Nella corsa alla Luna, che vede gli Stati Uniti in primo piano con la prossima partenza della missione Artemis, anche la Cina si mostra pronta a riportare l’essere umano sulla Luna. Lo rende noto il quotidiano Global Times che, oltre a descrivere le caratteristiche del nuovo lanciatore CZ-5DY di cui si doterà Pechino per effettuare atterraggi sul suolo lunare entro il 2030, riporta un’opinione critica sui progressi, approcci e motivazioni dei piani di esplorazione lunare con equipaggio di Washington

Un nuovo allunaggio si avvicina e con esso aumenta anche la competizione tra Washington e Pechino per la corsa alla Luna. Mentre il lancio della missione della Nasa Artemis è sempre più prossimo, la Cina sta procedendo con lo sviluppo di due razzi super pesanti per missioni con equipaggio e lanci di infrastrutture verso il satellite naturale terrestre, secondo quanto dichiarato da alcuni funzionari del Paese. I nuovi lanciatori saranno progettati per permettere al Dragone di effettuare atterraggi lunari a breve termine prima del 2030 e di inviare grandi infrastrutture sulla Luna negli anni successivi. Nonostante il governo di Pechino non abbia ancora approvato formalmente un atterraggio lunare con equipaggio, il lavoro sul programma prosegue e il dibattito si concentra sulle ambizioni lunari cinesi. I progressi sui razzi – un veicolo di lancio per equipaggio di nuova generazione e un lanciatore super pesante noto come Long March 9 – stanno infatti procedendo, secondo quanto dichiarato da Chen Xiaofei, del dipartimento di progettazione generale della China academy of launch vehicle technology (Calt), ai media statali.

Allunaggio cinese

“Anche senza un razzo con equipaggio di nuova generazione e un veicolo di lancio superpesante, la Cina potrebbe utilizzare due lanci di razzi per inviare due taikonauti sulla Luna entro il 2030 circa”. Lo aveva dichiarato già ad agosto 2021 lo scienziato cinese esperto di missili e progettista capo dei razzi Long March, Long Lehao, parlando del piano cinese di utilizzare nuove varianti del lanciatore Long March-5 per effettuare le missioni spaziali con equipaggio. Secondo le previsioni, per la missione lunare del Dragone saranno lanciati due razzi che trasporteranno rispettivamente un lander lunare e una navicella con equipaggio di nuova generazione. Le due parti della navicella si incontreranno e si agganceranno in orbita quasi lunare, prima di eseguire il processo di atterraggio. Tuttavia, non non sono ancora stati diffusi dettagli sul sito di atterraggio specifico. Secondo Long, i due taikonauti dovrebbero lavorare sulla superficie della Luna per circa sei ore. La nuova astronave con equipaggio dovrebbe poi decollare dal satellite ed effetuare un altro aggancio con il modulo orbitante, prima di tornare sulla Terra.

Un nuovo lanciatore

Long ha indicato la nuova variante come Long March-5 DY (CZ-5DY), acronimo di “dengyue”, che in cinese significa appunto “atterraggio lunare”. Il Long March 5 è un veicolo di lancio cinese per carichi pesanti sviluppato dalla Calt che attualmente vede due varianti, CZ-5 e CZ-5B, con rispettivamente capacità di carico utile massime di circa 25mila chili nell’orbita terrestre bassa e 14mila chili nell’orbita di trasferimento geostazionario. A queste si aggiunge l’ultima variante in fase di sviluppo che mira appunto a lanciare un veicolo spaziale con equipaggio in orbita lunare entro il 2030, come reso noto dal quotidiano Global Times, un tabloid di Pechino, che ha appreso l’informazione dal China aerospace science and technology corporation (Casc). Secondo un portavoce del Casc, il veicolo di lancio super heavy-lift del Paese, anch’esso in fase di sviluppo, sarà ulteriormente rafforzato per inviare carichi utili di 50 tonnellate nell’orbita di trasferimento Terra-Luna, al fine di supportare le future attività lunari. Non solo, il Casc sta anche lavorando a una serie di sistemi di lancio e trasporto spaziale riutilizzabili, che potenzieranno ulteriormente le capacità spaziali Paese, riducendo i costi e favorendo così lo sviluppo futuro in questo settore, secondo quanto dichiarato dal portavoce. Una versione a due stadi del razzo, per l’invio di una navicella di nuova generazione nell’orbita terrestre bassa, è prevista per un volo di prova nel 2026. Nonostante non siano ancora stati forniti i dettagli sui progressi compiuti, a inizio agosto il Calt aveva annunciato il completamento dei test strutturali relativi al CZ5DY e in aprile ha testato i componenti del motore in titanio del lanciatore.

Le critiche cinesi

“Gli osservatori spaziali hanno sottolineato che, mentre la Nasa sta cercando di rivivere le glorie dell’Apollo, la Cina sta lavorando a piani innovativi per realizzare le proprie missioni di allunaggio con equipaggio”, si legge nell’articolo del Global Times. Le critiche riportate si sono estese anche alle ultime dichiarazioni rilasciate dall’amministratore della Nasa, Bill Nelson, che a luglio aveva avvertito di una nuova “corsa allo spazio” con la Cina, accusandola di voler “occupare la Luna” e citando la base di ricerca lunare che Cina e Russia stanno costruendo insieme, di cui è “molto preoccupato”. Facendo un confronto tra i piani di allunaggio con equipaggio di Cina e Stati Uniti, gli esperti spaziali cinesi hanno sottolineato inoltre che la pratica statunitense di fissare scadenze annuali specifiche è molto rara nel settore, data la natura complessa dell’esplorazione dello spazio profondo, mentre la Cina “si concentra maggiormente sulla preparazione tecnologica in un arco di tempo piuttosto ampio, procedendo in modo costante e sicuro”, riporta la testata. “L’allunaggio cinese con equipaggio è più in linea con i principi scientifici, ma la Nasa potrebbe diventare più ostile nei confronti della Cina nel settore spaziale, data l’enorme pressione che sta affrontando per mantenere la sua leadership globale nell’esplorazione lunare”, ha dichiarato in aggiunta Wang Ya’nan, redattore capo della rivista Aerospace Knowledge con sede a Pechino, in risposta a una domanda sulla possibilità di una nuova corsa allo spazio intorno al 2030. Al momento sia Washington sia Pechino sono al lavoro per pianificare atterraggi robotici e con equipaggio al polo sud lunare nei prossimi anni, nell’ambito dei rispettivi programmi Artemis e Ilrs. La tensione tra Usa e Cina dunque arriva anche in orbita.

La corsa alla Luna con la missione Artemis

Nel frattempo, gli Stati Uniti sono strenuamente impegnati nei preparativi per il lancio dello Space launch system (Sls), previsto per la mattina del 29 agosto (ora locale) dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral in Florida per la missione lunare Artemis I. Artemis I, secondo la Nasa, sarà la prima di una serie di missioni che mirano a dimostrare la capacità dell’agenzia spaziale di estendere l’esistenza umana sulla Luna, dopo più di 50 anni dalla missione dell’Apollo. Le tempistiche dipenderanno molto dall’entità dei finanziamenti che la Nasa riceverà dal Congresso Usa.

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