Per la prima volta Kim Jong-un è apparso protetto con una mascherina. Individuato il primo caso di Omicron, il regime ha deciso di chiudere diverse località e attività economiche. Ma non i test missilistici

In ritardo rispetto al resto del mondo, ma anche la Corea del Nord deve fare i conti con il Covid-19. Il regime di Kim Jong-un ha annunciato di avere identificato il primo contagio e di dovere dichiarare lo stato di “grave emergenza nazionale”. È stata convocata una riunione di urgenza tra i vertici del governo per decidere le misure da prendere nel tentativo di contenere la diffusione del virus.

Secondo le autorità sanitarie nordcoreane, i campioni del caso rilevato rispondono alla variante Omicron, la più contagiosa dall’inizio della pandemia.

Gli ultimi dati sanitari indicano che circa 25 milioni di nordcoreani non sono vaccinati, dopo il rifiuto di offerte di vaccini dall’Organizzazione Mondiale della sanità, dalla Cina e dalla Russia nel 2021. L’argomento nell’avere respinto la donazione era l’assenza di casi accertati.

Ora che il Covid-19 è entrato nella Corea del Nord la situazione sarebbe diversa. Un focolaio mettere a dura prova il precario sistema sanitario del Paese, per cui il regime ha già ordinato il lockdown totale in tutte le città e le contee della Corea del Nord, imponendo la chiusura di tutte le unità di lavoro e produzione per bloccare in maniera “impeccabile la diffusione del maligno virus”.

Seguirà la già isolata Corea del Nord la linea della politica zero Covid della Cina? Per Kim Jong-un l’obiettivo principale è “eliminare il virus nel più breve tempo possibile”, con severi controlli alle frontiere, quarantena, isolamento, chiusura di aree in tutte le città e contee del Paese.

Fino ad oggi il leader del regime nordcoreano era apparso in pubblico sempre a volto scoperto. Ora, per la prima volta, si è mostrato alle telecamere della statale Kctv protetto da una mascherina chirurgica.

Il primo caso ha fatto scattare un piano in cui tutte le attività produttive commerciali saranno organizzate in modo che ogni unità lavorativa sia isolata per prevenire la diffusione del Covid-19.

Tra le poche immagini che arrivano da Pyongyang si è potuto verificare l’uso di mascherine e controlli della temperatura da mesi, così come la sanificazione in negozi e centri commerciali e per le strade.

E il Covid-19 rischia di colpire la già debole economia della Corea del Nord. La Banca centrale della Corea del Sud sostiene che nel 2020 il Paese vicino ha toccato i minimi dal 1997, con una contrazione del 4,5% del Pil per l’effetto combinato della pandemia e delle sanzioni internazionali.

Nonostante ciò, il regime di Kim non ha fermato le prove missilistiche e starebbe valutando anche la ripresa di test nucleari. Oggi ci sono stati altri tre lanci.

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