La deputata di Fratelli d’Italia: “L’Europa dovrebbe istituire un fondo per ristorare le nazioni più colpite dagli effetti di queste sanzioni alla Russia”. E sul decreto Aiuti: “Nessun dialogo col governo. Ancora troppi bonus non risolutivi”

Giorgia Meloni ha sospeso la campagna elettorale per votare il decreto Aiuti. Anche se, tra i parlamentari di Fratelli d’Italia, non c’è particolare entusiasmo per questo provvedimento. Per almeno due motivi: “Il governo ha già deciso dove allocare le risorse. In più sul versante energetico, si continua ad affrontare il problema concedendo bonus a valanga senza però studiare interventi efficaci nel breve e nel lungo termine”. Ylenja Lucaselli, deputata di FdI ha la ricetta di quelli che dovrebbero essere i passi del prossimo governo per contrastare il fenomeno del caro bollette sia in Italia sia in Europa.

Partiamo dal decreto. Cosa non le piace?

Non mi piace che il governo, di imperio, abbia già deciso come destinare le risorse e in che modo. Peraltro il provvedimento ha avuto una gestazione lunghissima, specie in Senato, nonostante ci sia l’urgenza di dare risposte a famiglie e imprese. Il problema, comunque, è metodologico: non si risolvono i problemi di questa entità, come quello energetico, a suon di bonus a pioggia.

Quali sono le soluzioni che intravede?

Nel lungo termine, coinvolgendo l’Europa, e studiando una politica energetica comunitaria che agevolerebbe anche il ‘cap’ al prezzo del gas. D’altra parte non avrebbe senso fissare un tetto comune senza una strategia altrettanto comune. In più, a mio modo di vedere, occorre investire davvero sulle rinnovabili anche dotando gli edifici pubblici (penso a scuole e uffici in particolare) di fonti energetiche alternative. Ovviamente all’investimento in termini di risorse, va affiancato un percorso di sburocratizzazione delle pratiche autorizzative.

Nel breve periodo, Salvini consiglia lo scostamento di Bilancio, definendolo debito ‘sano’. È d’accordo?

Uno scostamento è pur sempre un debito. Dunque qualcosa che noi lasceremo in eredità ai nostri figli. E dal momento che questa eredità sta diventando sempre più pesante, non possiamo continuare a contrarre debito. Piuttosto occorre trovare risorse nelle pieghe del bilancio dello Stato, oppure dirottando su famiglie e imprese alcuni fondi del Pnrr.

Che sono comunque a debito. 

Sì, ma è un debito che già abbiamo contratto. Tanto vale quindi utilizzarlo nel migliore dei modi e massimizzarne l’effetto.

A proposito del Pnrr. Ha destato qualche preoccupazione la dichiarazione di Meloni di voler “rivedere” il Pnrr. Che cosa intendete?

È un concetto che ha ribadito anche il ministro dell’Economia, Daniele Franco. Vanno rivisti gli obiettivi. Non possiamo, in questo momento, pensare che le politiche impostate mesi e mesi fa siano attuali. Ad esempio, non possiamo parlare di elettrico nel momento in cui l’energia rappresenta uno degli scogli più duri per famiglie e imprese.

Togliendo le sanzioni a Putin, pensa che i problemi legati all’approvvigionamento energetico si risolverebbero?

Le sanzioni sono l’unico strumento attraverso il quale si può pensare di portare la Russia a un tavolo di trattativa. Dunque devono continuare. È chiaro ed evidente che, come abbiamo chiesto a più riprese, l’Europa dovrebbe istituire un fondo per ristorare le nazioni più colpite dagli effetti di queste sanzioni alla Russia. Il nostro posizionamento internazionale, comunque, rimarrà fortemente atlantista.

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