Nel corso della conferenza stampa all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, l’amministratore della Nasa, Bill Nelson, e il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, hanno fatto il punto sulla collaborazione oltre l’atmosfera tra il nostro Paese e gli Usa. Una partnership stretta, rafforzata ulteriormente dall’accordo appena siglato tra le due agenzie per realizzare le future “case” per gli astronauti diretti sulla Luna

“Quella con l’Italia è una collaborazione straordinaria”, parola dell’amministratore della Nasa, Bill Nelson, nel corso della conferenza stampa rilasciata insieme al presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma. “È un momento fantastico, con le collaborazioni tra Italia e Stati Uniti al loro apice, insieme stiamo avviando un viaggio per tornare, per restare, sulla Luna”, ha ribadito il presidente Saccoccia, richiamando come, tra l’altro, la presenza in questo momento dell’astronauta italiana dell’Esa, Samantha Cristoforetti, sulla Stazione spaziale internazionale sia la conferma tangibile di questa stretta collaborazione. Per il Chargé d’affaires ad interim, Thomas D. Smitham: “Gli Stati Uniti e l’Italia condividono una storia di collaborazione nello spazio lunga sessant’anni, e che durerà per molti anni a venire”.

L’accordo per le “case” lunari

La visita in Italia di Nelson, accompagnato dalla vice amministratore ed ex astronauta Pam Melroy, è stata l’occasione per firmare un accordo bilaterale con l’Asi per la realizzazione di uno studio preliminare dedicato alla progettazione e allo sviluppo di nuove capacità abitative relative ai futuri moduli lunari, le “case” che accoglieranno gli astronauti che raggiungeranno la superficie del satellite naturale, i cosiddetti Lunar surface multi-purpose habitation module (Mph), proposti dall’Agenzia italiana nell’ambito del programma Artemis, il programma con cui la Nasa punta a riportare il prossimo uomo e la prima donna sulla Luna. “La data più probabile per l’arrivo del prossimo uomo e la prima donna sulla Luna è verso la fine del 2025; faranno parte di un equipaggio di quattro persone, con due che rimarranno sulla navicella Orion in orbita intorno alla Luna”.

Il ruolo dell’Asi

L’Asi, infatti, condurrà lo studio su questi moduli, accompagnata dalla collaborazione e il supporto dell’industria italiana. Il piano prevede l’elaborazione di un progetto che sia conforme agli obiettivi della missione Artemis e ai requisiti forniti dalla Nasa. “Questo accordo ha un valore simbolico che va ben oltre il suo contenuto, ma è un punto di partenza importante dell’attuazione della volontà di essere un partner importante per Artemis” ha commentato Saccoccia, aggiungendo che i moduli potrebbero raggiungere la superficie lunare entro il 2026 o il 2027. “Sarebbe il primo elemento abitativo sulla Luna, davvero un grandissimo risultato”. Da parte americana, l’agenzia a stelle e strisce si occuperà di supportare l’impegno italiano fornendo le informazioni tecniche e programmatiche aggiornate sul programma.

Il supporto del governo

Nel corso della sua due giorni romana, il capo della Nasa ha anche avuto modo di dialogare non solo con l’Agenzia spaziale, ma anche direttamente con il governo italiano. In primis, naturalmente, il ministro per l’Innovazione con delega allo spazio, Vittorio Colao, che ha presieduto la firma degli accordi di ieri, insieme al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Ricerca, Maria Cristina Messa. Oggi, poi, è stata la volta del ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che ha ricordato come “l’industria italiana contribuisce allo sviluppo della Space economy con le sue tecnologie innovative e competenze avanzate, ed è strategico rafforzare la cooperazione”.

L’importanza dell’industria

Sul settore industriale italiano si è espresso anche Nelson, ricordando come il comparto spaziale italiano sia “molto robusto, con un impatto significativo sul Pil della Nazione”, un asset importante per il ritorno sulla Luna e poi verso Marte. “Non è un caso che nella prima missione di Artemis sarà presente un satellite italiano”, ha aggiunto Nelson. Come notato da Saccoccia, poi, la relazione tra Stati Uniti e Italia “va così bene che le industrie riescono a collaborare anche al di fuori dei progetti supportati dalle rispettive agenzie, un segnale del riconoscimento della competenza italiana”.

Una chiacchierata spaziale

L’evento all’Ambasciata è stato anche l’occasione per effettuare una chiamata con la Stazione spaziale internazionale, alla quale ha partecipato da remoto anche il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Josef Aschbacher. Insieme, i tre dirigenti delle agenzie spaziali di Europa, Italia e Stati Uniti hanno salutato gli astronauti della missione Crew4, l’italiana Cristoforetti e gli astronauti della Nasa Kjell Lindgren, Bob Hines e Jessica Watkins. Insieme, i quattro astronauti hanno raccontato i benefici che la sperimentazione scientifica, medica e tecnologica nell’ambiente spaziale in microgravità ha anche per la vita sulla Terra, oltre a essere un punto di vista privilegiato anche per studiare l’evoluzione del clima del nostro Pianeta. Inoltre, come ricordato da AstroSamantha, la Stazione “è la dimostrazione che la collaborazione internazionale è possibile, che si possono ottenere grandi cose, ed è un faro di speranza per il futuro, una cooperazione che continua anche durante i periodi di conflitto”. I quattro sono stati salutati da Bill Nelson, che li ha ringraziati per il loro “servizio all’umanità”.

Non solo Nasa

L’Agenzia spaziale italiana, inoltre, ha firmato una convezione con l’Agenzia spaziale europea che porteranno a oltre due miliardi di investimenti nell’ambito dei programmi spaziali previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Circa 880 milioni di euro, stanziati dal Pnrr e dal Fondo complementare nazionale, saranno dedicati ai settori ad alto contenuto tecnologico, a beneficio della competitività italiana nella Space economy. Nel dettaglio, andranno a investire sullo Space center di Matera, allo sviluppo di telecomunicazioni satellitari sicure, alla realizzazione di fabbriche “intelligenti” per la produzione di piccoli satelliti, alla costruzione di tre nuovi telescopi terrestri per la gestione del traffico spaziale e il tracciamento dei detriti. Un miliardo e tre, invece andrà ad attuare lo sviluppo della costellazione satellitare Iride per l’osservazione della Terra. Nell’ambito della stessa convenzione verrà avviato anche un progetto di costruzione di un motore eco-sostenibile per i futuri lanciatori spaziali europei. Le convenzioni sono state firmate dal capo del dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, Mauro Minenna, alla presenza del ministro Colao, con il presidente dell’Asi, Saccoccia, il direttore generale dell’Esa, Aschbacher e il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio, Eugenio Madeo.

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