Cooperazione spaziale a tutto tondo, incontro con le industrie e rinuncia francese ai test Asat. Sono solo alcuni dei punti affrontati nel corso della visita di Macron e Harris al quartier generale della Nasa per sugellare e rafforzare la partnership bilaterale in orbita

Il presidente francese, Emmanuel Macron, è volato oltreoceano per una visita di Stato di tre giorni negli Stati Uniti, la prima dall’insediamento del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, a inizio 2021. In attesa dell’attesa cena alla Casa Bianca, accompagnata da onori militari e colpi di cannone, un incontro nello Studio ovale e una visita del premier francese al quartier generale della Nasa. Sul tavolo molte questioni, in ultima la preoccupazione francese sull’Inflation reduction act (Ira) di Biden, il disegno di legge da 430 miliardi sul cambiamento climatico che condiziona le agevolazioni fiscali ad alcuni prodotti negli Usa. E che preoccupa gli alleati europei, dal momento che così gli investimenti nel Vecchio continente rischiano di diventare meno competitivi. “Dobbiamo cercare insieme di essere all’altezza di ciò che la storia ha suggellato tra di noi, un’alleanza più forte di qualsiasi cosa”, ha affermato Macron sottolineando l’alleanza di lunga data che unisce i due Paesi. Un messaggio che sembra proprio andare nella direzione di un rinsaldamento dei legami bilaterali, “minati” sia dai rapporti con la presidenza Trump sia dalla sottoscrizione dell’accordo Aukus che è costato alla Francia un grande contratto sottomarino con l’Australia.

La visita alla Nasa

La vicepresidente Usa, Kamala Harris, ha accompagnato il presidente Macron presso la sede della Nasa a Washington D.C. Ad accoglierli il padrone di casa, l’amministratore della Nasa, Bill Nelson, che ha parlato di come la partnership tra i due Paesi “rafforzi anche la democrazia, la sicurezza climatica e la stabilità in tutto il mondo. Non vedo l’ora di continuare a lavorare con i nostri partner internazionali per sviluppare opportunità per i nostri cittadini e dimostrare al mondo ingegno e integrità”. “Gli Stati Uniti e la Francia collaborano all’esplorazione spaziale da oltre 60 anni. È stato un onore per me dare il benvenuto al presidente Macron alla Nasa per costruire sui progressi fatti e rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione”, ha cinguettato Harris. L’incontro a tema spaziale, ha riguardato soprattutto la volontà di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra Usa e Francia a 360 gradi, dal settore civile a quello commerciale, fino alle applicazioni per la sicurezza nazionale. Presenti anche il vice segretario del dipartimento del Commercio, Don Graves, e l’amministratore della National oceanic and atmospheric administration (Noaa), Rick Spinrad. “Abbiamo l’occasione di celebrare la cooperazione delle nostre due nazioni nello spazio… oggi ci basiamo sui progressi che abbiamo fatto e oggi identificheremo anche ulteriori aree di collaborazione e cooperazione”, ha continuato Harris. “Lo spazio rimane un luogo di opportunità non scoperte e non realizzate. Per questo motivo, c’è un grande potenziale in termini di lavoro che le nazioni possono svolgere lì, in particolare quando lavoriamo insieme sulla base di principi e valori condivisi”, ha concluso infine la vice presidente.

Cooperazione spaziale

Nel corso della visita si è tenuto anche un briefing con esperti francesi e statunitensi sulla scienza del clima e su come utilizzare meglio i dati spaziali per affrontare la crisi climatica. Non solo, si è discusso anche dell’Osservatorio spaziale per il clima (Sco) e dell’imminente lancio della missione congiunta Surface water and ocean topography (Swot), che effettuerà il primo rilevamento globale delle acque superficiali della Terra e traccerà in modo completo i cambiamenti nel tempo. Tra le priorità discusse vi sono state inoltre, l’importanza della presenza di equipaggi nell’orbita bassa e l’aumento degli investimenti congiunti nell’esplorazione della Luna e di Marte. Insieme, Macron e Harris, hanno anche guardato delle immagini e video ancora inediti inviati dalla missione Artemis e dal telescopio Webb. Nelson e Phillipe Baptiste, presidente dell’agenzia spaziale francese Cnes, hanno firmato inoltre un accordo per far volare uno strumento francese, la Farside seismic suite, su un lander lunare commerciale attraverso il programma Commercial lunar payload services della Nasa. A coronare la giornata a tema spazio, un incontro tra il premier francese, il numero uno della Nasa e i rappresentanti delle aziende spaziali commerciali statunitensi e francesi per ragionare su come far evolvere ancor di più la collaborazione pubblico-privata nello spazio.

Il precedente e la rinuncia ai test Asat

L’incontro spaziale tra i due fa seguito a quello avvenuto a novembre 2021 a Parigi, quando i due Paesi hanno raggiunto un accordo sulla volontà di intensificare la cooperazione spaziale in tutti i settori, istituendo un dialogo Usa-Francia. Nell’arco di un anno la Francia ha firmato gli Accordi Artemis per guidare l’uso civile dello spazio e gli Usa hanno aderito allo Sco per sviluppare strumenti per il monitoraggio climatico. Proprio in questi giorni, inoltre, la Francia si è aggiunta alla decisione degli Stati Uniti – annunciata da Harris ad aprile di quest’anno – nel rispettare l’impegno di non condurre test missilistici antisatellitari (Asat). In un comunicato rilasciato dai ministeri di Esteri e Difesa, la decisione francese viene motivata come passo verso un “ambiente spaziale sicuro e stabile”, dal momento che tali test “hanno causato una grande quantità di detriti, che possono portare a gravi conseguenze per la sicurezza spaziale, in particolare compromettendo l’integrità dei satelliti in orbita”.

(Foto: NASA-Keegan Barber)

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