“Alcuni di loro, crediamo, non erano nemmeno stati informati che sarebbero andati a combattere”, ha detto un funzionario del Pentagono. Ecco da dove nascono tutte queste informazioni sulla situazione sul campo, tra disperazione e carenza di carburante e cibo 

L’inaspettata resistenza ucraina, i problemi di rifornimento di carburante, le carenze di cibo e il morale molto basso: questi sono gli elementi che, secondo gli Stati Uniti, hanno reso la guerra russa all’Ucraina più difficile di quanto le autorità di Mosca avevano preventivato. Alcune unità “si stanno arrendendo, a volte senza combattere”, e “molti” soldati non sono “mai stati in combattimento prima”, ha spiegato un alto funzionario del Pentagono in un punto con la stampa. “Alcuni di loro, crediamo, non erano nemmeno stati informati che sarebbero andati a combattere”.

Il funzionario non ha commentato né quanti siano diffuse queste battute d’arresto sul campo di battaglia né l’origine di queste valutazioni.

Può essere human intelligence (Humint): infatti, non si può escludere che gli Stati Uniti abbiano una fonte interna al Cremlino (nel 2017 la Cia decise di esfiltrare la sua principale fonte dentro il governo russo per paura che l’allora presidente Donald Trump ne rivelasse l’identità all’omologo russo Vladimir Putin – potrebbe non essere stata l’unica); oppure, che abbiano ricevuto informazioni “umane” da intelligence alleate. In ogni caso, quella Humint è l’ipotesi più probabile dietro la forza con cui, già in autunno, i servizi segreti di Stati Uniti e Regno Unito lanciavano avvertimenti piuttosto chiari sull’invasione russa.

Ma nel caso delle informazioni sulla situazione sul campo è probabile, come ha osservato il New York Times, che l’origine sia “un mosaico d’intelligence che comprende le dichiarazioni dei soldati russi catturati e le intercettazioni delle comunicazioni”. Ovverosia le attività di signal intelligence (Sigint), che potrebbero essere state effettuate non soltanto sulla Russia ma anche sui suoi alleati a conoscenza dei piani d’invasione e/o coinvolti (come la Bielorussia).

Ma grazie all’intelligence su fonti aperte (Osint), che sta giocando un ruolo fondamentale in questo conflitto, possiamo ragionevolmente supporre che queste informazioni sulla situazione sul campo nascano da alcune imprudenze delle forze russe impegnate in quella che Mosca definisce un’“operazione speciale” – rifiutando l’uso di parole come guerra e invasione.

Pesa la “mancanza di supporto logistico”, ha spiegato la società privata d’intelligence britannica ShadowBreak. Così, “per la prima volta in un conflitto moderno, le forze regolari russe comunicano senza modalità digitale”, cioè in analogico, “rendendole completamente udibili da tutti”. Fanno affidamento a dispositivi civili, come sembra confermare questa foto diffusa dalla Difesa ucraina.

ShadowBreak ha lavorato sulle comunicazioni con esperti e traduttori arrivando a dettagliare sia i piani russi di attacco su civili (di “prove di crimini di guerra” ha parlato Samuel Cardillo, fondatore di ShadowBreak, al Telegraph) sia i tentativi di disturbo per interrompere le comunicazioni e bloccare le capacità di coordinamento.

“Rapporti di perdite, feriti… si può sentire tutto. Anche le imprecazioni contro la propria squadra, come in questa registrazione”, scrivono gli analisti su Twitter mettendo a disposizione di tutti diversi audio. In alcuni, si sentono soldati russi al fronte che piangono o che si insultano a vicenda, a dimostrazione del morale basso.

“Non hanno la minima idea di dove stiano andando e di come comunicare correttamente tra loro”, ha spiegato Samuel Cardillo, fondatore di ShadowBreak, al Telegraph. La società ha ascoltato jet da combattimento, elicotteri, carri armati, artiglieria, missili balistici pesanti “che parlano in analogico perché non tutte le unità hanno metodi di comunicazione digitale. È una vulnerabilità enorme per la Russia in un’operazione del genere. È pazzesco”, ha aggiunto.

Ed ecco la risposta che cercavamo all’inizio di questo articolo: come fanno le intelligence occidentali a dare così tanti dettagli sulla situazione delle truppe russe sul campo? “L’intelligence è l’intelligence, se un civile ha accesso a essa, allora immagino che lo facciano gli aerei della Nato o gli agenti del Sbu (il servizio di sicurezza ucraino)”, ha spiegato Cardillo.

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