Londra rilascia la sua dottrina militare sul potere spaziale, parte di una strategia più ampia e completa sulla dimensione extra-atmosferica. Il documento riconosce l’importanza delle infrastrutture spaziali e la necessità della loro protezione, individuando come pilastri la collaborazione con l’industria e la cooperazione con gli Stati Uniti

Il ministero della Difesa del Regno Unito ha rilasciato la propria pubblicazione incentrata sulla dottrina militare per il dominio spaziale. Il documento “UK Space Power” illustra le linee-guida per l’impegno delle forze armate britanniche nello spazio extra-atmosferico, in particolare nel suo ruolo di protezione delle infrastrutture spaziali dalle minacce. Il testo, inoltre, fornisce “una base per comprendere l’utilità del dominio spaziale nel contesto militare”. Il messaggio di Londra è chiaro, lo spazio è un dominio globale, nel quale le attività militari, civili e commerciali sono interconnesse, e per questo deve essere tutelato appositamente.

La dottrina militare britannica

Il documento fa parte della serie Joint Doctrine Publication, le pubblicazioni della Difesa britannica che forniscono i principi generali alla base dell’utilizzo dello strumento militare da parte del Regno Unito. Insieme ai corrispettivi documenti per gli altri domini, marittimo, terrestre, aereo e cyber, la pubblicazione costituisce il livello operativo della più ampia Dottrina della Difesa del Regno Unito. L’attuale UK Space Power è la prima pubblicazione autonoma dedicata all’uso militare dello spazio da parte di Londra, dal momento che precedentemente si trovava ricompresa nella UK Air and Space Power. La decisione di separare i due ambiti ha fatto seguito al riconoscimento da parte della Nato del fatto che lo spazio sia un dominio operativo indipendente, e che di conseguenza necessiti di una dottrina propria. Questa prima edizione, dunque, riunisce la politica del governo britannico, la strategia, la dottrina di livello superiore e le conoscenze e l’esperienza in materia di potere spaziale nel contesto militare.

Deterrenza spaziale

Secondo quanto riportato dalla pubblicazione britannica “le capacità di potenza spaziale possono contribuire alla deterrenza, ma devono far parte di una strategia più ampia e completa” e lo spazio offre ulteriori possibilità nelle scelte politiche “grazie alla sua ubiquità e pervasività”. In particolare, la Difesa britannica riconosce quanto le infrastrutture spaziali siano collegate a quelle basate a Terra, e la perdita o compromissione dei primi comporterebbe un forte impatto negativo sulla disponibilità, l’erogazione o l’integrità dei servizi essenziali per la popolazione.

Tra militare e civile

In particolare, a preoccupare gli strateghi di Londra c’è il sempre crescente offuscamento dei confini tra civile e militare, che ha aumentato drasticamente la complessità dello spazio. “Lo spazio non è un’attività esclusivamente militare o statale”, si legge nella dottrina, e “gli attori non-statali sono sempre più coinvolti nello sviluppo e nel funzionamento delle capacità spaziali”. Da qui la necessità di partenariati con i civili, l’industria e l’accademia quali elementi essenziali per “aumentare la resilienza, comprendere i progressi della tecnologia e sviluppare ulteriori opportunità di deterrenza”.

Le ambizioni di Londra nello spazio

Il testo segue di circa un anno il rilascio della National Space Strategy, il documento di 42 pagine che ha definito il livello di ambizione (particolarmente elevato) di Londra oltre l’atmosfera. Frutto del lavoro di due dicasteri: Difesa e Business e strategia industriale (equivalente del Mise), la strategia ha definito i cinque obiettivi e i quattro “pilastri” per lo spazio secondo Londra. In particolare, si punta a far crescere l’economia spaziale nazionale (oggi stimata in 16,4 miliardi di sterline l’anno per 45mila occupati), promuovere i valori della Global Britain, guidare la ricerca scientifica inspirando la Nazione e proteggere e difendere i gli interessi britannici “nello e attraverso lo Spazio”.

Lo Space Command

Sempre nel 2021, a luglio, le Forze armate britanniche avevano ufficialmente inaugurato lo UK Space Command, un comando “joint”, con personale in arrivo da tutte le Forze armate, impegnato su tre aree: operazioni spaziali; addestramento e crescita del personale; capacità e programmi di sviluppo. Il comando, situato presso la base aerea di High Wicombe, una cinquantina di chilometri a nord-ovest di Londra, lavora insieme al laboratorio per la ricerca avanzata (Dstl) e allo Strategic Command per “assicurare l’integrazione multi-dominio tra i vari ambienti”.

Il legame con gli Usa

Nel documento viene ribadita ulteriormente la posizione del Regno Unito di perseguire un approccio “Nato-first”, ma viene anche indicato come punto di riferimento principale quello degli Stati Uniti. Il testo, infatti, fa esplicito riferimento alla dottrina spaziale degli Stati Uniti. “In quanto nostro partner preminente per la sicurezza nazionale, la cooperazione con gli Stati Uniti è eccezionalmente stretta e il rapporto è fondamentale per garantire l’accesso a una serie di servizi spaziali”, si legge infatti nel documento. Inoltre, esperti spaziali militari del Regno Unito stanno attualmente supportando le capacità spaziali degli Stati Uniti.

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