La presidenza francese dell’Ue convoca a Brest un vertice informale tra i ministri della Difesa dei 27. Tra i temi affrontati dalla discussione, la posizione dell’Unione europea verso le pressioni russe in Ucraina, l’avanzamento dei lavori sullo Strategic compass e l’avvio di una riflessione sugli strumenti da adottare per affrontare le interferenze di Paesi terzi nelle aree dove operano i militari Ue. Per l’Italia c’era il ministro Guerini

“Nessun compromesso sui principi della sicurezza europea e sull’integrità territoriale e sovranità dell’Ucraina”. Così Lorenzo Guerini, intervenendo oggi alla riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione europea, convocata a Brest dalla presidenza del Consiglio di turno dell’Ue francese. Tanti i temi al centro dell’incontro, dalla pressione russa ai confini con l’Ucraina ai lavori sulla redazione dello Strategic compass, dai prossimi impegni internazionali dell’Unione europea alla relazione tra Bruxelles e l’Alleanza Atlantica.

IL TEMA UCRAINO

Per il ministro italiano: “La visita dell’Alto rappresentante Josep Borrell in Donbass ha inviato un messaggio chiaro” sull’intenzione dell’Unione europea di non accettare diktat sui propri principi fondativi. Il riferimento è alle posizioni tenute dal Cremlino volte a limitare ogni futuro allargamento dell’Occidente verso i confini russi. La questione, da sempre una preoccupazione tradizionale per Mosca, è stata discussa anche al vertice Russia-Nato di ieri, con l’Alleanza Atlantica che ha rifiutato nettamente la richiesta russa. Nonostante le difficoltà, tuttavia, l’inizio del dialogo con Mosca è stato visto come un segnale positivo, ribadito anche da Guerini al vertice Ue, assicurando il sostegno dell’Italia alle iniziative in atto “per assicurare la riduzione delle tensioni e lo sviluppo di un dialogo costruttivo”.

LA BUSSOLA STRATEGICA

Nella discussione, naturalmente, non poteva mancare una riflessione sullo stato dei lavori per la Bussola strategica, il documento programmatico dell’Unione nel quale dovranno essere contenute le ambizioni di Bruxelles a diventare un attore globale sul piano della Difesa e della sicurezza. Dopo i commenti effettuati dal Consiglio Affari esteri e Difesa il 15 e il 16 novembre dell’anno scorso, la discussione di oggi ha avviato la seconda fase di lettura del documento. “Abbiamo compiuto importanti passi in avanti e siamo nella direzione giusta per portare a termine un lavoro ambizioso” ha aggiunto il ministro, precisando che: “La Bussola strategica dovrà definire il nostro livello di ambizione identificando, in maniera chiara, le tipologie di operazioni che come Europa vorremmo essere in grado di condurre, in quali contesti e di quali strumenti operativi dotarci”. Tre le altre cose, il ministro Guerini ha sottolineato con soddisfazione il recepimento delle proposte italiane al processo di revisione, in particolare rispetto al riconoscimento dell’importanza del legame transatlantico e della cooperazione dell’Unione europea con la Nato.

INTERFERENZE ESTERNE

Tra i temi trattati, il ministro ne ha voluto sottolineare uno di particolare delicatezza: la necessità per l’Unione di prevedere, fin dalla fase di pianificazione, strumenti adatti ad affrontare l’influenza e l’interferenza di attori terzi, anche non statuali, nelle aree in cui operano i militari dell’Unione europea. “La presenza di attori non statuali sta assumendo un connotato sempre più preoccupante nell’area del Sahel, dove la comunità internazionale sta incrementando il proprio impegno militare per addestrare le forze locali” ha ricordato Guerini, aggiungendo che “Bisogna tener conto di tali circostanze già in fase di pianificazione e, nel contempo, migliorare la comunicazione strategica per rafforzare messaggi mirati sulle nostre azioni di supporto ai Paesi dell’area: iniziative come quelle previste dalla European peace facility potrebbero favorire l’azione delle missioni dell’Unione europea attraverso un maggior supporto ai Paesi in crisi”. Il tema, tra l’altro, era stato affrontato anche nella serata di ieri nel colloquio tra il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix, e la presidente della commissione Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo, Nathalie Loiseau.

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