Ca’ de Sass chiude il semestre con utili per 2,3 miliardi, su cui pesano 1,1 miliardi di rettifiche sulle attività nella Federazione. Ora avanti tutta sul piano, mentre il ceo Messina annuncia un contributo anti prezzi per tutto il personale

Fronte est messo in sicurezza, conti in ordine e sostegno all’economia garantito. Intesa SanPaolo continua a macinare utili, nonostante il contesto geopolitico tutt’altro che roseo, con inevitabili riflessi sull’economia reale. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha presentato il bilancio dei primi sei mesi al mercato, chiuso con profitti per 2,3 miliardi, dopo 1,1 miliardi di rettifiche sulle attività in Russia e Ucraina. Senza questa componente l’utile sarebbe salito a 3,28 miliardi (+8,4% rispetto ai 3,02 miliardi del primo semestre 2021).

Il ceo Messina ha dunque potuto constatare come il piano industriale di Ca’ de Sass possa procedere spedito, verso la sua attuazione. Confermiamo “l’attuazione del piano di impresa 2022-2025 che procede a pieno ritmo e le principali iniziative industriali sono ben avviate. La formula del piano e, in particolare, l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025 sono confermati, con un’ulteriore crescita potenziale derivante dall’aumento dei tassi di interesse, dall’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi e dallo status di banca a zero npl (non performing loans, ndr)”.

Il numero uno di Intesa ha poi spostato l’attenzione sullo scacchiere russo-ucraino, su cui l’istituto torinese, come molte altre grandi banche è esposta. “Presentiamo i risultati del primo semestre 2022 in un contesto straordinariamente complesso. Il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina ha causato una grave crisi internazionale. Il quadro economico è segnato dal notevole incremento dell’inflazione, che già a inizio anno mostrava le prime evidenze, e dal conseguente aumento delle difficoltà sociali”, ha spiegato Messina.

E proprio riguardo alla Russia l’azione di pulizia intrapresa dalla banca ha consentito di svalutare 1,13 miliardi al lordo delle imposte, di cui 1,09 miliardi relativi all’esposizione creditizia. Tornando ai risultati del semestre, Intesa ha registrato numeri positivi nella gestione operativa, con un risultato in crescita del 4,2% e proventi operativi netti in aumento dello 0,9% rispetto al primo semestre 2021. I costi operativi invece sono scesi del 2,5% con un cost/income al 47,5%, “tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee”, ha spiegato la banca.

Non è tutto. Il primo istituto italiano è ovviamente legato a doppio filo all’andamento dell’economia reale. Ed è per questo che Intesa ha annunciato una misura rivolta a tutti i suoi dipendenti. “Abbiamo deciso di destinare a tutte le nostre persone in Italia e all’estero, eccetto chi ha funzione di dirigente o equivalente, un contributo economico straordinario di circa 500 euro, per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro a favore di 82 mila persone del nostro gruppo”.

E ancora, “Intesa si conferma come motore dell’economia reale e sociale del Paese: nel primo semestre dell’anno le erogazioni a medio e lungo termine a favore di famiglie e imprese in Italia sono state pari a 32,4 miliardi (42,2 miliardi in totale) e abbiamo dato supporto a 2.100 imprese italiane rientrate in bonis”.

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