Biden ha usato una retorica bipartisan sfruttando la guerra ucraina, una forma di riconciliazione che dalla politica estera dovrebbe passare alle tematiche interne. Ma i Repubblicani nella loro risposta hanno mostrato che le divisioni esistono… Intervista a Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale e Storia della politica estera statunitense all’Institut d’études politiques di Parigi

Politica estera e dinamiche internazionali per dimostrare competenza, incisività e capacità di unire un Paese diviso, con un approccio bipartisan, anche riservando poca enfasi ad altre questioni riguardanti le riforme. Così Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale e Storia della politica estera statunitense all’Institut d’études politiques di Parigi, fotografa il primo discorso sullo stato dell’Unione di Joe Biden.

La crisi militare in Ucraina ha chiaramente assorbito e dominato il discorso. “Per necessità e per scelta”, spiega Del Pero a Formiche.net: “Biden ha usato i toni fermi che conosciamo per sottolineare sia la leadership statunitense come risposta diretta sia la capacità di Washington di coagulare gli alleati”.

Stati Uniti egemoni, “ma egemoni consensuali anche nella misura in cui riescono a mobilitare le alleanze, una democrazia multilaterale che porta a misure più incisive”, spiega il docente riferendosi all’importanza che l’Unione europea ha nell’implementare le sanzioni, nell’aumentare la capacità punitiva delle misure scelte come risposta severa all’invasione lanciata da Vladimir Putin – che rischia di aumentare la propria violenza, ponendo lo stesso presidente russo davanti al peso delle vittime.

“Sei giorni fa – ha detto Biden iniziando il discorso – il presidente russo Vladimir Putin ha cercato di scuotere le fondamenta stesse del mondo libero, pensando di poterlo piegare ai suoi modi minacciosi. Ma ha sbagliato i calcoli. Pensava di poter entrare in Ucraina e che il mondo si sarebbe voltato dall’altra parte. Invece ha incontrato un muro forte come non avrebbe mai previsto o immaginato. Ha incontrato il popolo ucraino”.

Del Pero sottolinea che Biden ha usato l’Ucraina sia per necessità sia per scelta, ossia per cercare di creare un discorso unitario e superare le divisioni interne, marginalizzando il ruolo di opposizione politica dei Repubblicani. Le sue parole hanno ottenuto applausi da entrambi gli schieramenti.

“La retorica bipartisan – continua il docente di Sciences Po – è stata un punto fermo sia della prima parte del Sotu, quella sull’Ucraina, sia in quella in cui ha parlato di questioni interne. Nell’usarla ha cercato di minimizzare le proposte di riforme Democratiche più divisive e più laceranti. E infatti ha citato solo pezzi e punti del grande piano di riforme sociali Build Back Better Plan”.

Questa linea moderata e bipartisan può portare a qualcosa? “Se sull’Ucraina – risponde Del Pero – può funzionare, perché sulla Russia e su Putin può mettere i Repubblicani in difficoltà, perché c’è un lato che ha guardato con simpatia al presidente russo, è anche vero che Biden resta un presidente impopolare”. L’approval al primo marzo è al 40,6 per cento.

Questa retorica bipartisan in effetti stride con un Paese polarizzato e diviso, e secondo l’accademico italiano tutto è stato messo in chiaro nella tradizionale risposta dell’opposizione, che i repubblicani hanno affidato alla governatrice dell’Iowa Kim Reynolds. Biden “è incapace di guidare il Paese verso il futuro”, ha accusato la conservatrice Reynolds, aggiungendo che l’impennata dell’inflazione, il crimine in ascesa e l’aggressività russa ricordano gli anni Settanta.

“I Rep hanno costruito una contro-narrazione che ha già avuto successo in passato, e che potrebbe avere appeal in questo momento, perché è in grado di incanalare critiche contro il governo federale, visto come un Moloch che complica la vita degli individui. Una narrazione che il Covid ha esasperato, dall’obbligo delle mascherine ai problemi delle scuole. E pure se in molti casi si sono verificati situazioni di Dad non funzionanti e problemi di questo genere in stati governati dai Repubblicani stessi, ma questo assume rilevanza minore nella narrazione stessa contro l’amministrazione”, bersaglio più grosso e facile, aggiunge Del Pero.

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