Il Cremlino non ha formalmente versato cedole per 1,9 milioni di dollari legate a un’emissione sovrana. Si tratta del primo vero mancato pagamento, una volta oltrepassato il termine di grazia. Ma il problema forse è un altro: gli investitori non si fidano più e attivano garanzie sui crediti per miliardi allargando il perimetro della crisi del debito russo

Il cerchio attorno a Mosca, come raccontato a più riprese da Formiche.net, si sta stringendo sempre di più. Il mancato rinnovo della licenza per pagare le cedole legate al debito sovrano negli Stati Uniti è solo l’ultimo tassello di un piano per strozzare le finanze russe e impedire così a Mosca di alimentare la guerra in Ucraina.

Ora il primo mattone è venuto giù. La Russia non ha pagato 1,9 milioni di dollari di interessi maturati su un’obbligazione sovrana. E non lo ha fatto nemmeno al termine del tradizionale periodo di grazia, quei 30 giorni che sono l’ultima spiaggia per i Paesi che hanno difficoltà nel sostenere il proprio debito. Guardando indietro, era dal 1917, c’era la Rivoluzione di Ottobre, che l’ex Urss mancava un pagamento.

Ora, il gruppo di investitori può decidere se attivare o meno un Credit Default Swap. Di che si tratta? In sostanza una polizza assicurativa contro il mancato pagamento del debito, che copre l’investitore di turno. Fin qui, due dati: Mosca è formalmente inadempiente ma nonostante questo i creditori potrebbero uscirne puliti, proprio grazie alle suddette garanzie.

Ma il problema è proprio questo. Come ha spiegato Bloomberg, il mancato pagamento degli interessi attiverà tutti i credit default swaps sul mercato, dando vita a una specie di effetto a cascata. E ciò per un motivo molto semplice. Come spesso accade in queste situazioni, il panico si diffonde molto velocemente tra gli investitori e visto il precedente degli 1,9 milioni non è difficile immaginare un più ampio ricorso ai Credit Default Swap, la cui attivazione in via preventiva, ha calcolato Bloomberg, potrebbe valere 1,5 miliardi di dollari.

Insomma, il debito russo sta creando i primi veri guai, dentro e fuori casa (si vedano i casi Aeroflot e Sovcomflot) diventando ogni giorno che passa meno sostenibile e cominciando a spaventare per davvero gli investitori, che corrono ai ripari. L’amministrazione americana guidata da Joe Biden sta cercando di far fallire tecnicamente la Russia (sarebbe il terzo default dopo il 1917 sul debito estero e il 1998 sul debito interno): gli Usa stanno impedendo in tutti i modi che il pagamento dei bond venga effettivamente accreditato nel conto corrente dei creditori, in modo da innescare il default legale.

Sarebbe forse il primo caso di default pilotato della storia e la Russia ha già messo le mani avanti dicendo che in quel caso promuoverà un’azione legale contro Washington.

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