Intervista all’economista della Cattolica e direttore della Fondazione Edison. Il costo della vita potrebbe raggiungere presto il picco e poi stabilizzarsi, ma dipende dalla durata della guerra. L’Italia ha combattuto i rincari meglio di chiunque altro, in Francia prevedo un autunno drammatico. La flat tax? Con questi conti non si può fare

L’inflazione non è un mostro invincibile, con tre teste, senza sapere alla quale mirare. Si può combattere, persino vincere. E l’Italia, il cui costo della vita è ai massimi dalla metà degli anni ’80, al 7,9% nel mese di luglio, ha fatto molto. Certamente meglio della Francia. Poi certo, tutto o quasi dipenderà dalla durata della guerra e dai tempi di sganciamento dalle forniture russe.

Ma per Marco Fortis, economista della Cattolica di Milano e direttore della Fondazione Edison, Mario Draghi ha fatto nel suo anno e mezzo di governo più di quanto potessero fare più esecutivi insieme. Basta solo leggerli, i numeri. E comunque, la flat tax è pura fantasia e chi la profetizza non sa quello di cui parla.

L’inflazione americana ha dato i primi segnali di rallentamento. E c’è chi anche in Europa vede una frenata. Verosimile?

La riflessione di fondo, che non dobbiamo mai dimenticare, è che parliamo di due inflazioni diverse. Quella americana dipende essenzialmente da una domanda in crescita a fronte di un’offerta strozzata. Mentre quella europea è strettamente legata al costo dell’energia e delle materie prime. Nel primo caso, agire sui tassi rende molto più che nel secondo. Premesso questo, se il petrolio cala, allora possiamo aspettarci il raggiungimento di un picco per poi rimanere su un trend costante. Ma ovviamente, tutto dipende dalla durata della guerra.

L’Italia è passata da un tasso di inflazione all’8% a giugno contro il 7,9% di luglio. Buon segno?

Difficile dirlo. Vede, se guarda bene le statistiche, vedrà che i prezzi energetici regolamentati sono diminuiti, quelli alimentari sono aumentati. Si tratta di uno scaricamento a valle dei costi delle materie prime, in un contesto del genere, nonostante il calo italiano, bisogna mantenere alto il controllo, soprattutto a livello europeo. Guardi che c’è chi sta messo molto peggio di noi se proprio vuole saperlo.

A chi si riferisce nello specifico?

Penso alla Francia, che sta per andare incontro a un autunno difficilissimo a causa dell’aumento spropositato dell’elettricità e questo perché il nucleare francese è in fase di ristrutturazione. Saranno mesi difficili per i francesi, mi creda, l’Italia è messa meglio.

Detta così, Fortis, sembra un’ottima notizia. Siamo abituati a credere che i francesi siano sempre un passo avanti a noi…

Stavolta non è così. Abbiamo avuto Mario Draghi che ha neutralizzato l’inflazione con il taglio delle accise, il bonus da 200 euro e gli interventi sulle bollette. Quando tra un mese usciranno i dati dell’Istat vedremo che il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato e questo è merito di Draghi, le cui misure hanno nei fatti domato il costo della vita, questo è certo. Ma le dico una cosa che in pochi hanno scritto.

Prego.

La più grande misura anti-inflazione è l’assegno unico per i figli. In Italia abbiamo 5 milioni di autonomi che fino all’arrivo di Draghi non godevano di nessuna detrazione per i figli. Ora, il beneficio annuale dell’assegno sarà di 1.200 euro per figlio il che vuol dire che nessuno ha mai fatto tanto per gli autonomi in una sola mossa secca. Praticamente ci si ripaga tutta l’inflazione cumulata in un anno, ma questo nessuno lo dice. Eccole le vere misure, altro che i sogni della flat tax.

Già, la flat tax. Cavallo di battaglia della destra, rispolverata a dovere in vista del voto. Cosa non la convince?

Ascolti, agli italiani non bisogna raccontare balle, altrimenti possiamo benissimo dire che se uno come il gatto e la volpe seppellisce una moneta d’oro poi cresce un albero. Mettiamocelo bene in testa, con questi conti pubblici la flat tax non si può fare, è una favola. La gente, purtroppo, non conosce i dati e i partiti raccontano la loro. L’assegno unico è realtà, 1.200 euro in più a figlio in tasca. La tassa piatta ci costa una barca di soldi e con un debito al 150% del Pil non si può fare.

L’Europa, forse, non gradirebbe.

Bruxelles ci metterebbe in serie B. L’Italia cresce, sta tenendo botta alla crisi, non c’è bisogno di raccontare storie di misure senza coperture. Sono solo promesse che poggiano sulle sabbie mobili.

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