Dal club del libro nato oltreoceano, alla partnership con Amazon, fino al problema della pirateria scoperchiato dagli editori. Le questioni aperte su #BookTok, e non solo, un fenomeno che finora ha generato 90 miliardi di visualizzazioni

La charm offensive di TikTok è entrata in maniera efficacissima in moltissime aree: cultura, musica, sport, e ora sul tema libri, in cui sta davvero riscuotendo numeri da capogiro. Una questione non da poco, dal momento che il dibattito su questo social negli Stati Uniti è molto infuocato.

Christopher Wray, direttore dell’Fbi, in audizione al Congresso si è detto preoccupato per TitkTok su una serie di punti, fra cui la possibilità che il governo di Pechino utilizzi l’app della società cinese ByteDance per la raccolta dei dati degli utenti o per “operazioni di influenza” tramite algoritmo. Come scrivevamo pochi giorni fa Mike Pompeo, ex capo della Cia e segretario di Stato, ha esortato su Twitter di allontanare dal social i ragazzi perché “è un reale strumento di spionaggio per la raccolta dei dati del Partito comunista cinese”.

Una situazione molto complessa, una sfida su più fronti sia negli Usa sia in Ue.

#BookTok, i club del libro e Amazon. Cosa sta succedendo

Ma cosa succede intorno al mondo dell’editoria su TikTok? Tutto è iniziato dai lockdown legati alla pandemia. Da lì però sono passati oltre due anni e il trend non si è fermato, anzi. Parliamo di #BookTok, il fenomeno che sulla piattaforma ha portato ad oggi ben 90 miliardi di visualizzazioni sul tema dei libri.

Dalle dirette degli utenti a qualcosa di più strutturato il passo è stato breve. È nata infatti una community, un vero e proprio gruppo di lettura virtuale, che da oltreoceano è sbarcato anche in Italia, con il TikTok Book Club.

L’investitore dell’iniziativa è Amazon, che punta ancora una volta, come agli albori, sull’editoria. Una partnership in cui la società di Seattle sponsorizza i club del libro, con emoji gratuiti a tema lettura, e con hashtag dedicati, #BookTokItalia, per guadagnare punti e ricevere ricompense e buoni.

“TikTok sta avendo un profondo impatto sul mondo letterario”, ha detto a luglio al lancio dell’iniziativa James Stafford, responsabile delle partnership e della community della piattaforma TikTok. “Dall’accendere i riflettori su autori e generi poco conosciuti all’introduzione dei classici a una nuova generazione. #BookTok ha contribuito a riaccendere la passione per la letteratura e con Amazon sappiamo di poterci spingere oltre”.

#BookTok, gli editori e il marketplace di TikTok

Questo “oltre” raccontato da Stafford in effetti in Uk è già realtà. Ma dal punto di vista degli editori. Il Guardian ha raccontato pochi giorni fa che per rendere ancora più efficace la popolarità di #BookTok gli utenti potranno comprare i libri grazie a partnership con editori e rivenditori. Hanno già aderito HarperCollins Uk, WH Smith, Bloomsbury e bookshop.org. Il progetto prevede di vendere i libri direttamente tramite il marketplace online di TikTok. Superando così librerie fisiche e online.

Il direttore senior dell’e-commerce di TikTok Shop, Patrick Nommensen, ha dichiarato: “È stato incredibile vedere la comunità di BookTok condividere la sua passione per la lettura e rimodellare il mondo dell’editoria in questo processo”.

Editori e piattaforma. Possibili vantaggi, ma anche dubbi

Il fenomeno dei consigli sul social si è strutturato, ma è rimasto pur sempre un fenomeno piuttosto spontaneo, con la cosiddetta Generazione Z che entrava in certi casi per la prima volta a contatto col formato libro. L’introduzione degli editori in questo “circuito” ha generato dubbi sulla troppa commercializzazione di qualcosa di percepito come autentico e naturale.

Il passaparola per il mondo dei libri è stato spesso fonte di successo, ora le tendenze sulle piattaforme online possono anche essere ispirazione per le librerie, che seguono appunto le preferenze segnalate su TikTok. Praticamente, un passaparola su larga scala. Si tratta comunque di generi circoscritti: romanzi romantici, thriller e la categoria young adult, destinata agli adolescenti. Ma la “autenticità” percepita potrebbe venire meno se autori ed editori si “infiltrassero” troppo in questo processo.

Ad ogni modo se le librerie possono trarne benefici, anche gli editori dal #BookTok hanno tratto vantaggio. Esempio lampante è quello del caso “The Love Hypothesis” di Ali Hazelwood, vero e proprio fenomeno negli States. I booktokers ne avevano ricevuto copie in anteprima, generando subito un successo prima della sua uscita ufficiale. L’editore Sphere, in Gran Bretagna, incuriosito da tutto ciò che circolava su Tiktok, lo ha comprato il giorno stesso della pubblicazione negli Usa, e lo ha fatto uscire in Gran Bretagna con un sottotitolo molto indicativo: The Tiktok sensation and romcom of the year.

Anche in Italia il potenziale di questo fenomeno ha portato ad avere #BookTok all’edizione 2022 di Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria. TikTok sarà infatti digital partner della manifestazione che si terrà dal 7 dicembre alla Nuvola dell’Eur di Roma.

Luci e ombre. Il problema pirateria e non solo 

Come detto, le ombre ci sono e ruotano soprattutto attorno al diritto d’autore. C’è molto fermento negli Stati Uniti su questo fronte. Come racconta Vice, all’inizio di novembre l’Fbi ha oscurato uno dei più grandi archivi di libri e articoli pirata disponibili su Internet. Torrentfreak ha scritto che una serie di titoli del dominio Z-Library sono stati sequestrati.

Z-Library offriva l’accesso alla condivisione di file ad articoli di riviste accademiche, testi accademici e libri commerciali. I siti consentivano l’accesso a contenuti protetti da paywall, inclusi oltre 11 milioni di libri e oltre 80 milioni di articoli.

Il sequestro è arrivato, scrive Vice, poco dopo che autori ed editori hanno iniziato a richiamare TikTok per essersi resa piattaforma di promozione per chi metteva i file su Torrent.

L’hashtag #zlibrary è molto popolare su TikTok, 19 milioni di visualizzazioni, in riferimento a moltissimi video pubblicati da studenti universitari, e non solo, che lo promuovono come luogo di riferimento per ebook gratuiti. Questa la denuncia giunta all’inizio di ottobre di The Authors Guild, l’organizzazione professionale per scrittori più antica e più grande d’America che fornisce patrocinio su questioni di libertà di espressione e protezione del copyright.

La questione Zlibrary quindi si inserisce in un momento di duro scambio con gli editori, anche e soprattutto per gli articoli accademici, dal momento che già da due anni va avanti una battaglia legale contro l’Internet Archive, portata avanti da numerosi autori e soprattutto da case editrici come Hachette, HarperCollins, Penguin Random House che l’hanno portato in tribunale per violazione del diritto d’autore. I fatti risalgono sempre al periodo di lockdown del 2020 quando la più grande biblioteca online, la Open Library gestita da Internet Archive appunto, decide di aprire a tutti la consultazione dei suoi due milioni di volumi scansionati. Con l’obiettivo di andare incontro all’utente in un momento di emergenza. Pur mossa dai migliori intenti, le case editrici non hanno gradito l’iniziativa.

Inoltre, sul fronte invece Amazon, si è aperta una questione ebook che l’azienda sta cercando di risolvere. Diversi utenti, booktokers, hanno scaricato i libri digitali, leggendoli rapidamente, per poi restituirli e incassare un rimborso completo, con i costi che ricadono sugli autori.

Si sta cercando di intervenire con nuove regole introdotte da fine anno, con gli acquirenti che non potranno più restituire gli ebook se ne hanno letto più del 10%. La richiesta di rimborso comunque potrà essere presentata, ma sarà esaminata da una persona fisica, caso per caso.

Infine, ultimo ma non in importanza, anche sul passaparola e su come si “costruisce” una narrativa sui libri su una piattaforma si inserisce la questione algoritmo. A Newstatesman TikTok ha assicurato di essere attento a diversificare l’offerta per tutti gli utenti, andando incontro a una forma di inclusione. D’altra parte proprio questa è la “forza” di questo social, come aveva ricordato pochi mesi fa il ceo di Snapchat, Evan Spiegel, TikTok (ovvero la Cina) in Usa e in Europa ha messo in campo miliardi di dollari e il suo algoritmo è riuscito a dare una dimensione quanto più personalizzata possibile ai suoi utenti. Un investimento e una strategia che ha spiazzato tutto il mondo e che ora per molti è diventato un rischio per la sicurezza nazionale.

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