Crescono le tensioni intorno a Taiwan con l’arrivo sull’isola della speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. Pechino mette in mare le sue due portaerei e lancia diverse esercitazioni militari lungo tutta la sua costa mediorientale, mentre gli Stati Uniti schierano le proprie unità della Flotta del Pacifico

Con l’arrivo a Taiwan della speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, cresce la tensione nell’area, mentre continuano ad essere segnalate dalla autorità dell’isola la presenza in prossimità del confine ufficioso tra la Repubblica Popolare e la Repubblica di Cina delle navi da guerra di Pechino. Nel corso della giornata, inoltre, diversi aerei da guerra delle forze armate cinesi hanno sorvolato lo Stretto di Taiwan lambendone la linea mediana, un’attività considerata molto provocatoria che si aggiunge ai sorvoli quasi quotidiani di aerei cinesi all’interno della zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan. Il Comando aereo di Taipei ha infatti registrato in mattinata almeno quattro incursioni sulla linea di confine di J-16 cinesi, il caccia avanzato di quarta generazione di Pechino, incursioni lanciate dal sud-ovest della Cina continentale.

Lo schieramento cinese

La visita segna l’avvio delle esercitazioni annunciate da Pechino delle sue forze navali nel Mar cinese meridionale, che dureranno fino alla fine della settimana. Inoltre, secondo l’agenzia di stampa Xinhua, da giovedì sera l’Esercito Popolare di Liberazione condurrà ulteriori attività di addestramento nelle acque intorno a Taiwan, che comprenderanno operazioni congiunte aeree e marittime a nord, sud, est, sud-ovest e nord-est di Taiwan. Queste manovre, che con ogni probabilità rappresentano una risposta del governo cinese alla visita di Pelosi, si aggiungono ad altre operazioni condotte in mare dalla Repubblica Popolare. La Marina dell’Esercito popolare di liberazione è infatti attiva nelle acque delle province di Guangdong e Hainan e ha condotto delle esercitazioni a fuoco vivo nelle acque della provincia orientale del Fujian, che condivide il braccio di mare che separa il continente da Taiwan. Fra le navi militari cinesi mobilitate ci sarebbero anche le sue due portaerei Type 001 Liaoning e Type 002 Shandong, che avrebbero lasciato i rispettivi porti di Qingdao, nella provincia orientale dello Shandong, e Sanya, nella provincia meridionale dell’isola di Hainan. Ciascuna delle due portaerei è accompagnata dalle sue unità di scorta, composte generalmente da quattro tra cacciatorpediniere e fregate, oltre a unità minori e logistiche.

Velate minacce

Anche a terra, inoltre, si susseguono le immagini dei carri armati di Pechino che starebbero venendo spostati verso la provincia di Fujian, aumentando le tensioni e le preoccupazioni taiwanesi su un’imminente azione di forza da parte cinese.

Un video in particolare mostra dei mezzi anfibi corazzati Type 63A procedere in formazione lungo le spiagge della provincia, circondate da civili e bagnanti.

Un altro video, lanciato sui social dal Comando del teatro orientale cinese in occasione delle celebrazioni per il 95esimo anniversario dell’Esercito Popolare di Liberazione, mostra carri armati e soldati in formazione, il lancio di missili e le esercitazioni di navi militari e aerei da combattimento, con messaggi riferiti alla volontà e alla prontezza delle forze armate di Pechino di difendere la madrepatria.

La flotta Usa del Pacifico

Nella regione gli Stati Uniti schierano le unità della Flotta del Pacifico, con alle sue dipendenze la Settima e la Terza flotta. Nell’area di Taiwan è al momento presente il Carrier strike group 5, il gruppo portaerei della portaerei classe Nimitz Uss Ronald Reagan. Alle sue dipendenze il gruppo ha nove squadroni dell’aviazione di Marina, riuniti nel Carrier Air Wing Five, tre incrociatori di classe Ticonderoga, Uss Antietam, Uss Chancellorsville e Uss Shiloh, e il Destroyer Squadron Fifteen responsabile dei sette cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke. Insieme, queste unità formano il più grande Carrier strike group della Marina Usa. Nel Pacifico sono inoltre schierate la portaerei Uss Abraham Lincoln, con il suo Carrier strike group 3, la nave da assalto anfibio portaelicotteri Uss Essex e altre 36 navi da guerra, assieme a tre sottomarini, che in questi giorni stanno prendendo parte all’esercitazione Rim of the Pacific (Rimpac) insieme alle unità di 26 Paesi alleati.

Le altre unità della Us Navy

In Giappone, nelle basi di Okinawa e Sasebo, si trovano invece due unità di classe America, la Uss Tripoli e la Uss America, quest’ultima parte del Forza anfibia della Settima Flotta, comprendente anche la nave ammiraglia dell’intera flotta, la Uss Blue Ridge, e le navi da trasporto anfibio (Landing platform dock) Uss Green Bay, Uss New Orleans, oltre a diverse unità di scorta. La particolarità delle classe America, inoltre, è quella di essere unità d’assalto anfibio in grado di trasportare e far decollare dal proprio ponte di volo anche gli F-35 in dotazione alla Us Navy. Per fare un confronto, le dimensioni delle due unità anfibie sono comparabili a quelle delle portaerei classe Midway entrate in servizio al termine della Seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda le risorse aree, a Okinawa sono arrivati anche due HC-130J Combat King II, l’unico velivolo ad ala fissa dedicato al recupero del personale dell’aeronautica americana, accompagnati da KC-135 Stratotanker e da un aereo da rifornimento in volo.

Foto: Us Navy

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