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Con Kiev finché sarà necessario. Il G7 compatto con Zelensky

Riunione straordinaria dopo la rappresaglia russa di ieri. Un’ora e mezza di riunione. I leader hanno avvertito Mosca sul nucleare: “Avrebbe gravi conseguenze”. Il presidente ucraino: “Una persona sta bloccando la pace, e questa persona è a Mosca”. Rimane aperta la questione dei missili Atacms

È stato Joe Biden il primo dei Sette a parlare, con un tweet, dopo la riunione straordinaria del G7, durata poco più di un’ora e mezza, con la partecipazione del leader ucraino Volodymyr Zelensky. Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito il “nostro impegno incrollabile affinché la Russia risponda della sua guerra e a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario”.

LA DICHIARAZIONE COMUNE

I leader hanno condannato i recenti attacchi missilistici russi contro le città e le infrastrutture civili in Ucraina, ribadito il non riconoscimento dei referendum “farsa” e rigettato “inequivocabilmente” l’annessione “illegale” delle quattro regioni dell’Ucraina (Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kershon) “oltre alla Repubblica autonomia della Crimea e della città di Sebastopoli”. Inoltre, hanno accusato la Bielorussia, che ha “permesso la guerra di aggressione russa” sostenendo le forze di Putin e consentendo loro di operare sul proprio territorio.

LA MINACCIA NUCLEARE

I Sette hanno anche avvertito il leader russo Vladimir Putin sulla retorica nucleare: “qualsiasi uso di armi chimiche, biologiche o nucleari da parte della Russia avrebbe gravi conseguenze”, si legge nella dichiarazione. Nelle stesse ore la Casa Bianca ha fatto sapere che il governo statunitense non ha nuove informazioni sulle minacce nucleari della Russia dopo che giovedì il presidente Biden aveva parlato di “Armageddon” nucleare. Washington non ha indicazioni che la Russia si stia preparando a usare armi nucleari e non vede ragione per cambiare l’attuale posizione nucleare, ha detto ai giornalisti la portavoce Karine Jean-Pierre.

LE RICHIESTE DI ZELENSKY

Il presidente ucraino Zelensky ha invitato i Paesi del G7 a imporre un nuovo pacchetto di sanzione contro la Russia e ha dichiarato che non negozierà con Mosca finché Putin sarà al comando o finché le condizioni non cambieranno. Ha chiesto di bloccare il settore energetico russo per compromettere le entrate derivanti da petrolio e gas, e di “azzerare i profitti per lo Stato terrorista”. Ha inoltre chiesto che gli osservatori internazionali sorveglino la situazione della sicurezza al confine con la Bielorussia. “Dopo gli attacchi russi, tutti gli omicidi, tutte le violazioni dei civili e del diritto internazionale, le vostre società non vi capiranno se non taglierete ogni prospettiva a questo leader del terrore”, ha detto Zelensky. “Una persona sta bloccando la pace, e questa persona è a Mosca”, ha aggiunto (avvisate il leader M5S Giuseppe Conte).

LA QUESTIONE ARMI

Gli aiuti degli alleati hanno fatto la differenza nonostante gli attacchi russi su Kiev e altre città ma ora l’Ucraina ha urgente bisogno di nuovi sistemi di difesa aerea. Lo ha dichiarato alla stampa Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, parlando prima di una riunione dei ministri della Difesa. Il numero uno dell’alleanza ha accolto con favore l’impegno di Stati Uniti e Germania. Gli alleati, ha spiegato, stanno valutando se aumentare gli obiettivi per le riserve di armi come parte del processo di pianificazione della difesa dell’alleanza. Nelle ultime ore, dopo la rappresaglia russa in risposta all’esplosione del ponte in Crimea, Kiev è tornata a chiedere agli Stati Uniti i sistemi di difesa aerea avanzata e gli Atacms a lungo raggio, in grado di colpire obiettivi fino a 300 chilometri. Washington prende tempo, temendo che una simile mossa possa innescare un’escalation con Mosca in una fase di debolezza, interna ed esterna, del regime di Putin.

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