Con la sua visita a Tokyo, il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Luca Goretti, ha rafforzato ulteriormente i profondi legami che uniscono l’Italia con il Paese del Sol Levante. Collaborazioni industriali, come il programma Tempest, o le esercitazioni comuni alla Ifts, sono alla base di un avvicinamento tra Asia e Europa che passa per il nostro Paese

Dal Tempest alla International flight training school, passando per l’aumento delle attività formative in comune tra Italia e Giappone. Il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, generale Luca Goretti, in visita a Tokyo, ha discusso con il proprio omologo della Koku-jieitai, la forza di auto-difesa aerea giapponese (Jasdf), generale Shunji Izutsu, e con il ministro della Difesa, Yasukazu Hamada, ulteriori modalità con cui i due Paesi potranno collaborare in futuro sia nello sviluppo del dominio aerospaziale, sia per rafforzare i legami di cooperazione per la Difesa. La visita del generale segue il viaggio del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dello scorso aprile, nel corso del quale erano stati discussi anche aspetti di collaborazione industriale nel campo della Difesa.

Le collaborazioni sul Tempest

Il Giappone, infatti, a margine del vertice Nato di Madrid aveva annunciato per voce del suo primo ministro, Fumio Kishida, l’intenzione di aderire al programma Tempest, il caccia di sesta generazione a cui collaborano anche il nostro Paese insieme a Regno Unito e Svezia. L’intenzione si è fatta più concreta nel corso del Farnborough international airshow 2022, con un accordo tra Tokyo, Londra e Roma per individuare potenziali aree di cooperazione tra le rispettive aziende nazionali. Tokyo infatti ha già discusso con Londra per un accordo di fusione tra i rispettivi programmi Tempest e F-X. Alla vigilia del suo viaggio nel Sol Levante, lo stesso generale Goretti era intervenuto, sottolineando come “I giapponesi potrebbero attingere alla tecnologia dal Tempest e inserirla nel loro programma F-X.”. Per il generale italiano, l’adesione del Giappone, “potrebbe essere un’opportunità per comprendere meglio le reciproche realtà”.

Formazione condivisa

Il viaggio di Goretti è servito anche per rafforzare le attività di esercitazioni e addestramento comuni. “In primo luogo è prevista un’incentivazione delle attività esercitative congiunte di grosso spessore, da affinare con velivoli di quinta generazione F-35”, di cui sono dotati entrambi i Paesi. Nel corso del suo viaggio il generale è stato accompagnato da ottanta cadetti dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli al termine del primo ciclo di istruzione, una decisione presa per “far conoscere realtà diverse”, e con l’occasione la delegazione italiana ha visitato la base aerea di Hamamatsu nella prefettura di Shizuoka, che serve da scuola di volo per la Forza aerea di autodifesa del Giappone. Un incontro, quello con gli allievi nipponici, che secondo il ministro Hamada “rafforzerà ulteriormente la relazione di fiducia tra le aeronautiche militari di Giappone e Italia”.

La scuola di Decimomannu

Inoltre, il Giappone fa parte ufficialmente della International Flight Training School (Ifts) di Decimomannu, in Sardegna, alla quale ha aderito a ottobre dell’anno scorso. In base agli accordi gli istruttori e dieci piloti nipponici si addestreranno sulla linea 346 con il simulatore della Leonardo, un avanzato software che permette al pilota di volare in coppia con un pilota al simulatore e avere le stesse sensazioni e gli stessi dati tramite il data link, riducendo così i tempi per diventare operativi. “Rappresenta un cambio epocale – ha spiegato Goretti – perché non sono necessari due aeroplani per aria, me ne basta uno per avere lo stesso effetto”. Per il generale, questa tecnologia sviluppata dalla Leonardo “è invidiata da molte nazioni all’avanguardia, e in questo momento siamo leader nel settore; pensavamo di arrivare a regime per ottanta piloti l’anno, e invece abbiamo un overbooking”.

Europa e Asia più vicine

Nel corso dell’incontro con i vertici militari giapponesi, coinciso con il lancio del missile della Corea del Nord che ha sorvolato l’arcipelago per la prima volta in cinque anni, si è discusso anche dell’attuale conflitto in Ucraina e di cooperazione internazionale. Dopo l’incontro con il ministro Hamada, il generale Goretti ha registrato di aver “percepito da parte giapponese il bisogno di avere un interlocutore forte in Europa”. Da parte italiana, Goretti ha confermato la preoccupazione di Roma di fronte alla postura della Russia e della Corea del Nord “che di fatto ci accumuna e ci fa preoccupare”. Per questo, secondo il generale “non deve passare il messaggio che esistono settori del mondo separati” e il compito della Difesa e del governo italiano “è quello di smussare il terreno dalla burocrazia in modo da consentire, in caso di necessità, di poter operare. Questo è il più grosso segnale di deterrenza che ci deve essere”.

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