Un emendamento al decreto-legge Aiuti bis ha previsto un Comitato di passaggio. Soltanto quattro degli attuali membri sono stati rieletti. Toccherà dunque ai presidenti di Camera e Senato indicare nuovi componenti per assicurare la continuità dell’organismo di controllo sull’intelligence fino alla nascita di quello permanente

La fine della legislatura, il prossimo 12 ottobre, segnerà anche la fine del Copasir, che in questi quattro anni e mezzo ha svolto sotto tre presidente – Lorenzo Guerini (Partito democratico), Raffaele Volpi (Lega) e Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) – indagini su temi cruciali come il 5G, gli asset strategici nazionali nei settori bancario e assicurativo e il conflitto in Ucraina, solo per citarne tre. Il giorno entrambe le Camere si riuniranno con la costituzione dell’Ufficio provvisorio di presidenza, della Giunta delle elezioni provvisoria e la proclamazione dei deputati subentranti e infine l’elezione dei presidenti dei due rami del parlamento (che avrà luogo con scrutinio segreto)

Tra gli emendamenti al decreto-legge Aiuti bis approvati vi è anche quello per il cosiddetto Copasir provvisorio, da istituirsi a inizio legislatura per restare in carica fino ai venti giorni successivi alla votazione della fiducia al nuovo governo, termine entro il quale dovrà insediarsi quello definitivo, al fine di garantire la continuità del lavoro del Comitato che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani. La legge prevede che a far parte dell’organismo provvisorio siano chiamati i componenti del Comitato della precedente legislatura che siano stati rieletti in una delle Camere. Qualora il loro numero sia inferiore a sei o non sia rispettata la consistenza dei gruppi parlamentari, i presidenti di Senato e Camera dovranno integrare la composizione fino a un massimo di otto membri, tenendo conto della consistenza dei gruppi parlamentari e garantendo, ove possibile, la parità tra deputati e senatori. A presiedere il Comitato provvisorio saranno chiamati, nell’ordine e se rieletti, il presidente e il vicepresidente del Copasir della precedente legislatura o, in loro assenza, il componente più anziano di età.

Dopo le dimissioni di Elio Vito (Forza Italia), il Copasir è rimasto con nove membri. Soltanto quattro dei quali sono stati rieletti. Si tratta del presidente Urso, che dunque dovrebbe conservare la carica di presidente, del segretario Enrico Borghi (Partito democratico, che passerà dalla Camera al Senato), Claudio Fazzone (Forza Italia) e Francesco Castiello (Movimento 5 Stelle). Toccherà dunque ai presidenti di Camera e Senato assicurare il funzionamento del Copasir.

La vicepresidente Federica Dieni, ha lasciato il Movimento 5 Stelle passando a Italia Viva senza essere ricandidata. Anche Maurizio Cattoi ha dato l’addio ai grillini andando nel Misto. Il leghista Volpi non è stato ricandidato e ha lasciato la Lega in rottura con il segretario Matteo Salvini. L’altro leghista, Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento Energia, non è stato rieletto, pagando il trionfo di Fratelli d’Italia. Niente da fare anche per Ernesto Magorno di Italia Viva.

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