Non è un bello spettacolo quello che i partiti stanno offrendo ai cittadini rispetto alla compilazione delle liste elettorali. Anzi, pare che nessuno, o quasi, stia veramente dando seguito a quanto detto da Mattarella in occasione dello scioglimento delle Camere…

Le notizie che arrivano dai cosiddetti partiti sulla formazione delle liste fanno percepire con nettezza che la politica sia ai titoli di coda, se non cambia registro. Le liste compilate da un gruppo ristretto di esponenti d’apparato danno la chiara sensazione del declino della nostra democrazia: il Parlamento non è più il sentire del popolo, le regole istituzionali e etiche vilipese, oltraggiate, la politica è cosa loro ormai. Parenti, amici, fratelli candidati nelle liste di alcuni partiti è la vergogna della democrazia repubblicana.

Letta, Conte ne hanno contezza? Le premesse, se sono queste, la campagna elettorale sarà da ricordare per la banalità che la sta caratterizzando: scialba, fiacca, noiosa. Chaiers de doleancs ripetitivi, stucchevoli come se fossimo negli anni dell’esordio di Berlusconi in politica. Non si intravede un brandello di progetto-Paese. La cosiddetta agenda Draghi realistica e concreta, funzionale alla crescita dell’Italia è condivisa pienamente solo da Renzi e Calenda, mentre tutti gli altri fanno spallucce o addirittura la contestano.

C’è, invece, da indicare un elenco di priorità, immediate e di medio periodo: Piano di ripresa europeo, la sua attuazione e soprattutto i tempi previsti, che all’erogazione dei finanziamenti sono agganciati; la crisi della pandemia, che non è finita; e tra le urgenze da affrontare l’inflazione in primis; gli effetti che la guerra della Russia contro l’Ucraina sta determinando. Sono emergenze che nessun partito, nessuna coalizione futura, e nemmeno il governo in carica potranno esimersi dall’affrontare. Sono questi i contenuti dell’agenda Draghi, li esplicitò il Capo dello Stato allo scioglimento delle Camere, aggiungendo che: “Per queste ragioni mi auguro che – pur nell’intensa, e a volte acuta, dialettica della campagna elettorale – vi sia, da parte di tutti, un contributo costruttivo, riguardo agli aspetti che ho indicato; nell’interesse superiore dell’Italia”.

Il richiamo di Mattarella, a parte Renzi e Calenda, è servito a poco, viste le reazioni e le conseguenti tattiche elettorali adottate dai protagonisti. Le peculiarità dei programmi che si stanno evidenziando nei due blocchi di cdx e csx sono lontani e in contrasto con le immediate necessità del Paese, contenute anche nel Pnrr come Mezzogiorno, occupazione, sanità, scuola, università, welfare. Insistere con le ricette trite e ritrite del passato contribuisce ad allontanare gli elettori, che ancora resistono, dalla politica. La gente è stufa di sentirsi ripetere le solite litanie, è consapevole della poca affidabilità di questi capi partito, che ammantano di nobiltà i contenuti avariati del tempo passato.

Sono trent’anni che va avanti questa storia, favorita soprattutto da una legge elettorale che nessuno dei partiti ha voluto cambiare. Solo una riforma del voto, che allarghi la partecipazione dei cittadini alle elezioni e alla vita pubblica può servire a migliorare la vita politica nel nostro Paese, attraverso una nuova classe dirigente che fino ad oggi è stata sempre ostacolata dai cinici meccanismi elettorali, il cui obiettivo era ed è finalizzato sempre all’esclusione di coloro che hanno competenza, capacità, passione politica.

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