L’ex presidente russo entra di nuovo a gamba tesa nella politica italiana invitando i cittadini a punire i leader “per la loro evidente stupidità”. Di Maio: “Preoccupante”. Ecco gli affondi di Mosca all’Italia, in prima linea al fianco dell’Ucraina tramite Ue e Nato

A poco più di un mese dalle elezioni, il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo Dmitri Medvedev entra – di nuovo – a gamba tesa nella politica italiana. “Alle urne vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche chiamarli a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità”, ha scritto su Telegram sottolineando che “i voti degli elettori sono una potente leva di influenza”.

LA REAZIONE DI DI MAIO

Immediata la reazione Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, che ha definito “davvero preoccupante l’ingerenza del governo russo nelle elezioni italiane”. “Le forze politiche italiane prendano le distanze in maniera netta, senza alcuna timidezza, dalla propaganda russa”, ha aggiunto. “Noi stiamo lavorando per diversificare le fonti di approvvigionamento del gas, perché non si può dipendere da chi, con i soldi degli italiani, finanzia la guerra sanguinosa in Ucraina”, ha spiegato ancora Di Maio ribadendo la convinzione della necessità di un tetto massimo al prezzo del gas nell’Unione europea.

I PRECEDENTI

A giugno l’ex presidente russo aveva attaccato con metafore culinarie i leader europei Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz mentre erano in visita a Kiev. “I fan europei di rane, salsicce di fegato e spaghetti” amano visitare Kiev “con zero utilità”, aveva scritto con riferimento al presidente del Consiglio italiano, al presidente francese e al cancelliere tedesco. Un mese più tardi, a luglio, aveva pubblicato un post sarcastico su Telegram mettendo in successione le foto di Boris Johnson e Draghi, poi una figura in nero con il punto interrogativo che sta a significare “Chi sarà il prossimo?”. Nei giorni scorsi si era fatto sentire dopo le dimissioni del primo ministro britannico scrivendo, sempre su Telegram, “i migliori amici dell’Ucraina se ne vanno. La vittoria è in pericolo! Il primo è andato”.

IL FALCO A CACCIA DI RIFLETTORI

Come raccontato a giugno su Formiche.net, l’ex presidente sta cercando spazi. Prima colomba, oggi falco di Vladimir Putin.

LA REAZIONE DEL PD

Il Partito Democratico con Enrico Borghi, responsabile sicurezza e membro del Copasir, attacca: “Medvedev, il falco del regime russo tifoso dei massacri in Ucraina, entra nella campagna elettorale italiana, invitando gli elettori a punire nelle urne il governo. Grave fatto di ingerenza, tutti ne prendano le distanze, iniziando da una destra sempre più ambigua sul tema”. “Medvedev mette la sua scheda nell’urna”, ha scritto invece un altro dem, Filippo Sensi. Contro Draghi, contro il governo, contro l’Europa, contro noi. Il 25 settembre anche su questo si vota, di qua o di là. Senza enfasi, fattuale, semplice, chiaro”.

DAL CENTRODESTRA

“È la punta di un iceberg”, ha dichiarato Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia e presidente del Copasir, il primo esponente del centrodestra a commentare le parole di Medvedev. “Il comitato ha denunciato da tempo il rischio di ingerenze straniere nelle democrazie occidentali, dobbiamo aumentare consapevolezza e resilienza”, ha aggiunto sottolineando che l’Italia è un target.

Condividi tramite