Da una parte il patriarca ortodosso che giustifica la guerra di Putin contro le derive tipo il Gay Pride, dall’altra il britannico “Daily Mail” che rivela come i servizi segreti di Sua Maestà stiano usando le piattaforme per capirne informazioni sulla situazione delle truppe di Mosca

Chissà se il patriarca ortodosso Kirill, quello che ha difeso la guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina perché aiuterebbe a respingere le derive peccaminose e anti-cristiane simboleggiate dal Gay Pride, legge il quotidiano britannico Daily Mail.

Forse no. Anzi, forse meglio di no.

Perché il Mail ha raccontato che i sevizi segreti britannici per analizzare la situazione sul terreno stanno tracciando i soldati russi sui social network, anche sull’app per incontri gay Grindr.

Scrive il giornale: “Putin ha vietato la ‘propaganda’ omosessuale nel 2013, ma l’applicazione è ancora piuttosto diffusa, anche nell’esercito”.

Una fonte del Mail ha dichiarato: “Questi siti erano un tesoro per le nostre spie, le app di incontri in particolare – i soldati e le persone coinvolti nello sforzo militare erano particolarmente imprudenti”. Grazie a ciò, i servizi segreti britannici erano “al corrente dei piani e dell’imminente invasione” e hanno deciso di condividere le informazioni con le autorità ucraine.

Niente di nuovo. La cosiddetta honey trap è una delle tante tecniche dello spionaggio, tanto che diverse agenzie d’intelligence hanno messo in guardia dalla presenza di spie sulle app di incontri. L’ultima è stata l’Asio in Australia nella sua relazione annuale: “Negli ultimi due anni, migliaia di australiani con accesso a informazioni sensibili sono stati presi di mira da spie straniere utilizzando profili di social media. Queste spie sono abili ad usare internet per i loro sforzi di reclutamento”, ha detto il direttore Mike Burgess.

 

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