A pochi giorni di distanza dal vertice di Madrid, la Spagna annuncia lo stanziamento di un fondo da un miliardo di euro per permettere al Paese di raggiungere, entro il 2029, la soglia del 2% del Pil da destinare alla Difesa

Anche la Spagna si aggiunge ai Paesi europei che innalzeranno il proprio budget militare al 2% del Pil. Madrid si aggiunge alla lunga lista di Stati europei che, a seguito dell’aggressione russa all’Ucraina, hanno deciso di raggiungere la soglia fissata dai Paesi europei al vertice Nato in Galles del 2014. Per rispettare l’impegno, il governo spagnolo ha approvato un credito di un miliardo di euro per il ministero della Difesa per l’adempimento della previsione entro il 2029. La decisione è stata presa dai membri del gabinetto di governo a seguito della necessità emersa di coprire le spese impreviste prodotte dall’invasione russa dell’Ucraina, dal momento che il Paese iberico ha partecipato all’invio di aiuti militari e umanitari a Kiev e ha aumentato il numero delle proprie unità schierate con le missioni Nato in Europa orientale.

Il vertice di Madrid

Madrid ha da poco ospitato il vertice dei leader dei Paesi della Nato, durante il quale l’Alleanza ha approvato il nuovo Concetto strategico, che definisce le sue priorità, i compiti e gli approcci per il prossimo decennio. Il Concetto descrive l’ambiente di sicurezza che l’Alleanza deve affrontare, riafferma i suoi valori ed enuncia lo scopo principale della Nato di garantire la difesa collettiva. Inoltre, ribadisce quelli che sono i tre compiti fondamentali della Nato: deterrenza e difesa, prevenzione e gestione delle crisi e sicurezza cooperativa. Com’era stato più volte preannunciato, il nuovo documento definisce la Russia come la “minaccia più significativa e diretta” alla sicurezza degli Alleati, mentre affronta per la prima volta il tema della Cina e delle sfide che Pechino pone alla “sicurezza, gli interessi e i valori degli Alleati”.

La Nato si riallinea

Tra le altre indicazioni prese al summit, i Paesi membri hanno concordato sulla necessità di intensificare gli sforzi per raggiungere tutti quanti la soglia del % del Pil nella spesa per la Difesa. Attualmente sono solo nove, su trenta, gli alleati che raggiungono o superano questo obiettivo, tuttavia, già dal 24 febbraio è cresciuto il numero di Paesi che ha deciso di innalzare la spesa, approvando atti di diverso tipo allo scopo. Già in occasione del vertice, la Spagna si era impegnata a raggiungere il 2% entro il 2029, e con questa decisione il governo ha fatto seguire i fatti alle parole.

La scelta del governo

Per Madrid, questo significa aumentare il budget militare dagli attuali tredici miliardi di euro a 26, un raddoppio da qui a sette anni. Attualmente, infatti, il Paese iberico spende solo l’un per cento del suo Pil per la Difesa, penultimo tra tutti i Paesi Nato, superato in difetto solo dal Lussemburgo. Secondo l’esecutivo, il credito emesso dal governo sarà erogato attingendo dal fondo per le emergenze, e pertanto non avrà bisogno dell’approvazione da parte del Parlamento spagnolo. Nonostante la decisione di aumentare progressivamente le spese militari abbia provocato alcune tensioni all’interno della coalizione di centro-sinistra al governo, con elementi del Partito Socialista del premier Pedro Sanchez e di Unidas Podemos, “socio di minoranza” dell’esecutivo”, che hanno dimostrato un certo malcontento per questa decisione, il governo si è dimostrato compatto nel confermare l’impegno assunto dalla Spagna in sede Nato.

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