Il ministro Wallace ha scelto il prossimo direttore dell’intelligence della Difesa. È Adrian Bird, che proviene dal Gchq. Il governo parla di integrazione ma la mossa sembra indicare l’intenzione di proseguire l’approccio “pre-buttal” seguito nella guerra in Ucraina

Adrian Bird è stato scelto da Ben Wallace, ministro della Difesa britannico, come prossimo capo dell’intelligence militare del Regno Unito (Defence Intelligence), quella che ci ha abituato in questi mesi di guerra della Russia contro l’Ucraina alla pubblicazione di bollettini quotidiani con gli aggiornamenti delle novità sul campo secondo quanto ricostruito dell’organismo. Ecco quello diffuso oggi, sabato 23 luglio.

Bird, attualmente direttore generale del Gchq, cioè l’organizzazione d’intelligence responsabile di signals intelligence e information assurance al governo e alla forze armate, entrerà in carica a settembre. Sarà il primo civile a ricoprire il massimo incarico dell’intelligence militare. A metà negli anni Sessanta, Sir Kenneth Strong era stato direttore generale dell’Intelligence della Difesa. Anch’egli civile ma con i gradi di maggiore generale, aveva guidato in precedenza il Joint Intelligence Bureau, l’organizzazione centrale di intelligence militare costituita dopo la Seconda guerra mondiale, successivamente fusa con le singole branche di intelligence dei servizi per formare il Defence Intelligence Staff.

Bird prenderà il posto di Sir James Hockenhull, generale che da maggio guida lo Strategic Command. “Sono molto orgoglioso ed emozionato di essere stato nominato capo dell’Intelligence della Difesa, un’organizzazione straordinaria con una storia lunga e orgogliosa”, ha dichiarato Bird. “Ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con i colleghi della Difesa e dell’Intelligence della Difesa per molti anni: persone incredibilmente dedicate e talentuose, piene di idee, che ogni giorno fanno la differenza per il Regno Unito e i nostri alleati”. Dandogli il benvenuto, il generale Sir Hockenhull ha sottolineato come, da direttore generale del GCHQ, Bird “è una figura ampiamente rispettata in tutta la comunità dell’intelligence. Ha lavorato su un’ampia gamma di operazioni e porta nel suo nuovo ruolo un enorme bagaglio di esperienze e conoscenze. Questo gli permetterà di integrare tutti i livelli della Difesa e del governo per lavorare insieme alle sfide che dobbiamo affrontare in un mondo sempre più incerto”.

Dan Lomas, docente di intelligence e studi sulla sicurezza alla Brunel University di Londra, ha evidenziato come la dichiarazione diffusa dal governo parli di una maggiore integrazione. “E questo potrebbe significare anche una continuazione del lavoro pubblico dell’[intelligence militare]?

Lomas si riferisce a quello che ha definito approccio pre-buttal, cioè un utilizzo preventivo dell’intelligence emerso chiaramente nelle settimane prima dell’invasione russa dell’Ucraina sia da parte statunitense sia da parte britannica con le agenzie impegnate ad anticipare i piani di Mosca. William Burns, ex ambasciatore statunitense in Russia e oggi direttore della Cia, ha parlato così recentemente al Financial Times: “È stato il dettaglio e la precisione di ciò che stavamo vedendo in termini di pianificazione russa, unito [all’]assoluta convinzione di Vladimir Putin che la finestra per l’uso della forza si stava chiudendo… Questo non vuol dire che non abbiamo passato molte notti insonni a chiederci se avessimo ragione o meno, e molte notti insonni a sperare che ci sbagliassimo”.

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