Come Roosevelt nel 1941, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha firmato l’Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act, che renderà molto più facile per il governo inviare le forniture militari a Kiev. Un messaggio diretto al Cremlino: aiuteremo l’Ucraina fino alla fine

Con la firma del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è diventata ufficialmente legge l’Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act per agevolare le forniture militari all’Ucraina. Washington, dunque, riattiva la misura “affitti e prestiti” adottata per la prima volta nel 1941 per rifornire il Regno Unito in lotta contro la Germania nazista. La legge, approvata la settimana scorsa dalla Camera dei rappresentanti con 417 voti a favore e solo 10 contrari, prevede una serie di agevolazioni e di procedure accelerate per il prestito o il noleggio di forniture militari all’Ucraina e alle nazioni dell’est Europa. Il provvedimento fa esplicito riferimento al documento del 1941, che consente di fornire armi a qualsiasi governo straniero qualora la sua protezione “sia valutata vitale per la difesa degli Stati Uniti”.

Un messaggio al Cremlino

La firma del documento è arrivata contestualmente al giorno in cui in Russia si celebrava la vittoria nella Grande guerra patriottica. Mentre il Cremlino onorava i caduti della guerra in Ucraina, paragonandoli a quelli della Seconda guerra mondiale, lo Studio Ovale ha voluto mandare un segnale ancora più forte a Mosca: gli Stati Uniti aumenteranno gli aiuti alle forze armate di Kiev fino alla fine. La linea dell’amministrazione americana era stata ribadita anche a margine del vertice del G7, in cui Biden ha chiesto agli alleati di continuare a sostenere l’Ucraina.

Il sostegno americano

Contestualmente alla legge, il presidente Biden ha anche richiesto a Capitol Hill un ulteriore finanziamento per 33 miliardi di dollari. Il nuovo pacchetto di aiuti militari, secondo quanto affermato dalla stessa Casa Bianca, comprenderebbe “più artiglieria, veicoli blindati e mezzi anti carro e anti aerei”, oltre all’assistenza umanitaria “come cibo, acqua, medicine, rifugi e altri aiuti”. Il nuovo set di aiuti si aggiungerebbe a quello di 16,6 miliardi richiesti dal presidente Usa a marzo. Dall’inizio dell’invasione, gli Stati Uniti hanno stanziato quasi quattro miliardi di dollari, con l’ultimo pacchetto da 150 milioni varato solo qualche giorno fa. Il Pentagono, inoltre, ha messo a punto un meccanismo così oliato che dal via libera di Biden alla consegna degli equipaggiamenti militari nelle mani di Kiev ormai non passano più di 72 ore.

Falchi e colombe

All’interno della stessa amministrazione americana, tuttavia, non mancano delle differenze. Da una parte i segretari di Stato, Antony Blinken, e della Difesa, Lloyd Austin, sostenitori della linea dura e della necessità di garantire un flusso continuo di armi alle forze ucraine fino a quando sarà necessario, dall’altra il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, che punta, invece, ad accorciare i tempi del conflitto e a lasciare spazio ad una soluzione negoziale.

L’eredità di Roosevelt

Per il presidente Usa, la firma del Lend-Lease Act ha avuto come effetto anche quello di presentarsi quale successore ideale dell’autore della legge originale, Franklin D. Roosevelt. Al contrario di Roosevelt, tuttavia, che ottant’anni fa dovette negoziare a lungo e faticosamente con il Congresso per ottenere il pacchetto di aiuti per la Gran Bretagna, Capitol Hill si è dimostrato compattamente a supporto dell’iniziativa. Quando FDR firmò la legge nel ’41 pronunciò una frase passata alla storia: “Il nostro Paese sarà quello che il popolo ha proclamato che debba essere, un arsenale della democrazia”, frase ripetuta dallo stesso Biden qualche giorno nel corso della visita alla fabbrica di sistemi anti-missile Javelin della Lockheed Martin in Alabama, che ha prodotto oltre cinquemila inviati all’Ucraina.

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