Il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge che istituisce la “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino”. Tuttavia, auspicando che ogni Corpo, Arma o specialità siano festeggiate adeguatamente e ricevano l’attenzione che meritano, il Capo dello Stato ha invitato, con una lettera, Mario Draghi a una riflessione sull’ufficializzazione con apposita norma della festa di tutte le Forze armate

Con la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata promulgata ufficialmente la legge che istituisce la “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino”, approvata dalla Camera dei deputati nel 2019 e, dal Senato della Repubblica ad aprile scorso. Tuttavia, con l’occasione, il Presidente ha anche rivolto in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, la necessità di “compiere una scelta tra un ricordo comune per le Forze Armate nella giornata in cui si rende loro onore”, vale a dire il 4 novembre, “con l’alto significato civile e morale di celebrarle congiuntamente nella stessa Giornata, ricordando, in quel giorno, il senso del dovere e il sacrificio di tutti i soldati, di ogni Forza Armata e di ogni suo corpo interno, oppure distinguerle nella memoria”.

La festa del 4 novembre

Il Presidente Mattarella, in particolare, ha voluto sottolineare il fatto che ciascuna Forza armata, e al loro interno ciascun Corpo, Arma o specialità, celebri ogni anno la propria festa in base a circolari, disposizioni o iniziative tradizionali da ciascuna di esse assunta. Ad oggi, inoltre, la data del 4 novembre celebra ufficialmente l’unità nazionale, ed è solo per consuetudine che si associa a questa ricorrenza il significato di Festa delle Forze Armate, una tradizione “ben radicata nella coscienza civile degli italiani ma non sancita per legge”, ha ricordato il Capo dello Stato. “Appare opportuno – sollecita ancora Mattarella nella sua lettera – assumere in legge la definizione completa del 4 novembre come Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, cogliendo l’occasione per un riordino complessivo delle celebrazioni che valorizzi l’unitarietà delle Forze Armate”.

Evitare una frammentazione

“I caduti delle Forze armate – scrive ancora il Capo dello Stato nella lettera a Draghi – sono stati protagonisti di molteplici atti di eroismo e di sacrificio per i quali è doveroso ricordarli. Gli eventi bellici più significativi hanno visto quasi sempre insieme, protagoniste, diverse espressioni delle Forze armate, unite nel sacrificio per il bene del Paese”. Tuttavia, muovendo dall’esempio dato dalla previsione di una giornata specifica per il copro degli Alpini “la cui storia gloriosa e il prezioso impegno, anche di rilievo sociale, meritano riconoscenza” e considerate le “molteplici e ricche tradizioni delle Forze armate”, il rischio sottolineato da Mattarella è che venga chiesta l’istituzione di altre giornate da dedicare ai numerosi singoli Corpi, Armi, specialità o unità “In tal modo – sottolinea il Capo dello Stato – si avrebbe un proliferare di ricorrenze e una frammentazione della memoria e della riconoscenza dovuta alle Forze Armate e ai loro caduti”. “A questo riguardo – scrive ancora Mattarella – vi è da chiedersi come sarebbe possibile richiamare l’attenzione e celebrare degnamente plurime giornate ciascuna dedicata a un singolo Corpo”.

L’invito del presidente

Nella sua sollecitazione finale, il Presidente della Repubblica invita dunque a compiere una scelta: “Tra un ricordo comune per le Forze armate nella giornata in cui si rende loro onore, con l’alto significato civile e morale di celebrarle congiuntamente nella stessa Giornata, ricordando, in quel giorno, il senso del dovere e il sacrificio di tutti i soldati, di ogni Forza Armata e di ogni suo corpo interno, oppure distinguerle nella memoria”. Sulla base di queste argomentazioni, conclude il Capo dello Stato “auspico che venga avviata una sollecita riflessione per una adeguata e organica disciplina legislativa relativa alle celebrazioni delle nostre Forze armate”.

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