Quanti di noi si sono chiesti quanto ci vorrà per formare il nuovo governo, dopo le elezioni? Non meno di 25 giorni, ma a guardare indietro nel tempo l’iter può erodere molti più giorni. Uno sguardo al passato di Alfonso Celotto

Dopo il 25 settembre, quando avremo il nuovo governo? La Costituzione non dice nulla sul punto, ma basta ricordare quello che è accaduto nelle precedenti 18 legislature per capire che il nuovo governo non arriverà prima di fine ottobre e forse addirittura a Natale. Perché? Perché dopo il voto occorre insediare le nuove camere, eleggere i presidenti di assemblea, formare i gruppi parlamentari. Solo allora il Capo dello Stato avvia le consultazioni per dare l’incarico di formare il nuovo governo.

E servono settimane, se non mesi. Guardiamo indietro.

1948: V de Gasperi 1 mese

1953: Pella 2 mesi

1958: II Fanfani 40 giorni

1963: I Leone 50 giorni

1968: II Leone 1 mese

1972: II Andreotti 50 giorni

1976: III Andreotti 40 giorni

1979: I Cossiga 61 giorni

1983: I Craxi 40 giorni

1987: I Goria 40 giorni

1992: I Amato 85 giorni

1994: I Berlusconi 40 giorni

1996: I Prodi 25 giorni

2001: II Berlusconi 28 giorni

2006: II Prodi 40 giorni

2008: III Berlusconi 25 giorni

2013: Letta 64 giorni

2018: Conte I 88 giorni

Come accaduto per Prodi nel 1996 e per Berlusconi nel 2008 non servono mai meno di 25 giorni. Quindi il nuovo governo arriverebbe verso il 20 ottobre. Ma se le cose si complicano come nel 2018, allora di mesi ne possono servire anche 3 e quindi siamo quasi a Natale.

Nel frattempo cosa accade? Resta in carica il governo Draghi. Perché la Costituzione prevede che il nuovo governo entra in carica soltanto con il giuramento (prima della fiducia).

L’incastro di queste date sarà molto importante perché di mezzo non ci sono soltanto le scadenze del Pnrr ma anche la legge di bilancio. A rigore il governo Draghi, come governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, potrebbe soltanto fare misure di natura tecnica. Ma se i tempi si allungano e le cose si complicano, allora sarà inevitabile che la legge di bilancio la scriverà il governo Draghi e sarà il nuovo Parlamento a dettare le vere linee politiche della manovra.

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