Macron è da giovedì in visita ufficiale di tre giorni in Algeria con l’obiettivo di “ricostruire” le relazioni bilaterali. Ma è un compito complesso gravato dal peso della storia. Mentre l’Italia aumenta le relazioni (sull’energia e non solo), la Francia cerca di spingere sulla cooperazione militare

Il presidente francese, Emmanuel Macron, è da giovedì in visita ufficiale di tre giorni in Algeria con l’obiettivo di “ricostruire” le relazioni bilaterali che sono state segnate da forti differenze politiche, legate anche al passato coloniale della Francia nel Paese nordafricano.

Ad accogliere il capo di Stato francese, accompagnato da una delegazione di oltre 90 persone, è stato il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune. La visita ha tempistica significativa: quest’anno l’Algeria ha celebrato il 60° anniversario della sua indipendenza dalla Francia.

Il presidente algerino Tebboune ha dichiarato che ci sono stati “risultati incoraggianti” dal primo giorno della visita di Macron, menzionando il rilancio di diversi comitati intergovernativi e una “intensificazione delle visite ad alto livello”. Macron ha annunciato la creazione di un comitato di storici algerini e francesi per studiare gli archivi sulla colonizzazione e sulla guerra d’Algeria. Un metodo per temperare le tensioni legate a quel periodo storico.

“Abbiamo un passato condiviso” che è “complesso, doloroso”, e “abbiamo deciso insieme” di creare un comitato di storici per “guardare insieme a questo periodo storico”, “dall’inizio della colonizzazione alla guerra di liberazione, senza alcun tabù, con il desiderio di un accesso completo ai nostri archivi”, ha detto Macron in una dichiarazione congiunta con il suo omologo Tebboune.

Il leader francese, alla sua seconda visita in Algeria da quando è stato eletto presidente nel 2017, “ha scelto di orientare questa visita verso il futuro, [concentrandosi su] start-up, innovazione, giovani e nuovi settori”, ha dichiarato l’Eliseo. L’Algeria ha aiutato l’Europa a diversificare le sue forniture energetiche pompando più gas in Italia, ha detto Macron usando il dossier che riguarda le nuove forniture decise dal governo Draghi come proxy per sottolineare l’impegno algerino sul piano internazionale.

Macron ha anche sottolineato che non c’è nessuna “competizione” tra Italia e Francia per il gas algerino, ma anzi ha sottolineato con favore l’intesa raggiunta tra Roma e Algeri per aumentare le forniture. L’accordo è “buono per l’Italia, è positivo per l’Europa e migliora la diversificazione dell’Europa”, ha detto ai giornalisti.

L’Italia sta aumentando le relazioni commerciali e in generale geopolitiche con l’Algeria nel quadro delle necessità di differenziare le proprie forniture da quelle russe, da cui lo sganciamento si è reso necessario a seguito dell’invasione militare dell’Ucraina ordinata da Vladimir Putin.

Come analizzato su queste colonne da Uberto Andreatta, nel rapporto tra Italia e Algeria si giocano gli equilibri futuri del Mediterraneo e questi passeranno anche dalle proiezioni italiane e francesi sul paese nordafricano. L’obiettivo di Macron è quello di recuperare uno spazio di influenza, che però è complesso da recuperare in questo momento, quanto meno sul piano strategico.

La volontà di ricostruire insieme la storia della colonizzazione dimostra che questa volontà di recuperare spazio – in un terreno scabroso – passa anche da certe dinamiche storico-geografiche di lungo periodo. Su cui però l’Italia ha allo stesso modo una presenza, come dimostra il giardino pubblico intitolato a Enrico Mattei ad Algeri lo scorso anno. In quell’occasione, il presidente Sergio Mattarella – presente all’inaugurazione con il Ceo di Eni, Claudio Desclazi – commentò: Sul piano internazionale – ha sottolineato il capo dello Stato – il suo desiderio di superare gli squilibri fu prezioso per la costruzione di rapporti equi con i Paesi di nuova indipendenza. La sua lezione e la sua esperienza sono più che mai attuali”.

I rapporti tra Francia e Algeria si fanno più stretti anche nel settore della Difesa. Il capo di Stato maggiore dell’esercito algerino, il generale Said Chengriha, ha ricevuto oggi ad Algeri, l’omologo francese, il generale Thierry Borcard, insieme al ministro delle Forze armate francesi, Sébastien Lecornu, nella cornice della visita in Algeria del presidente Emmanuel Macron, la seconda dal 2017 anno della sua elezione. La prima giornata ha visto la visita del presidente francese al memoriale dei martiri algerini della guerra d’indipendenza, combattuta tra il 1954 e il 1962 contro la Francia, durante la quale ha incontrato il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. Mentre in questa seconda giornata, Macron ha incontrato i giovani imprenditori del Paese, con la volontà ambiziosa di creare un incubatore franco-algerino di start-up nel settore digitali a cui è seguita la visita della Grande moschea della capitale e del suo minareto. La visita proseguirà poi nell’ovest dell’Algeria, nella città di Orano.

Al centro di colloqui vi è il rafforzamento della cooperazione militare bilaterale sul piano militare. Chengriha ha infatti proposto di effettuare una “valutazione congiunta” per identificare le opportunità disponibili da inserite nel quadro di un nuovo accordo. Mentre il capo di Stato maggiore algerino ha posto l’accento sul forte significato simbolico della visita francese nel Paese, da lui ritenuta “un passo cruciale nello sforzo di comprensione reciproca tra le due parti”, in accordo con la volontà politica di Parigi e Algeri. “Questa visita ci consentirà senza dubbio la possibilità di avere uno scambio di opinioni su questioni di attualità e dossier di interesse comune”, ha proseguito ancora Borcard. Dossier cresciuti negli ultimi anni a causa del terrorismo dilagante nel continente africano. “In effetti, questi dossier si sono sviluppati negli ultimi anni, vista la minaccia terroristica in Africa in generale, e nella regione sahelo-sahariana in particolare”, ha aggiunto infatti Chengriha. La visita di Macron all’inizio del suo secondo mandato rimarca la strategicità del partner nord-africano per gli interessi francesi, puntando a un consolidamento delle relazioni bilaterali. Tuttavia, l’Algeria durante il conflitto in Ucraina si è mostrata molto clemente nei confronti dell’invasore russo, vista la partnership strategica salda tra i due Paesi. Tale vicinanza è stata anche confermata sia dalle recenti esercitazioni militari congiunte, sia dalla visita di pochi mesi fa del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che aveva ringraziato l’Algeria per le posizioni equilibrate prese nel conflitto ucraino.

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