Il senatore di Azione: “Fratoianni e Bonelli non possono pensare di utilizzare i voti di Azione per entrare in Parlamento. Il profilo dei nostri candidati è molto chiaro. Il sostegno fino in fondo a Draghi è una condizione essenziale”

Per Fratoianni e Bonelli, la parte sinistra di quella che dovrebbe essere la coalizione costruita dai due main partner Letta e Calenda, ci sono aspetti indigeribili. L’agenda Draghi, che invece è diventata il vessillo di Azione, e i rigassificatori, sui quali sempre Azione ha espresso a più riprese pareri favorevoli. Con questi presupposti quella che si sta materializzando a sinistra sembra tutt’altro che un’alleanza solida e coesa. Non solo. Proprio questa mattina, sul Quotidiano Nazionale, il leader di Sinistra Italiana Fratoianni ha fatto chiaramente intendere che, qualora non si dovesse trovare la quadra per stare assieme a Pd e Azione (il soggetto politico più ostile, nella prospettiva della sinistra), è pronto a dialogare con Giuseppe Conte. E con quel che resta del Movimento 5 Stelle. “L’accordo che abbiamo sottoscritto con Pd dice una cosa molto chiara: mettere assieme coloro che fino alla fine hanno sostenuto Draghi”. Tertium non datur. A dirlo è il senatore di Azione, fedelissimo di Calenda, Matteo Richetti.

Lei ragiona già in ottica di esclusione di Verdi e Sinistra Italiana?

Qui non sono in gioco le scaramucce tra i partiti. Il Pd e Azione hanno siglato un accordo funzionale a creare un’alternativa all’avanzata delle peggiori destre. Chiaramente il profilo dei candidati condivisi dovrà essere in linea con i nostri principi e i nostri valori. A partire dal sostegno convinto a Mario Draghi e al suo piano per mettere in sicurezza l’Italia.

Fratoianni si è detto disponibile, in assenza di un accordo con voi, a dialogare con Conte. Come valuta questa prospettiva?

Se Sinistra Italiana riterrà di doversi rivolgere ai 5 Stelle se ne assumerà le conseguenze. C’è un punto sul quale però non possiamo soprassedere: Fratoianni e Bonelli non possono pensare di utilizzare i voti di Azione per entrare in parlamento. Il profilo dei nostri candidati è molto chiaro. E in questo Calenda è stato bravo a tutelare le prerogative di Azione. Non siamo disponibili a riaprire negoziazioni sotto questo profilo.

Matteo Renzi, con Italia Viva, ha scelto la strada dell’alternativa anche alla coalizione di centrosinistra. Come valuta questa sua decisione?

Renzi dovrebbe aver ben chiara una cosa: da una parte ci sono le destre e dall’altra parte la coalizione Letta-Calenda. Chiunque sarà fuori da questi perimetri avrà ben poche chance.

È una mano tesa a Italia Viva?

È un modo per ribadire a Renzi che nel patto tra Letta e Calenda c’è spazio anche per lui. Non ci sono veti, non ci sono barriere ideologiche. Si tratta di scegliere. Se stai con Azione e il Pd lavori per un Parlamento di riformisti ed europeisti. E sarebbe una collocazione ideale anche per Renzi.

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