Secondo Infocamere e Anitec-Assinform, il numero di startup e imprese innovative risultava in crescita dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E anche la produttività delle piccole aziende corre

Startup e piccole imprese, è il digitale a spingerne l’aumento demografico e gli utili. L’ultimo monitoraggio realizzato da Anitec-Assinform e Infocamere parla chiaro. Con dati che arrivano fino a ottobre 2022, in Italia ci sono 8.416 startup con codice Ateco associato al settore Ict, con una crescita dell’8,6% rispetto alle 7.749 rilevate al termine del terzo trimestre 2021. Inoltre le startup e le pmi innovative continuano a generare più margini, anche se resta la sfida dei costi non operativi: per ogni euro di produzione nel 2021 hanno generato 32,3 centesimi di valore aggiunto (32,2 nel 2020) contro 22,5 centesimi nel segmento non-Ict (19,5 nel 2020).

Anche sul versante venture capital, il capitale di rischio, si registrano progressi: secondo l’EY Venture Capital Barometer il 2022 è stato l’anno record per il Venture Capital in Italia per investimenti in startup, dal momento che è stato superato il traguardo dei due miliardi di euro di investimenti raccolti (+67,3% rispetto al 2021). Guardando alla geografia, rimane stabile la distribuzione territoriale con più della metà delle imprese concentrate in tre regioni: la Lombardia che conta il 29,4% delle startup e piccole imprese Ict, il Lazio (14%) e la Campania (8,4%). Seguono Emilia-Romagna (6,8%), Veneto (6,8%), Piemonte (5,6%), Toscana (4,8%), Puglia (4,8%), Sicilia (3,9%), Marche (2,1%), mentre le altre regioni rappresentano quote inferiori al 2%.

Non è finita. Le buone notizie arrivano anche dal fronte della produttività. Gli indicatori di produttività per azienda, infatti, segnalano un progressivo miglioramento soprattutto per startup e pmi innovative Ict attive nei filoni di attività digitale dai mercati più dinamici, quali 4.0 e Digital Enabler. Complessivamente, le startup con bilancio depositato hanno prodotto nel 2021 beni e servizi per un totale di 2,5 miliardi di euro (1,6 nel 2020). Una quota sempre rilevante di startup e Pmi innovative Ict si trova in una fase embrionale di sviluppo. Uno sviluppo che è finalmente in accelerazione nel 2021 rispetto ai due anni precedenti, come confermato dalle dinamiche di produzione complessiva, media e mediana in crescita demografica più dinamica nell’ultimo anno soprattutto nei filoni di attività 4.0 e altre tecnologie e soluzioni digitali.

Per Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere, “il report conferma che ci troviamo di fronte a un universo in salute, portatore di dinamiche in grado di aiutare il Paese a fare il balzo nell’innovazione e nella trasformazione digitale. La qualità dell’analisi dei dati di fenomeni complessi e in evoluzione come quello delle startup e pmi innovative – riassunto dalle informazioni presenti nel portale startup.registroimprese.it – è sempre più centrale per intercettare bisogni e sviluppi dell’innovazione tecnologica nel Paese”.

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