Da almeno un anno il Cremlino e il Dragone portano avanti un accordo bilaterale per la condivisione di notizie contro l’Occidente. Molte delle quali false o fuorvianti, come quella dei laboratori ucraini da cui sarebbe arrivato il Covid

Un patto tra Cina e Russia nel nome della propaganda? Subito dopo l’invasione dell’Ucraina, secondo The Intercept, un portavoce del ministero della Difesa russo ha accusato i laboratori ucraini di sperimentare sul coronavirus dei pipistrelli nel tentativo di innescare “la diffusione segreta dei patogeni più letali”.

La disinformazione è d’altronde una vecchia tattica del governo russo. Ma questa volta il Cremlino ha avuto aiuto. In pochi giorni, i funzionari cinesi e i media avevano raccolto le bugie della Russia, scrive The Intercept, con il giornale del Partito comunista cinese, il Global Times, che ha creato due appariscenti numeri speciali, uno fornito in parte a Sputnik News, l’altro con una citazione del presidente russo Vladimir Putin. “Cosa nascondono gli Stati Uniti nei biolaboratori scoperti in Ucraina?”

Da quando è scoppiata la guerra a febbraio, gli esperti sono rimasti colpiti dalla convergenza delle narrazioni dei media russi e cinesi. Un accordo bilaterale  firmato nel luglio 2021 chiarisce che la cooperazione sulla copertura di notizie e narrazioni è un grande obiettivo per entrambi i governi. In un vertice virtuale quel mese, continua la testata, le principali figure del governo e dei media russi e cinesi hanno discusso di dozzine di prodotti editoriali e iniziative di cooperazione, tra cui lo scambio di contenuti di notizie, il commercio di strategie di media digitali e la coproduzione di programmi televisivi.

Nell’accordo di propaganda, le due parti si sono impegnate a “cooperare ulteriormente nel campo dello scambio di informazioni, promuovendo una copertura obiettiva, completa e accurata dei più importanti eventi mondiali”. Hanno anche definito piani per cooperare sui media online e sui social media, uno spazio che entrambi i paesi hanno utilizzato per seminare disinformazione, impegnandosi a rafforzare “una cooperazione reciprocamente vantaggiosa in questioni come l’integrazione, l’applicazione di nuove tecnologie e la regolamentazione del settore”.

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