Oltre allo stop in alcuni stabilimenti della Volkswagen e anche alla Via della Seta, visto che il Duisburg Gateway Terminal dovrà rivedere le rotte, si segnala il super fondo da 100 miliardi di euro per la difesa, compreso il probabile acquisto di alcuni F35 americani

Non solo energia. Il menù degli effetti bellici si arricchisce di una serie di elementi che vanno anche nella direzione opposta. La Germania ha molto da perdere, per via di rotte ferroviarie che subiranno una deviazione, per il cosiddetto fenomeno dei colli di bottiglia dei camion, per lo spazio aereo chiuso: in sostanza la guerra e i provvedimenti ad essa connessi minacciano le rotte di rifornimento tedesche a causa di consegne ritardate. Sotto osservazione Volkswagen e Via della Seta da un lato, e il comparto della Difesa dall’altro.

Stop

Collo di bottiglia tedesco: sanzioni e guerra fanno danni anche tra i teutonici. Il primo effetto si ritrova nello stop ad alcuni stabilimenti della Volkswagen per via della mancanza dei cablaggi rimasti fermi in Ucraina: la filiera automobilistica tedesca, utile ricordato, è legata a doppia mancata al settore della componentistica italiana.

Difesa

Inoltre dall’inizio della guerra la Germania sta ricalibrando davvero le sue recenti politiche, basti pensare allo stop per il gasdotto Nord Stream 2 o al super fondo da 100 miliardi di euro stanziati per la difesa, compreso il probabile acquisto di alcuni F-35 americani che fino a pochi mesi fa non erano in programma, dopo aver annunciato l’invio di 1.000 armi anticarro e 500 missili terra-aria “Stinger” in Ucraina. La mossa decisa dal cancelliere Olaf Scholz mira a ribadire il ruolo di Berlino all’interno (e anche all’esterno) della Nato.

Thanks da Kiev

Dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy c’è stato un tweet entusiastico alla notizia delle spedizioni di armi: “Continua così, Cancelliere Scholz! Coalizione contro la guerra in azione!” Inoltre, sabato il ministero tedesco dell’economia e del clima ha dichiarato che la Germania invierà 14 veicoli blindati e fino a 10.000 tonnellate di carburante in Ucraina.

Treni e BRI

Tra pochi giorni si svolgerà nel porto di Duisburg la cerimonia di inaugurazione del più grande terminal merci dell’hinterland d’Europa, parte della Via della Seta. Il Duisburg Gateway Terminal dovrebbe movimentare 100 treni merci a settimana dalla Cina. Ma con la guerra in Ucraina, non è chiaro se i container ferroviari provenienti dall’Estremo Oriente saranno deviati o meno.

Si tratta di un approdo logistico primario per l’intero continente e non solo per la Germania visto che è il più grande terminal trimodale d’Europa, grazie ad una struttura della capacità di 850 mila teu (l’unità di misura dei container). Già oggi a Duisburg arrivano o partono circa 40 treni alla settimana da e per la Cina, in “tandem” con la strategia commerciale di Pechino che fa base al porto greco del Pireo.

Entro l’anno prossimo il Duisburg Gateway avrà il primo terminal container carbon neutral alimentato da idrogeno e avvierà una serie di operazioni smart assieme ai suoi partner internazionali come COSCO Shipping Logistics, Hupac SA e HTS Group.

Multimodale

È prevista una suddivisione multimodale che prevede il 40% di trasporto su rotaia, il 40% di trasporto su navi per vie navigabili interne e solo il 20% su strada su camion. In totale si estende per 240.000 metri quadrati di superficie con sei gru a portale, dodici binari ferroviari di 730 metri e diversi ormeggi per navi della navigazione interna.

Baden

Oltre la geopolitica e la difesa c’è anche la vita quotidiana: un ristoratore nel Baden-Württemberg ha deciso di escludere gli ospiti russi, ma le conseguenze non sono mancate. Zero stelle nei commenti sui social, attacchi da altri potenziali clienti e il timore che il proprietario ha adesso di ritorsioni anche fisiche per sé e per i propri familiari. “Puoi odiare il regime e i suoi sostenitori, ma non tutti i russi in generale”, hanno protestato altri utenti. Il ristorante ha risposto al veemente rifiuto e ha rimosso il post dal suo sito web e ha poi scritto su Facebook e sul sito web che è stato un errore.

@FDepalo

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