Il trilaterale con Zelensky e Guterres può rappresentare un’occasione di svolta, ma solo se supportata dalla reale volontà di tutte le parti. Contrariamente si ridurrebbe all’ennesima dimostrazione di forza per un proprio tornaconto

Il futuro sviluppo degli eventi in Ucraina (dossier nucleare compreso) non dipende solo dal trilaterale a Leopoli tra il presidente ucraino Vladimir Zelensky, il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Ma il vertice può comunque rappresentare un passo nella direzione di una potenziale distensione.

Trilaterale

Lo scopo di Erdogan è quello di ergersi a potenziale intermediario energetico, ruolo che intende esercitare proprio in questa occasione anche per andare oltre la mera crisi dell’esportazione di grano, e allargarla dal Mediterraneo al resto del mondo dove esercitare maggiori influenze. Per questa ragione prima Erdogan e Zelensky si sono concentrati sugli aspetti anche bellici che toccano Ankara e Kiev, per poi essere raggiunti da Guterres per allargare il discorso a grano e nucleare.

Zaporizhia

La Russia minaccia di chiudere la centrale nucleare di Zaporizhzhia perché, come osservato dal ministero della Difesa russo, l’Ucraina sta “pianificando una provocazione” presso l’impianto che potrebbe portare a “un disastro nucleare causato dall’uomo”.

Due giorni fa il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, aveva richiesto un’ispezione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) del sito della centrale nucleare di Zaporizhia, visto che la più grande centrale d’Europa è a rischio incidente. Fino a questo momento Kiev e Mosca si sono incolpate a vicenda per gli attentati: ma se fino ad oggi i bombardamenti hanno causato la chiusura automatica di un reattore, procedere ulteriormente con questo schema causerebbe verosimilmente un danno maggiore.

Il controllo russo di Zaporizhia “mette in pericolo la popolazione dell’Ucraina, i paesi vicini e la comunità internazionale”, ha insistito Stoltenberg. La scorsa settimana in occasione di un meeting del Consiglio di sicurezza dell’Onu è stata chiesta una missione “senza indugio”. La Russia ha sempre accusato le Nazioni Unite di ostacolare la missione dell’AIEA mentre l’Ucraina si è opposta.

Dossier grano

Non solo nucleare, nelle ultime due settimane più di mezzo milione di tonnellate di grano sono state esportate dall’Ucraina attraverso il Mar Nero grazie all’accordo che ha coinvolto 36 valichi e 21 navi partite in direzione del Bosforo. Lo scorso 27 luglio è stato inaugurato ufficialmente il Joint Coordination Center (JCC) di Istanbul, composto da rappresentanti dei tre paesi e delle Nazioni Unite, per consentire il trasporto sicuro di prodotti alimentari commerciali e fertilizzanti da parte delle navi mercantili. Guterres dopo aver visitato la città portuale ucraina di Odessa per osservare il movimento del grano, sabato prossimo visiterà il JCC di Istanbul.

Nel mezzo la partita delle sanzioni, connessa a quella del grano, che però secondo Mosca non è poi così influente per le sorti economiche russe. Lo ha detto ancora una volta il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov secondo cui “si stanno certamente adottando misure immediate per mitigare i danni delle sanzioni e garantire il funzionamento senza ostacoli di tutti i settori e sistemi economici, la Russia ha tutte le possibilità e il potenziale per farlo”.

Scenari

In sostanza Erdogan, da prima dell’invasione russa dell’Ucraina, è impegnato in un esercizio geopolitico di bilanciamento, mantenendo i rapporti con entrambe le parti, mentre l’Occidente è in difficoltà nel gestire sia la crisi che la posizione della Turchia stessa che si sente autorizzata a proseguire nelle sue mire nel Mediterraneo orientale.

Il trilaterale con Zelensky e Guterres può rappresentare un’occasione di svolta, ma solo se supportato dalla reale volontà di tutte le parti. Contrariamente si ridurebbe all’ennesima dimostrazione di forza per un proprio tornaconto, così come lo stesso Erdogan fa da anni in una serie di ambiti specifici, come il gas, le relazioni mediterranee e l’approvvigionamento delle armi. Oggi ha iniziato a perforare a largo di Cipro la nuova nave turca Abdülhamid Han, capace di arrivare fino a 12mila metri.

(Foto: Press Office Erdogan)

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