Gli operatori polacchi riportano che dalla mattina di martedì non arriva più gas dalla Russia. Il tutto mentre la Polonia ripete che non pagherà in rubli e annuncia che sosterrà la Germania nel disfarsi del petrolio russo. Un avvertimento di Putin?

La Russia avrebbe interrotto completamente il flusso di gas verso la Polonia, lo stesso giorno (martedì 26 aprile, ndr) in cui Varsavia ha reiterato che non avrebbe pagato il gas in rubli. A riportarlo è il sito di notizie polacco Onet.pl, che cita una fonte governativa e la conferma di PGNiG, la compagnia di gas più importante del Paese. Secondo Interfax i flussi sono fermi dalla mattina. I rumours hanno provocato un’impennata dei titoli del gas sul mercato europeo: secondo Bloomberg alcuni contratti di fornitura sono schizzati del 17%.

Gaz System, l’operatore della rete di gas locale, ha detto che si sta preparando per lo scenario di cessazione completa dei flussi. Sarebbe in corso una riunione d’emergenza del governo polacco; ancora nessun annuncio ufficiale, che secondo Onet.pl arriverà in serata. Non sono arrivati segnali nemmeno dalla parte russa, che dunque non ha confermato se l’interruzione del flusso avesse a che fare con gli sviluppi della giornata o con la richiesta – o meglio, l’ultimatum mai concretizzato – di Vladimir Putin, snobbata dagli europei e in violazione dei contratti in essere.

I sospetti aumentano considerato quanto accaduto nella giornata di martedì, in cui si è registrata una svolta nella posizione tedesca: Berlino, finora il principale ostacolo all’embargo europeo sul petrolio russo, ha dichiarato di essere “molto, ma molto” vicina all’indipendenza dall’idrocarburo del Cremlino. Merito di Varsavia: affiancato dall’omologa polacca, Anna Moskwa, il vicecancelliere Robert Habeck ha spiegato che la Germania avrebbe potuto far arrivare le navi petrolifere nel porto di Danzica e sfruttare l’infrastruttura polacca (più il trasporto stradale) per fare arrivare il petrolio, ottenuto da nuovi fornitori, in patria.

La dichiarazione congiunta aveva ravvivato la speranza riguardo all’inclusione del petrolio russo nel sesto pacchetto di sanzioni europee, ancora in sospeso. La notizia dell’interruzione delle forniture russe verso la Polonia è arrivata quattro ore dopo. Il gasdotto Yamal-Europe, oggetto della notizia, passa dalla Polonia e termina in Germania. E se venisse confermata, tutto fa pensare a un avvertimento brutale di Putin alla Germania: niente sanzioni, o saranno dolori.

In caso di interruzione del flusso di contante europeo, il futuro del Cremlino sarebbe ancora più incerto. Da parte sua, la Polonia (assieme alla gran parte dei Paesi dell’Europa dell’est) si è sempre espressa a favore dell’embargo totale sugli idrocarburi russi, e sempre martedì ha imposto sanzioni aggiuntive su 50 oligarchi russi. Nelle stesse ore il capo di Gaz System Tomasz Stempen aveva dichiarato che “la Polonia è pronta ad abbandonare l’importazione di gas russo con facilità”.

In serata una portavoce dell’azienda ha detto a Bloomberg che la Polonia è pronta per gestire un taglio delle infrastrutture e che i consumatori non sperimenteranno carenze nell’immediato. Verso le 18:00 sono arrivate anche le rassicurazioni della ministra Moskwa. “La Polonia ha le riserve di gas necessarie e fonti di approvvigionamento in grado di proteggere la nostra sicurezza – siamo effettivamente indipendenti dalla Russia da anni”, ha scritto su Twitter. “I nostri stoccaggi [di gas] sono pieni al 76%. Non ci sarà carenza di gas nelle case polacche”.

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