L’indagine sull’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio arriva a coinvolgere i cellulari in dotazione al personale del Pentagono. Alcune informazioni sarebbero, infatti, state cancellate dai telefoni dati in dotazione dal dipartimento ad alcuni alti funzionari responsabili della risposta militare alla sommossa, tra cui gli ex segretari della Difesa e dell’Esercito, Miller e McCarthy e l’ex capo dello Staff del Pentagono Patel

Il Pentagono ha ricordato a tutti i suoi dipendenti che il contenuto dei cellulari governativi assegnati al personale deve essere conservato. La notifica arriva dopo alcune rivelazioni effettuate dalla Ong American Oversight secondo cui le comunicazioni contenute in alcuni telefoni di alti funzionari del dipartimento della Difesa erano state cancellate nel corso degli ultimi giorni dell’amministrazione Trump. In particolare, la questione coinvolge i fatti relativi all’attacco su Capitol Hill del 6 gennaio e in particolare i responsabili della risposta delle forze armate di fronte alla sommossa.

I dati cancellati

Come ha riferito dalla Cnn, tra le informazioni scomparse ci sarebbero i messaggi e i dati dei cellulari dell’ex segretario alla Difesa ad interim Chris Miller, l’ex segretario dell’Esercito Ryan McCarthy e l’ex capo dello staff del Pentagono Kash Patel. Tutti e tre protagonisti della risposta militare alla rivolta del 6 gennaio. Il caso è emerso dopo la causa intentata da American Oversight in risposta a una richiesta negata che domandava i tabulati telefonici di alti funzionari del governo federale per il giorno dell’assalto al Campidoglio sulla base del Freedom of information act.

I Dem chiedono chiarezza

Sul caso è intervenuta anche la politica, con il capogruppo della maggioranza democratica al Senato, Dick Durbin, che ha dichiarato come “la scomparsa di queste informazioni critiche potrebbe compromettere gli sforzi per conoscere tutta la verità sul 6 gennaio”, chiedendo in risposta che venga avviata un’indagine parlamentare sulla questione. “Non so se la mancata conservazione di questi testi governativi critici sia il risultato della malafede – ha detto ancora Durbin – di un’incredibile incompetenza o di politiche di gestione dei documenti obsolete, ma dobbiamo andare a fondo della questione”.

Il memorandum del Pentagono

La nota del Pentagono è arrivata dal vice segretario alla Difesa, Kathleen Hicks, che ha anche disposto che “tutti i fornitori di servizi di dispositivi mobili del dipartimento acquisiscano e salvino i dati residenti sui dispositivi mobili forniti dal DoD quando questi vengono restituiti dagli utenti”. Secondo quanto stabilito dai regolamenti del governo federale, infatti, i cellulari in dotazione al personale vengono regolarmente cancellati dei dati solo nel corso della rotazione tra dipendenti, cioè una volta che un impiegato lascia il servizio federale e il telefono viene assegnato a qualcun altro. Oltre a ricordare al personale della Difesa di conservare le proprie comunicazioni, Hicks ha anche chiesto al Chief information officer e al General counsel del dipartimento di riferire sulla questione entro trenta giorni, per una valutazione dell’attuale politica del Pentagono in materia di comunicazioni, nonché per riflettere su eventuali raccomandazioni per il miglioramento delle attuali norme.

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