“Il nostro governo rema nella direzione delle imprese. Made in Italy, asset strategico da tutelare”, ha detto Meloni all’assemblea annuale. Il numero uno di Confartigianato: “Serve un nuovo patto di fiducia fra lo Stato e le imprese per lo sviluppo del Paese”. E sul caro energia…

Il primo applauso lo conquista annunciando che nel 2023 il reddito di cittadinanza verrà abolito per chi è in condizione di lavorare. Perché “uno Stato giusto aiuta chi non è in condizioni di lavorare”. Al cospetto dell’assemblea nazionale di Confartigianato, questa mattina all’auditorium della Conciliazione, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni prova a parlare la lingua degli imprenditori. Promettendo che il suo esecutivo “metterà la stessa cura e la stessa precisione degli artigiani” per svolgere il suo lavoro. Ribadendo un rapporto con i corpi intermedi “che sono fondamentali”, Meloni sottolinea a più riprese – dopo un inquadramento delle misure salienti contenute nella Finanziaria – la nomenclatura del suo dicastero del “Made in Italy”. “Questo rappresenta uno dei nostri asset strategici e non possiamo permettere, come accadeva in passato, di svendere i nostri marchi. Nel Made in Italy, il ruolo dell’artigianato è centrale”.

Gli impegni 

I trenta miliardi della manovra per contrastare il caro-energia, la proroga dei crediti d’imposta, la promessa – con l’orizzonte della legislatura – di un taglio al cuneo fiscale del 5% che per un terzo sgravi anche l’impresa. E ancora l’Europa “e la solidarietà da dimostrare in un momento difficile come quello che sta vivendo l’Italia attualmente”, il tetto al prezzo del gas e il sostegno alla natalità. È un fiume in piena. Ammette di non essersi preparata il discorso: “È una giornata un po’ complessa – ammette Meloni – ma non potevo mancare”. Una testimonianza di un percorso condiviso “che non nasce oggi” e che soprattutto “il nostro esecutivo vuole portare avanti con convinzione”. Perché, fulmen in clausola, “magari non ci troveremo sempre d’accordo, ma posso assicurare che questo governo rema nella vostra stessa direzione: nella direzione delle imprese”.

L’inquadramento

Il quadro tracciato dal direttore del Censis Massimiliano Valerii, sfonda l’arido perimetro dell’aritmetica, parlando di “pil sociale” e di “valore artigiano”, incarnato dalle imprese che Confartigianato rappresenta. Tracciando, in questo modo, una connessione ideale con la conclusione a cui giunge il giornalista Rai Federico Quaranta (che con Linea Verde Start sta raccontando molte imprese associate alla confederazione, sui territori): “L’Italia è il Paese più bello del mondo grazie agli artigiani e alle loro botteghe”.

Il ruolo delle piccole imprese

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli utilizza una sintesi efficace per introdurre le sue conclusioni, non prima di aver ringraziato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il messaggio inviato in occasione del momento assembleare: “Dove c’è vita c’è impresa. Dove c’è impresa c’è Confartigianato”. Il suo pubblico – fatto di artigiani, funzionari, politici e amministratori – lo applaude vigorosamente. Ma non è retorica, quella di Granelli. “L’export delle piccole imprese – scandisce il presidente – tra luglio 2021 e giugno 2022 ha segnato un record: 141 miliardi. Le piccole imprese, tra l’altro, nello stesso periodo di tempo hanno garantito il 71% dei posti creati”. Malgrado la manifattura italiana (composta per il 62% da imprese artigiane), in questi cinque anni, sia cresciuta del 3% – in linea con la media europea – le difficoltà non mancano. Basti pensare, rimarca Granelli fissando negli occhi i politici in prima fila, che a causa dei rincari “nel 2022 le piccole imprese italiane pagheranno 24 miliardi in più rispetto allo scorso anno”.

Manovra e sfide

Il passaggio sull’esigenza di manodopera, contrapposto alla cultura del sussidio, riscontra parecchio successo. Così come quello sul fisco e sulla riduzione fiscale. Perché “le imprese in questo momento difficile hanno bisogno di avvertire il fisco come lo strumento con cui lo Stato garantisce servizi di qualità ai propri cittadini e solidarietà nei confronti dei più deboli e non come un nemico da cui difendersi”. Il bonus edilizia, oggetto di dibattito in questi giorni, è un tema caro a Granelli e a Confartigianato. E il messaggio del presidente è una richiesta di impegno al governo. “Occorre rendere più flessibile l’impegno dei crediti – così il numero uno di Confartigianato – e aumentare la capacità fiscale delle banche”. Il giudizio sulla Manovra è positivo, così come il richiamo al “tagliando” al Pnrr che nell’idea dell’associazione deve coinvolgere le piccole imprese. La sfida per il futuro che lancia Granelli è un “nuovo patto di fiducia tra lo Stato e le imprese per lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

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