Il presidente della giuria tecnica Gentili: “Questa edizione del Premio Estense è particolarmente ricca, in termini qualitativi. Ed è per questo che è stato un percorso lungo e difficile quello che ci ha portato all’individuazione dei quattro finalisti”. Confindustria: “In un mondo caratterizzato da sconvolgimenti geopolitici  la difesa della libertà di informazione diventa fondamentale”

L’aquila d’oro ha i suoi quattro contendenti. Il suo 58esimo volo sarà il 24 settembre al teatro Abbado di Ferrara. Nel frattempo, la quartina degli autori che si sfideranno al Premio Estense, è stata svelata. A mettere in fila i nomi dei finalisti del premio giornalistico promosso da Confindustria Emilia e Bper banca, è il presidente della giuria tecnica, Guido Gentili: “Si tratta di libri molto diversi tra loro, ma di altissima qualità”. Come del resto anche quelli degli altri 45 concorrenti. A ogni modo, la giuria tecnica «dopo un lungo dibattito», ha optato per Marzio Breda con il suo ‘Capi senza Stato’ edito da Marsilio; Dacia Maraini con ’La scuola ci salverà’ (Solferino); il direttore del quotidiano la Repubblica Maurizio Molinari con il suo ‘Il campo di battaglia. Perché il Grande Gioco passa per l’Italia’ (La Nave di Teseo) e, infine, Mirella Serri con ’Claretta l’Hitleriana’ (Longanesi).

“Questa edizione del Premio Estense – così Gentili– è particolarmente ricca, in termini qualitativi. Ed è per questo che è stato un percorso lungo e difficile quello che ci ha portato all’individuazione dei quattro finalisti”. Ma guardiamoli uno a uno. Si parte dal quirinalista del Corsera, Marzio Breda ( qui la recensione su formiche https://formiche.net/2022/01/quirinale-repubblica-libro-breda/).  “Il suo libro – così Gentili – è uno spaccato della vita del Paese che ci conduce per mano e ci porta fino alla presidenza di Sergio Mattarella, poi proseguita dopo la riconferma. Dunque un libro di estrema attualità”. Dal canto suo Dacia Maraini “affronta una delle emergenze più attuali: quella educativa, declinata sulla scuola e la formazione”. Il direttore di Repubblica descrive gli scenari di un Paese che “dopo due anni di pandemia, si trova nel mezzo di una guerra che non avrebbe mai immaginato potesse accadere nel cuore dell’Europa”.

Il libro su Petacci ha un respiro più storico. “Una biografia inaspettata – chiude Gentili – . Serri infatti descrive con perizia storica il ruolo che l’amante del Duce ricoprì nell’ambito delle relazioni internazionali e, segnatamente, con Hitler”. Ancora non si sa a chi verrà assegnata la colubrina d’argento del premio Granzotto. La riserva dovrebbe essere sciolta a breve. A ogni modo il presidente della Fondazione Premio Estense, nonché vicepresidente di Confindustria Emilia, Gian Luigi Zaina, coglie l’occasione per rimarcare il significato della rassegna. “In un mondo caratterizzato da sconvolgimenti geopolitici – così Zaina – la difesa della libertà di informazione diventa fondamentale. Il Premio Estense ha una doppia valenza, perché valorizza il mestiere del giornalismo. Ma quello che mi preme sottolineare è come l’attualità che stiamo vivendo abbia di nuovo fatto emergere quanto il legame tra giornalismo e libertà sia forte e strettamente connesso. È un tema di importanza radicale, che definisce il chi siamo, attraverso la parola, il racconto, il punto di vista”.

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