediterraneo dai Baltici e sono dirette nel Mar Nero. Credo che entro il 9 inizieranno le operazioni, forse un po’ dopo. Non sono persuaso da chi dice che Putin aspetterà la fine delle Olimpiadi a Pechino. Anche nel 2008 erano a Pechino e non si è fatto problemi a invadere la Georgia”.

Nessun bluff, nessuna prova di forza. E d’altronde gli alert delle agenzie di intelligence occidentali sono ormai unanimi: il presidente russo non ha schierato più di centomila soldati al confine ucraino per dimostrare qualcosa al mondo e a se stesso. C’è una ragione più profonda, dice Volker, oggi in forze a uno dei think tank più ascoltati sulle dinamiche russe, il Cepa (Center for European Policy Analysis). “Putin vuole vendicare quella che considera la più grande umiliazione del ventesimo secolo: la caduta dell’Urss. Da mesi la Russia regala passaporti in alcune aree delle ex repubbliche satelliti per poi rivendicare il diritto di soccorrere “cittadini” russi, Ucraina, Moldavia, Georgia. Ha preso il controllo dello Stato bielorusso e del Kazakistan. La narrazione dell’allargamento della Nato è un pretesto”.

Questione di giorni, dunque. “Cercheranno di strappare qualche concessione dalla Nato, finora non sta andando bene. Quindi entreranno”. Non un’invasione di massa, ma un’incursione mirata, cronometrata. “Non arriveranno a Kiev. Invaderanno quattro direzioni. Dal confine Sud, dal Nord della Crimea, ad Est cercheranno di connetterla al Donbas russo, e dal mare. Agiranno in fretta, quindici giorni al massimo, prenderanno tutto il possibile. Poi cercheranno un cessate il fuoco e congeleranno lo status-quo sul campo”.

Otto anni fa, in Crimea, sono entrati “gli omini verdi”. Niente insegne, niente stemmi: un’armata anonima. Oggi andrà diversamente, spiega l’ex inviato di Trump. “Sarà un’invasione diretta, senza nascondersi. Finora la Russia si è limitata ad attacchi ibridi e cyber, ora non cerca vie d’uscita: ha fatto tutto sotto gli occhi dei satelliti”.

La Nato ha provato a trattare, non ha funzionato. Sono ore di mobilitazione, di invio di truppe sul fronte Est. Non in Ucraina, che non è Stato membro, ma ovunque intorno. “Sono manovre per rassicurare gli alleati dell’Europa centro-orientale e lanciare un messaggio importante: non siamo vulnerabili, se attaccata la Nato risponderà”.

Poi gli aiuti, armi, munizioni. “Proseguirà l’invio in Ucraina di equipaggiamento militare e di addestratori. Gli Stati Uniti hanno concesso a Paesi come Estonia, Polonia e Repubblica Ceca di inviare e vendere le loro armi”. Volker le passa in rassegna. “Equipaggiamento di difesa aerea, missili Stinger, missili per la difesa costale e missili navali, strumenti di contro-guerriglia elettronica e per neutralizzare i droni”.

Lo spazio per la diplomazia, ammesso che ci sia ancora, si restringe di ora in ora. Ue avvisata: “Le sanzioni finanziarie colpiscono le banche russe e il loro accesso al sistema finanziario internazionale. Sono dolorose nel breve termine, non necessariamente nel lungo periodo”, sospira il diplomatico americano. “Non penso che la Russia ne sia spaventata. Sono convinti che l’Europa sia talmente dipendente dal suo gas a buon mercato che non sia in grado di tagliare i rifornimenti. E inoltre si chiedono: siamo sicuri che gli europei seguiranno gli Stati Uniti sulle sanzioni? Forse non possono permetterselo. Dopo il cessate il fuoco, tratteranno”.

C’è solo una chance per fermare la guerra on the corner, dice. “Assicurarsi che l’Ucraina abbia il maggior numero possibile di strumenti militari e che sia in grado di usarli. Fare in modo che la Russia concluda che un’invasione sarebbe troppo costosa. Ma siamo ancora lontani dal traguardo. Le lancette corrono”.

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