La cyber-sicurezza nazionale è rafforzata dalla collaborazione tra pubblico e privato. Questo è quanto emerso nel corso della visita del sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, presso il Centro avanzato di difesa cyber della società privata Deas, ospitato in una cooperazione sinergica presso la base della Marina militare di S. Alessandro a Roma

Una collaborazione concreta tra pubblico e privato per la difesa cyber nazionale. L’ha definita così il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, la collaborazione instaurata tra Difesa e analisi sistemi (Deas) e la Marina militare, con la Forza armata che ospita presso la Componente di S. Alessandro a Roma del Centro di telecomunicazioni ed informatica della Marina (Maritele) il Centro avanzato di difesa cyber della società. “Un passo importante per la collaborazione – ha detto Mulé – verso l’integrazione pubblico-privato in ambito di difesa cyber”, un lavoro comune di “autorità, Marina militare, e autorevolezza, agenzia privata”.

Il Centro di difesa cyber

Il Centro di Deas è strutturato per fornire diversi percorsi formativi in ambito della cyber-sicurezza, dell’intelligenza artificiale, attraverso corsi per l’addestramento di personale specializzato e la valutazione e l’analisi dei sistemi IT. La struttura è ospitata in un edificio della base della Marina, i cui ambienti ospitano l’infrastruttura tecnologica hardware e software del Centro e dalla sede vera e propria dell’unità di difesa cyber di Deas. Nel centro vengono sviluppate, sperimentate e validate le attività operative nel cyber-spazio, garantendo la ripetibilità, riproducibilità, imparzialità e oggettività delle procedure. L’obiettivo della collaborazione è quello di mettere a disposizione delle Forze armate e delle istituzioni pubbliche del nostro Paese, le competenze, la tecnologia e il know-how nel settore della cyber sicurezza interamente sviluppate in Italia.

Il Laboratorio di valutazione

Nella struttura ha sede anche il Laboratorio per la valutazione della sicurezza (Lvs) di Deas, uno dei pochi in Italia accreditati dall’Organismo di certificazione della sicurezza informatica (Ocsi) e l’unico ospitato in una struttura militare. Il laboratorio serve a predisporre e condurre le attività necessarie per il processo di valutazione, in conformità agli obiettivi di sicurezza prefissati e dei Common criteria, della sicurezza di un sistema o un prodotto IT finalizzata all’ottenimento di una certificazione, riconosciuta a livello internazionale.

La collaborazione pubblico-privato

Come ha ricordato il sottosegretario nel corso della sua visita: “La cyber sicurezza è un tema di assoluta importanza per l’Italia, sicurezza intesa come la capacità del paese di proteggere le sue infrastrutture fondamentali”. Secondo Mulè, dunque, quanto realizzato nella base della Marina militare è un connubio tra il settore pubblico e quello privato “straordinariamente efficace”. La collaborazione della società Deas, infatti, “garantisce un’implementazione efficace e in prospettiva per il comparto della Difesa”, soprattutto grazie al suo “know how e alla ricerca, assicura le capacità necessarie alle forze armate per proteggersi e proiettare in un futuro prossimo la possibilità di formare e certificare chi ha la necessità di doversi proteggere”. Secondo l’onorevole, dunque, la collaborazione dimostra come “lo Stato, il governo e la Difesa sono in grado di proteggersi nel migliore dei modi mettendo insieme le migliori energie militari e civili”.

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