Mentre Egitto e Usa si esercitano dimostrando la capacità di organizzazione e attivazione statunitense, la Russia potrebbe aver inviato nel Mediterraneo un sottomarino nucleare (sullo sfondo, la guerra in Ucraina)

Egitto e Stati Uniti hanno mosso le proprie unità navali nel Mediterraneo in un’esercitazione congiunta che, come sottolinea il ministero della Difesa egiziano, contribuisce allo scambio di esperienze comuni tre i militari egiziani e quelli statunitensi, rafforzando la cooperazione.

Alle manovre hanno preso parte la portaelicotteri “Gamal Abdel Nasser” e la fregata “Al Galala” mentre gli Usa hanno partecipato con il cacciatorpediniere “USS Delbert Black”, parte del Carrier Strike Group 10 — che da agosto 2022 è guidato dalla portaerei “Uss George Washington”. La George Washington, con tutto il suo gruppo da battaglia ha doppiato Gibilterra il 25 agosto, sostituendo la bandiera a Stelle e Strisce americana mostrata per settimane dalla “USS Harry Truman” nel Mediterraneo. Le due portaerei e le navi collegate si sono esercitate nello Ionio il 31 agosto, prima che la Truman lasciasse l’area di attività.

Le manovre egiziane e americane si sono concentrate sullo scambio di informazioni della situazione operativa nel teatro delle operazioni navali, sulla formazione del personale militare di bordo a metodi di lavoro standard all’interno di una forza congiunta incaricata dei compiti di mantenimento della sicurezza marittima per far fronte a qualsiasi minaccia che possa influenzare il flusso del commercio mondiale e della libertà della navigazione internazionale, spiegano i comunicati.

L’addestramento è il secondo condotto dalla marina egiziana con quella degli Stati Uniti e, stando alle informazioni disponibili, è stato organizzato in breve tempo. In questo potrebbe rientrarci anche una volontà di dimostrare alla Russia la capacità di azione, organizzazione e attivazione da parte di Washington, sfruttando la sponda di partner locali — nella fattispecie l’Egitto, che è stato storicamente conteso tra le due potenze.

I mezzi navali del Cremlino in questi giorni si stanno muovendo attivamente nel Mediterraneo, che è un teatro che sta ritrovando enorme centralità anche collegata alla guerra russa in Ucraina. Sullo sfondo delle drammatiche perdite navali nel conflitto ucraino, e davanti all’assenza dell’unica portaerei russa (la “Admiral Kuznetsov” ferma in un cantiere a Murmask per rifare il ponte), sono i sottomarini l’asso nella manica di Mosca. E in queste settimane uni di questi, a propulsione nucleare, sembra giocare al gatto e al topo con le forze NATO nel Mediterraneo.

Secondo alcune ricostruzioni OSINT, il sommergibile russo potrebbe trovarsi nelle acque del Mediterraneo per sostituire la “Marshal Ustinov”, tra le migliori unità del Cremlino, che ha lasciato il bacino il 24 agosto. Mentre l’Ustinov naviga provocatoriamente tra il Regno Unito e l’Irlanda, il sottomarino potrebbe essere scivolato nel Mediterraneo. In un certo senso, l’incrociatore sta fornendo una distrazione, spiega il super esperto Hi Sutton.

Al momento non si sa di che tipo di sottomarino si tratti, ma quello che è chiaro è che l’attenzione della NATO è massima (e le esercitazioni statunitensi potrebbero servire come messaggio/monito). La Russia ha già dispiegato sottomarini a propulsione nucleare nel Mediterraneo, ma non frequentemente. Nel contesto attuale, è legato alla guerra in Ucraina. Anche se le recenti tensioni tra Serbia e Kosovo fanno da sponda adriatica a questo genere di dispiegamenti strategici.

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