Il legame transatlantico è robusto e la partnership con l’Italia è di fondamentale importanza per gli Stati Uniti. È quanto emerso dal colloquio tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Lloyd J. Austin, tra i primi a contattare il nuovo inquilino di palazzo Baracchini. I due si sono dati anche appuntamento di persona al Pentagono

Una relazione storica e solida che lega Italia e Stati Uniti, e che vedrà nel futuro aumentare ulteriormente le occasioni di cooperazione. Questo è il nodo centrale emerso dal colloquio telefonico tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Lloyd J. Austin. “Italia e Stati Uniti continueranno a operare insieme per fronteggiare le sfide internazionali” ha detto il ministro italiano, con il segretario statunitense che ha espresso parole di grande apprezzamento per l’Italia e le sue Forze armate e per l’enorme contributo offerto a favore della sicurezza internazionale.

Italia, ponte tra Europa e Atlantico

“L’Italia è un alleato fedele sul quali gli Stati Uniti possono contare, oggi più di prima” ha affermato il ministro Crosetto, sottolineando che “Il rapporto bilaterale e multilaterale esistente tra Italia e Stati Uniti rappresenta il futuro del nostro Paese”. Già nel corso delle celebrazioni per il 4 novembre era arrivato dal Pentagono l’apprezzamento per la nomina di Crosetto a ministro, con l’assistente del segretario alla Difesa Usa per gli affari internazionali, Celeste Wallander, che aveva registrato come “La partnership con l’Italia, leader globale nel campo della sicurezza, è tra le più forti e solide per gli Stati Uniti”.

Sostegno all’Ucraina

Il Ministro Crosetto, rivolgendosi al collega Austin, ha poi sottolineato la ferma volontà del Governo italiano di proseguire ad aiutare Kiev: “continueremo a sostenere con convinzione e determinazione l’Ucraina e le sue Forze Armate e saremo pronti a proseguire il nostro sforzo finché sarà necessario”. Di recente il ministro è anche intervenuto sul tema degli aiuti all’Ucraina, una priorità per Washington, che continua a esortare i suoi partner europei a proseguire lungo la strada del rifornimento di materiale per Kiev. “L’Italia continuerà a sostenere con convinzione e determinazione l’Ucraina e le sue Forze armate” ha detto Crosetto, aggiungendo come il dicastero stia procedendo nei tempi concordati con quanto previsto dal quinto decreto di aiuti militari, siglato lo scorso 7 ottobre. L’intervento del ministro era anche servito a fugare alcune indiscrezioni riprese dalla stampa di un ipotetico stand-by delle dotazioni di armi all’Ucraina.

Legami industriali

Anche dal punto di vista dell’industria, i temi sul tavolo sono molteplici. L’Italia del resto è un partner di primo piano degli Stati Uniti nel comparto. Tra i primi a salire a bordo del programma per l’F-35. La partecipazione al progetto dell’americana Lockheed Martin consente alla Difesa del nostro Paese un confronto continuo con le realtà d’oltreoceano. Oltre ad essere dotata dei caccia di quinta generazione, tra l’altro, il nostro Paese ospita a Cameri uno dei due soli stabilimenti d’assemblaggio del Lightning II, le Final Assembly and Check-Out (Faco), fuori dagli Stati Uniti (l’altra è in Giappone), e l’unico in Europa. Di recente, poi, il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, generale Luca Goretti, era intervenuto esortando il Paese a salire a bordo della nuova tecnologia elicotteristica X2, in fase di sviluppo negli Usa nel programma Future vertical lift, per impiegare la stessa filosofia utilizzata per gli F-35.

Appuntamento a Washington

Al termine del colloquio, i due vertici della Difesa si sono dati appuntamento quanto prima per un incontro di persona al Pentagono, per poter approfondire gli argomenti trattati e consolidare ulteriormente l’amicizia tra Italia e Stati Uniti, dando continuità al costruttivo dialogo tra i due paesi nel campo della Difesa. Il futuro viaggio del ministro a Washington sarà sicuramente un’occasione fondamentale per rafforzare ulteriormente i legami tra i due Paesi, e inoltre potrebbe essere un’occasione importante anche per sostenere le numerose realtà del comparto industriale della Difesa presenti negli Stati Uniti.

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