Il leader di Azione: “Stare con Orban contro Francia e Germania è esattamente il contrario rispetto alle esigenze che ha l’Italia di un ancoraggio saldo all’Unione Europea”. E sul Pd: “Chiedono il voto, ma non sanno con chi governare”

“Quelli di Fanpage sono stati tutti denunciati. Contro Richetti stanno montando un caso con una denuncia anonima, a dieci giorni dalle elezioni. Queste cose non succedono neanche più in Messico”. Il leader di Azione Carlo Calenda, con il quale Formiche.net ha parlato prima dell’evento elettorale a Ferrara, mette in fila le priorità e colpisce più a sinistra che a destra. Perché il Pd, dice, “si sta trasformando nel farmaco generico del Movimento 5 Stelle”.

Calenda, lei ha detto che Draghi nel suo discoro non avrebbe potuto dire altro. Perché?

Perché se avesse detto altro sarebbe successa l’apocalisse. Il suo caso è molto simile a quello di Mattarella: un uomo che pur non volendo rimanere al Quirinale, per senso delle istituzioni, c’è rimasto. Penso che se ci fosse bisogno di lui, anche Draghi rimarrebbe.

In che caso ci sarebbe bisogno di Mario Draghi?

Penso che se dovesse formarsi un governo di centrodestra non durerebbe più di quattro mesi. Sono pronto a scommetterci. L’unica speranza per questo Paese è un governo di unità nazionale e che i partiti depongano le armi. Il rischio che prevedo con un eventuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni è di vedere lo spread a quota 400 e di uscire dalle linee europee dei Paesi fondatori.

Si riferisce alla posizione presa nei confronti dell’Ungheria?

Meloni non ha ancora chiaro il concetto di democrazia liberale, che è la base per chi inizia a fare politica. Stare con Orban contro Francia e Germania è esattamente il contrario rispetto alle esigenze che ha l’Italia di un ancoraggio saldo all’Unione Europea. Però, anche Salvini, ha deciso di stare con l’Ungheria. Che di fatto è la quinta colonna di Putin.

Berlusconi si è defilato. 

Sì, con il voto in Europa. Ma poi in Italia è in coalizione con Fratelli d’Italia e Lega. È evidente che ci sia più di una contraddizione in quell’agglomerato di partiti.

A sinistra non va meglio, mi par di intendere dalle sue parole. 

No, e il fatto che Enrico Letta chieda ai suoi elettori praticamente un voto “in bianco” è una cosa che lascia increduli.

Che cosa intende per “voto in bianco”?

Ha dichiarato che è presto per parlare di alleanze. Ma come? Il suo partito si candida alla guida del Paese, ma non sa con chi lo guiderà. Forse la sua idea è quella di governare solamente assieme a Franceschini. Peccato che gli manchino i numeri. E con Bonelli e Fratoianni ha sempre detto di aver stipulato un accordo elettorale, non di governo.

Quindi che succederà?

Secondo me alla fine torneranno con il Movimento 5 Stelle. Ma d’altra parte il Pd sta diventando il farmaco generico del grillismo. Un esempio? I diecimila euro ai diciottenni è il primo passo verso il Reddito di cittadinanza. Un sussidio che va drasticamente ripensato.

 

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