Oggi il vertice tra Nato e Russia. Tra i temi più importanti sul tavolo, la questione ucraina e i timori del Cremlino per l’allargamento della Nato a est. Nonostante il rifiuto dell’Alleanza alle imposizioni di Mosca, emerge un primo segnale positivo, con entrambe le parti che hanno accettato di proseguire lungo la via del dialogo con ulteriori incontri

“Non è stato facile, ma è proprio per questo che è stato così importante”. È il commento del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, a ridosso dell’incontro tra la Nato e la delegazione della Federazione Russa, guidata dai vice ministri della Difesa, Alexander Fomin, e degli Esteri, Alexander Grushko, per discutere della situazione ucraina. Tra i punti principali dell’incontro c’era l’intimazione russa rivolta all’Alleanza di non estendere ulteriormente l’adesione alle nazioni dell’Europa orientale. Posizione nettamente rigettata dal Patto: “Gli alleati – ha detto il segretario generale – hanno riaffermato la politica della porta aperta della Nato e il diritto per ogni nazione di scegliere i propri accordi di sicurezza”.

LA QUESTIONE UCRAINA

Naturalmente, al centro dell’incontro c’è stata la questione Ucraina, e il build-up militare intrapreso da Mosca. La Nato si è dichiarata profondamente preoccupata e ha richiamato la Russia ad abbassare il livello della tensione e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dei propri vicini. Inoltre, l’Alleanza ha richiesto che il Cremlino abbandoni i toni più aggressivi della sua postura internazionale e che si astenga da “attività malevole” nei confronti della Nato e dei suoi Paesi membri, con un chiaro riferimento alle campagne di cyber-attacchi condotte da Mosca negli ultimi anni.

L’ALLARGAMENTO DELLA NATO

La questione sull’allargamento a oriente dell’Alleanza è da sempre una preoccupazione per il Cremlino, secondo il tradizionale timore russo per un accerchiamento da parte di una potenza nemica straniera. Di recente il diktat di Mosca era stato sollevato nei confronti della Finlandia, con il presidente del Paese, Sauli Niinistö, che aveva ribadito come la possibilità o meno per Helsinki di aderire alla Nato non dipendeva dalla volontà russa.

LA VIA DEL DIALOGO

Secondo il segretario generale, esistono numerose divergenze tra gli alleati della Nato e la Russia, divergenze che sarà difficile mitigare. Tuttavia, già il semplice fatto di aver accettato, dopo due anni di rifiuti, di sedersi al tavolo dei negoziati, è stato letto da Stoltenberg in maniera positiva. Nonostante il rifiuto delle posizioni russe, infatti, entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di riprendere la via del dialogo, e si sono impegnate a mettere in agenda nuove opportunità di incontro.

TRASPARENZA MILITARE

Tra i punti presentati dall’Alleanza a Mosca c’è stata la richiesta di una maggiore trasparenza rispetto alle esercitazioni militari di Mosca, in modo da prevenire, in futuro, possibili incidenti militari. La richiesta della Nato segue, del resto, i timori che Mosca possa utilizzare la “scusa” delle esercitazioni per coprire lo spostamento di truppe e il loro ammassamento alle frontiere occidentali e meridionali della Russia, minacciando da vicino i Paesi vicini. Nella stessa direzione va anche la richiesta, da parte atlantica, di aumentare il livello di controllo sulle armi, il disarmo e la non-proliferazione da entrambe le parti, soprattutto per quanto riguarda gli arsenali militari.

RUSSIA E USA A GINEVRA

La riunione di oggi segue l’incontro di lunedì tra Stati Uniti e Russia, che ha visto le delegazioni dei due Paesi, guidate rispettivamente da Wendy Sherman e Sergei Alexeyevich Ryabkov. Nell’occasione sul tavolo della discussione c’era l’intera situazione di sicurezza in Europa, incentrata in particolare sul tema dei missili a corto e medio raggio. Nonostante il clima di apertura con cui gli Stati Uniti si sono avvicinati ai negoziati, anche in quell’occasione Washington aveva rimarcato la necessità di abbassare la tensione in Ucraina con l’allontanamento delle truppe russe dai confini, dicendosi pronta a rispondere con dure sanzioni economiche.

Foto: Nato

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