La guerra stanca e vale anche per Putin. Avril Haines, direttrice degli 007 americani, avvisa: l’obiettivo di Putin rimane prendere la maggior parte dell’Ucraina ma sul campo l’esercito perde pezzi. Se continua così, dovrà rivedere le sue ambizioni

La guerra in Ucraina stanca anche Vladimir Putin. A rivelare i dubbi dello “zar” è la direttrice dell’intelligence americana Avril Haines. Intervenendo in un evento di Silverado Policy Accelerator e Google la numero uno degli 007 Usa ha fatto un quadro sulla guerra russa e i mesi che verranno. “Dalla nostra prospettiva è plausibile che, a seconda di come le cose si evolveranno nei prossimi mesi, Putin si convinca a raggiungere una qualche forma di accordo”.

A centotrenta giorni dall’invasione militare russa le perdite subite dall’armata di Mosca rischiano di infliggere un danno permanente alla capacità militare dell’esercito, spiega Haines: “Pensiamo che in questa fase le loro forze di terra siano state degradate a tal punto che ci vorranno anni per tornare a dove erano prima”.

Di qui il sospetto che dalle parti della Piazza rossa si inizi a ragionare di una tregua nei prossimi mesi. “Perfino i loro obiettivi di breve termine sono fuori portata per la loro armata in questo momento”. In queste settimane la guerra nel Donbass ha vissuto un crescendo di violenza.

Nel Lugansk i russi avanzano. Dopo aver preso il controllo di Severodonetsk, abbandonata dalle forze armate ucraine su ordine del Comando militare centrale, sotto il fuoco dei bombardamenti è finita la città di Lysychansk, “le case bruciano una ad una”, ha scritto oggi su Telegram il governatore della regione Sergei Gaidai.

In centro città sarebbero arrivati i ceceni, ha avvisato il leader Ramzav Kadyrov, affermazione contestata però dalle truppe ucraine secondo cui il centro sarebbe ancora conteso. Intanto l’esercito russo avanza verso Slovyansk da Nord Ovest e ha ripreso azioni offensive a Nord di Kharkiv, la seconda città ucraina liberata dalle truppe di Kiev un mese fa. Diversa la situazione nel Sud. Al ritiro della guarnigione russa dall’Isola dei Serpenti – un colpo strategico per gli ucraini, che guadagnano spazio di manovra sul Mar Nero – ha fatto seguito la scorsa notte un bombardamento russo su Odessa che ha ucciso finora 21 civili.

Per Haines l’obiettivo della conquista  dell’intero Donbas rimane in cima alle priorità di Putin. Anche se la missione russa rimane la conquista “della maggior parte dell’Ucraina”. “Vogliamo essere chiari, ad oggi non vediamo un’opportunità da entrambe le parti per siglare un accordo di pace”, ha detto la direttrice dei Servizi americani. “La Russia crede che se riuscirà a spezzare una delle forze più capaci e meglio armate nell’Est dell’Ucraina, ne seguirà un colpo alla resistenza ucraina e nuove opportunità”, ha aggiunto.

Le prossime settimane dunque saranno decisive per ridimensionare o confermare gli iniziali obiettivi di Putin. Lo sarà anche il sostegno militare fornito dal fronte euroatlantico alla resistenza, che in questi giorni ha ricevuto la prima tornata degli ambiti lanciarazzi Himars. “Percepiamo una disconnessione tra gli obiettivi di Putin a medio-termine e la sua capacità militare, una discrasia tra le sue ambizioni e quel che il suo esercito è in grado di ottenere”, ha spiegato Haines.

Comunque proceda la guerra in Ucraina, ha aggiunto, Mosca dovrà rivedere i suoi piani militari in altre aree del mondo. “In questo periodo prevediamo che [la Russia, ndr] farà più affidamento su mezzi asimmetrici come attacchi cyber, sforzi per controllare l’energia, perfino armi nucleari con l’obiettivo di gestire e proiettare potere e influenza a livello globale”.

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