Un nuovo strumento, realizzato dall’Hafei Comprehensive National Science Center, permetterà di capire quanto i cittadini siano allineati alla posizione del Pcc. Ma non è il primo programma per monitorare l’affezione politica, come dimostra un’app di indottrinamento già disponibile. La sorveglianza sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei piani di Pechino

Addio libri e militanza attiva: in Cina, per valutare la fedeltà al partito, potrà bastare un semplice programma di Intelligenza Artificiale. La nuova frontiera della tecnologia compie dunque un ulteriore passo in avanti, o verso il dirupo. A sviluppare il nuovo sistema è stato l’Hafei Comprehensive National Science Center, che ha confermato come è possibile catturare le espressioni facciali e le onde celebrali, in modo tale da capire quanto un cittadino sia in linea con il Partito Comunista cinese (PCC). Si tratta di uno strumento di controllo utile alle autorità di Pechino per essere consapevoli del grado di affezione dei cittadini nei confronti dell’istituzione primaria, così da “consolidare ulteriormente la loro fiducia e determinazione nell’essere grati al partito, ascoltarlo e seguirlo”.

A descrivere il funzionamento del nuovo dispositivo di controllo è stato il Times. Secondo il quotidiano britannico, a fare da apripista sarebbero stati presi 43 scienziati che fanno parte del team di ricerca e militano nel partito (che in tutta la Cina conta oltre 96 milioni di iscritti, rispetto a una popolazione di 1,4 miliardi di persone): a loro è stato chiesto di posizionarsi di fronte uno schermo e leggere un articolo di politica nazionale o su quello che ha deciso il partito. Le telecamere di sorveglianza riprendono ogni istante di quei pochi minuti e catturano ogni inclinazione della bocca o espressione più o meno dubbia. In tal maniera, si potrà valutare se la persona in questione è più o meno concorde con quello che gli viene sottoposto.

Come scritto in un articolo scientifico, infatti, questo strumento “da un lato può giudicare come i membri del partito abbiano accettato il pensiero e l’educazione politica”, mentre dall’altra fornisce dati (quanto più) reali su come migliorare l’azione del partito. A incuriosire, tuttavia, è il fatto che la pubblicazione sia sparita quattro giorni fa, il 1 luglio, giorno in cui si celebra la nascita del Partito.

Non sono invece una sorpresa questi metodi portati avanti da Xi Jinping per testare la fedeltà della popolazione. La lettura delle onde cerebrali per capire davvero cosa passi per la testa di un cittadino non ha fatto oggi il suo debutto in Cina, ma è parte di un processo più grande e di cui non si conoscono molti passaggi. Il sistema di videosorveglianza non si limita soltanto al controllo, ma anche alla percezione di quello che fanno i cittadini. Nelle società autocratiche, non a caso, comprendere i loro atteggiamenti è un’esigenza fondamentale per captare in anticipo qualche malumore ed eventualmente reprimerlo. Nella provincia di Zhejiang è stato lanciato un sistema che permette di valutare la crescita di uno studente, mentre nella città di Hangzhou le telecamere monitorano gli alunni per percepire i loro stati d’animo attraverso i loro comportamenti.

Quella della valutazione sull’amore verso il partito, poi, è una frontiera già scoperta. Esiste infatti un’app, su cui i vari iscritti conquistano la fiducia dell’organo centrale acquisendo punti. Ogni giorno, infatti, deve essere raggiunta quota 40. Per arrivarci si possono leggere quattro articoli, da almeno quattro minuti l’uno, o guardando tre video da nove minuti o rispondendo a delle domande. Così facendo, da una parte il Partito sa chi svolge i compiti a casa e chi no e, in più, educa i cittadini.

L’app ha un nome che è tutto un copione (Study Xi to make China Strong – Studia Xi per rendere forte la Cina) e secondo il PCC è essenziale per “allargare il canale di apprendimento” e per rendere “il futuro più luminoso. Migliorerà davvero la qualità politica e il pensiero ideologico di un membro del partito”. Questo è da vedere, mentre la certezza è che il controllo sui cittadini cinesi si stretto un altro po’, in nome del Partito.

(Foto: Ling Tang on Unsplash)

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