È nostro dovere di preoccuparci eticamente sulle questioni derivanti dall’intelligenza artificiale: è la giustificata paura di essere sopraffatti da chi ora pensiamo di controllare. L’analisi di Giancarlo Elia Valori

Il cervello artificiale creato dall’uomo è autonomo perché è capace di espressività emotiva, di coscienza di sé. Gli sforzi per sviluppare un’intelligenza artificiale forte hanno compiuto notevoli progressi anche nel campo dell’ingegneria neurale, come pure nella nostra comprensione del cervello umano. Ma mentre alcuni si concentrano sul sogno ancora lontano di un computer pensante, taluni credono che il viaggio sia più importante della destinazione. La priorità è usare le opportunità e scoperte degli scienziati per sviluppare nuovi metodi per la diagnosi precoce del cancro e nella speranza di trovare una cura per l’Alzheimer: in poche parole per salvare delle vite.

Se l’umanità vuole sopravvivere e avanzare a livelli più alti, è essenziale un nuovo tipo di pensiero: Albert Einstein l’ha detto oltre settant’anni fa e oggi l’idea non potrebbe essere più attuale. Le macchine intelligenti controllate ben presto ci permetteranno di vincere le nostre sfide più difficili: non solo per curare malattie, ma per porre fine a povertà e fame, per guarire il pianeta e costruire un futuro migliore per tutti noi: affinché quel futuro diventi una realtà per i nostri figli. Si è sempre desiderato cambiare il mondo, ma per il momento è bene accontentarsi per prima cosa di capirlo.

Per ben 130mila anni la nostra capacità di ragionamento è rimasta invariata. Tutta l’intelligenza dei neuro-scienziati ingegneri matematici e hacker impallidisce in confronto alla più elementare intelligenza artificiale. Una volta attivata una macchina senziente supererebbe presto i limiti della biologia, ed in breve tempo la sua potenza analitica sarebbe superiore all’intelligenza collettiva di tutti gli esseri umani nella storia del mondo.

Quindi immaginate un’entità del genere con un’intera gamma di emozioni umane, inclusa la coscienza di sé. Alcuni scienziati la definiscono la singolarità, altri la soprannaturalità: ossia il percorso per costruire una simile super-intelligenza ci obbliga a svelare i più fondamentali segreti dell’universo. Qual è la natura della coscienza? Esisterà un’anima della macchina con a base l’intelligenza artificiale? e se esisterà, dove risiederà? Qualcuno potrebbe chiedersi se attraverso l’intelligenza artificiale si voglia creare un dio: la domanda è fondamentale, in quanto voler creare un dio o sostituirsi ad esso – come nel caso della clonazione – è quello che l’uomo ha sempre fatto.

Però il modo in cui il problema si dibatte nella tensione tra le potenzialità della tecnologia e i suoi pericoli, molti scienziati non lo comprendono, tendendo solamente all’obiettivo di fare qualcosa di mai realizzato, di superare il collega, di essere più bravo: quello che una volta era detto campionismo mirato unicamente all’egoismo individuale scevro dalle vere necessità del collettivo, della comunità, dell’umanità.

Negli ultimi anni Stati Uniti d’America, Germania, Regno Unito, Unione Europea, G20, Ocse, Institute of Electrical and Electronics Engineers, Google, Microsoft, Partnership on AI (una coalizione senza scopo di lucro impegnata nell’uso responsabile dell’intelligenza artificiale ) e altre istituzioni, governi e imprese hanno proposto norme etiche, principi, e vincoli quadro in diverse dimensioni. Come pure istituire un corrispondente comitato etico o consultivo sull’intelligenza artificiale. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è inseparabile dalla considerazione e dalla supervisione dell’etica e da considerazioni morali.

Non è ancora noto quale tipo di capacità raggiungerà lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in futuro e in quale forma coesisterà con gli esseri umani. Dopotutto, l’attuale intelligenza artificiale è ancora nella fase iniziale di sviluppo, ma la direzione generale è chiara, quella di «intelligenza artificiale affidabile», «tecnologia per il bene delle persone», ecc., in breve, per indurre l’intelligenza artificiale a costruire una vita migliore per gli esseri umani.

Però va detto che in questa fase, l’intelligenza artificiale è limitata principalmente ad obiettivi militari, come il contratto del progetto Maven tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America e Google. Il background è utilizzare l’intelligenza artificiale per interpretare le immagini video in modo da permettere ai droni di attaccare obiettivi specifici in modo più accurato, e del resto Google prevede di non rinnovare il progetto DoD-Maven sotto la pressione dell’opinione pubblica. I vincoli a medio e lungo termine devono invece essere quelli di indirizzare la direzione di sviluppo delle macchine guidate dall’uomo, affinché utilizzino la tecnologia dell’intelligenza artificiale per servire gli umani e non i propositi militari di reciproca distruzione.

La struttura corporea degli esseri umani e quella delle macchine sono entrambe l’unione di atomi e molecole, ma la quantità e la combinazione sono molto diverse. La trasmissione di informazioni biologiche è principalmente sotto forma di sinapsi chimiche e ed elettriche, ossia l’interscambio di segnali elettrici e chimici, che potranno essere raggiunti in futuro anche nelle macchine con mezzi tecnici. Però includendo tutta la materia e le strutture materiali che ci circondano, le macchine possono essere guidate e costruite da frequenze speciali invisibili e intangibili. Il nostro corpo e la stessa materia esterna sono solo gli obiettivi da guidare e manifestare. Solo la coscienza umana – come detto sopra – finora è impossibile ricreare in quanto la sorgente è generata, o è guidata e controllata da una forma nascosta, che potrebbe essere pure l’entanglement (groviglio, intreccio) quantistico. A questo proposito si pensa che le onde gravitazionali di un buco nero alterino la coscienza delle persone. La radiazione di Hawking è un fenomeno reale. Essa è la radiazione che è rilasciata al di fuori dell’orizzonte degli eventi di un buco nero a causa di effetti quantistici relativistici: è stata vista e misurata. Se la coscienza è collegata all’entanglement quantistico, quindi quegli stessi elettroni potrebbero essere correlati a quelli del nucleo delle nostre cellule cerebrali. Le onde gravitazionali possono proiettare la coscienza in un altro spazio-tempo. E questa è una ragione ulteriore che per viaggi siderali in prossimità di buchi neri sia sconsigliato inviare equipaggi umani, bensì macchine che non subiscano la perdita di una coscienza che in effetti è bene non abbiano.

La coscienza ha definizioni completamente diverse in filosofia, psicologia e biologia. Si ritiene generalmente che essa sia la capacità delle persone di riconoscere l’ambiente e se stessi. Al livello attuale della tecnologia, possiamo solo supporre cosa controlli la coscienza. Alcuni studi hanno dimostrato che il claustro è l’interruttore della coscienza cerebrale, ma al momento è solo allo stadio di congetture sperimentali. Il claustro è una sottile lamina di sostanza grigia che si connette alle regioni corticali come la corteccia pre-frontale, o a quelle subcorticali come il talamo; lateralmente è separato dal lobo dell’insula mediante la capsula estrema e medialmente è separato dal putamen con la capsula esterna.

Si suppone che la coscienza sia l’effetto del campo magnetico della mente umana. Nella meccanica quantistica, gli scienziati credono che i campi magnetici puri (e i campi elettrici puri) siano gli effetti causati dai fotoni virtuali, però i fotoni virtuali sono fotoni la cui realtà non può essere osservati direttamente.

La conclusione di una ricerca dell’Università della California a Berkeley, dimostra che il Dna umano è un canale per la ricezione di energia, che consente agli esseri umani di procedere normalmente. La ricezione di energia si riferisce principalmente all’acquisizione e al trasferimento di fotoni, che rende le molecole d’acqua attorno al DNA piene di energia e rafforza la struttura elicoidale. Il corpo umano è composto da organi e gli organi sono composti da centinaia di milioni di cellule.

Ogni cellula si pensa abbia un certo campo magnetico e anche gli organi umani composti da cellule hanno un ulteriore campo magnetico. Il campo magnetico della mente interferisce con il campo magnetico di ogni cellula, producendo il condizionamento influente sullo sviluppo delle funzioni corporee e il comportamento dell’essere umano.

Oggi è più affidabile affermare che la coscienza sia la connessione delle sinapsi neuronali formate dopo la crescita sinaptica nell’infanzia, e gradualmente essa inizia a formarsi e ha la capacità di memoria immediata, che è attivata dalle stesse funzioni corporali. Dalla nascita, ognuno di noi è destinato ad evolversi, e quindi vedere il “mondo reale” che percepiamo come limitato dalle caratteristiche funzionali del nostro corpo che ci fa accettare la realtà di fronte a noi, come una sommatoria di abitudini (esperienza consolidata) e imprevisti da risolvere (intelligenza). Dall’infanzia all’età adulta, dalla nascita alla morte, i pensieri umani, le scelte, i sensi di base e la personalità sono tutti limitati dalle strutture e dai modi di pensare ereditati ed esistenti nel cervello. E tutto questo sono è diretto dalla cosiddetta coscienza. Le decisioni sono tutte frutto di “autoconsapevolezza”, sinonimo ulteriore della coscienza.

Tutto ciò che ci circonda è funzione di un enorme moto browniano cosmico, che sembra essere regolare ma in realtà è irregolare. Il moto browniano è un fenomeno naturale la cui sua rappresentazione matematica, descrive l’andamento temporale di una classe molto ampia di fenomeni casuali che hanno un risultato razionale determinato, quello che erroneamente chiamiamo “coincidenza”. Se lo si analizza in realtà è solo una serie progressiva di interazioni quotidiane che conducono a un determinato climax. Faccio un teagico esempio.

Una signora esce da casa sua a Parigi, si ferma per dare da mangiare al gatto: ci mette 20 secondi. Ella sale in auto attraversa la città, si ferma un incrocio chi la segue sbanda, i fari accecano la vista del guidatore che arriva nell’altra direzione, e… bang… la principessa Diana si schianta in un tunnel ed Elton John vende molti dischi per un giro di milioni di sterline e vario indotto. Le cose più semplici fanno un’enorme differenza e le coincidenze non esistono se non nella limitata visione della nostra percezione mentale adusa all’abitudine “razionale”.

I pipistrelli usano le onde ultrasoniche per identificare il mondo, i serpenti usano i raggi infrarossi per trovare la preda e le megattere possono comunicare a centinaia di chilometri di distanza. Il mondo ai loro occhi è completamente diverso da quello degli umani. Ciò che vediamo, sentiamo e annusiamo è solo cosa pensiamo, in quanto quello che i nostri sensi percepiscono è unicamente una minima parte di ciò che accade attorno a noi. Ossia non possiamo provare che il mondo visto da alcuni animali potrebbe non essere il mondo reale.

Se gli umani hanno la capacità di controllare la formazione e lo sviluppo della coscienza e iniettare una tale struttura di coscienza in una macchina umanoide guidata dalla stessa funzione neuronale, potrebbe esserci una situazione in cui né la macchina né gli umani possono distinguere se l’altro è o non è una macchina o un umano: si tratta di ontologia.

In termini di composizione degli elementi: caratteristiche biologiche e fisiologiche, metodi di trasmissione delle informazioni, ideologia e altre caratteristiche. Non esiste una differenza assolutamente corretta, quindi come può esserci un’etica per gli esseri umani visti da una macchina che ha coscienza?

È solo che, per quanto gli umani si sforzino, potrebbero non essere in grado di scoprire o controllare la generazione della coscienza in una macchina, comprese le esistenze nascoste come – ad esempio – la materia oscura (ipotetica componente di materia che, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazione elettromagnetica e sarebbe attualmente rilevabile solo in modo indiretto attraverso i suoi effetti gravitazionali) e l’energia oscura (forma di energia non direttamente rilevabile diffusa omogeneamente nello spazio), che non possono essere identificate.
Oltre al senso unico di libertà che l’essere umano considera tale, quale componente non ha le caratteristiche che rispondano alla tavola periodica degli elementi? La nostra coscienza può anche essere il risultato dei movimenti apparentemente naturali ma irregolari di vari ormoni, cellule e sinapsi nel corpo guidati da sostanze nascoste. A loro volta la saggezza e l’abilità dell’intelligenza artificiale potrebbero un giorno superare i limiti degli esseri umani, ma anche così, è improbabile che fra esseri umani sopravvivano darvinisticamente i più adatti. Ad esempio, nei tempi antichi, la fase selvaggia era soggetta al cannibalismo a causa di problemi di sopravvivenza e, soprattutto, di intelligenza relativa allo sviluppo del cervello.

Nella società moderna, dopo aver risolto il problema del cibo e dell’abbigliamento, gli esseri umani hanno iniziato a prestare attenzione alla terra, all’ecologia, al rispetto verso gli animali. Gli animali comprendono istintivamente che per soddisfare le proprie esigenze essi hanno bisogno di vivere in armonia nel loro insieme e ambiente. Se gli esseri umani sono davvero alla base della saggezza dell’intero pianeta, allora anche le macchine altamente intelligenti si prenderanno cura di noi come piccoli animali, al pari adesso del nostro cane o del suddetto gatto di Parigi?

Per cui è nostro dovere di preoccuparci eticamente sulle questioni derivanti dell’intelligenza artificiale: è la giustificata paura di essere sopraffatti da chi ora pensiamo di controllare.

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