A Villa Wolkonsky abbiamo parlato con il ministro Wallace. Ucraina, Nato, sicurezza energetica e climatica, commercio e immigrazione sono i temi al centro della relazione bilaterale. Ma sicurezza e difesa sono l’architrave su cui si sta rafforzando l’amicizia tra i due Paesi. Nelle prossime settimane i due ministri voleranno in Giappone per portare avanti la nascita del consorzio Gcap per il caccia di nuova generazione

Ci sono Paesi che dicono e Paesi che fanno, “Italia e Regno Unito sono Paesi che dicono e fanno”. A parlare è Ben Wallace, ministro della Difesa britannico, ospite del Forum di Pontignano organizzato a Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’ambasciatore britannico a Roma, Ed Llewellyn. Sul palco con lui, alla seconda visita in Italia in due mesi, c’è l’omologo italiano Guido Crosetto. Quello anglo-italiano è un “rapporto privilegiato” per difesa, industriale, commercio, dice quest’ultimo. Lo dimostra la riunione nella tarda mattinata a Villa Madama nel formato 2+2 Esteri-Difesa con i colleghi James Cleverly e Antonio Tajani, titolari dei dicasteri degli Esteri di Londra e Roma – un’occasione per “costruire insieme un pezzo della storia futura”, aggiunge. Poche ore prima, mercoledì, Italia e Regno Unito hanno siglato una dichiarazione d’intenti sul Dialogo strategico per la promozione delle esportazioni e degli investimenti bilaterali.

LA POSTURA BRITANNICA…

Chiacchieriamo con il ministro Wallace nella cornice di Villa Wolkonsky quasi due anni dal nostro ultimo incontro. Allora eravamo sul ponte di volo della HMS Queen Elizabeth, la più grande portaerei della flotta britannica, il cui viaggio dal Regno Unito, attraversando il Mediterraneo e il Medio Oriente, per raggiungere l’Indo-Pacifico aveva dimostrato “una rinnovata determinazione da parte britannica a esercitare il proprio potere marittimo e la propria influenza ‘a Est di Suez’”, per citare il professor Alessio Patalano del King’s College London. L’attenzione britannica oggi, come conferma ogni parola del ministro, è in primo luogo focalizzata sull’Ucraina.

… E QUELLA ITALIANA

Lo è anche quella italiana. Quella per l’Ucraina è “una battaglia per la libertà, per il diritto internazionale, per l’Europa”, spiega il ministro Crosetto. Tra pochi giorni cadrà il primo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, quel 24 febbraio che, sempre al Forum di Pontignano, il ministro Cleverly ha detto, citando il presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt, verrà ricordato come “il giorno dell’infamia”.

IL SOSTEGNO DI SUNAK E MELONI A ZELENSKY

I governi britannici – quello di Boris Johnson, quello breve di Liz Truss e quello attuale di Rishi Sunak – non hanno mai fatto mancare il loro sostegno all’Ucraina. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato a Londra per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio scorso. Allo stesso modo, come ha ricordato anche il ministro Crosetto, i governi italiani presieduti da Mario Draghi e Giorgia Meloni sono stati saldamente al fianco di Kyiv. “Noi stiamo cercando di evitare la Terza guerra mondiale”, ha spiegato, sottolineando l’impegno che gli è valso anche gli attacchi della diplomazia russa e di Dimitri Medvedev, vicepresidente del consiglio di sicurezza russo.

FOCUS SU AFRICA E INDO-PACIFICO

Ma i due Paesi guardano anche oltre: all’Africa e all’Indo-Pacifico. Sarà “sempre più fondamentale l’alleanza con Paesi con cui condivideremo le minacce”, spiega il ministro Crosetto citando la Russia e l’Iran nel medio termine, ma soprattutto la Cina nel lungo termine. “Il prossimo fronte sarà l’Africa”, dice. “La Russia e la Wagner aumentano la loro presenza, il terrorismo sta trovando nuova forza, la Cina sta occupando pezzi di potere, di economia, di risorse”, aggiunge.

IL PROGETTO CON IL GIAPPONE

È con questo approccio che Italia e Regno Unito hanno annunciato a inizio dicembre un accordo con il Giappone per il caccia di sesta generazione, il Global combat air programme (Gcap) che unisce l’anglo-italiano Tempest e il giapponese F-X. È un segnale importante, ha spiegato il ministro Crosetto, “perché il Giappone ha cambiato la sua postura”, con riferimento ai nuovi documenti strategici di Tokyo. “E se cambia il Giappone, vuol dire che cambia il mondo”, ha aggiunto.

VERSO TOKYO…

A marzo i ministri Crosetto e Wallace saranno in Giappone, ha annunciato il secondo. Incontreranno l’omologo giapponese per continuare il percorso per la costituzione del consorzio alla base del Gcap. “C’è molta strada da fare”, spiega il ministro Wallace, ma la volontà “politica, militare e industriale” è forte, assicura. “È fondamentale scrivere le regole perché i Paesi e le aziende si sentano ugualmente rappresentati”, ha dichiarato il ministro Crosetto parlando degli obiettivi del prossimo viaggio in Giappone.

… E UN ACCORDO BILATERALE

Ucraina, Nato, sicurezza energetica e climatica, commercio e immigrazione sono i temi al centro della relazione tra Italia e Regno Unito che il ministro Cleverly vuole sottolineare prima dell’incontro a Villa Madama. Ma sicurezza e difesa, come testimoniato dal Forum di Pontignano, sono l’architrave su cui si sta rafforzando l’amicizia tra i due Paesi. In cima all’agenda condivisa da Roma e Londra c’è la chiusura dell’accordo bilaterale, pensato per consolidare la collaborazione tra i due Paesi in diverse aree, a partire da esteri e difesa, ma rimandato ormai da mesi a causa delle vicissitudine interne ai due Paesi e internazionali. Davanti a “sfide complesse” che richiedono “il massimo impegno comune”, “la nostra amicizia e i nostri ottimi rapporti possono fare la differenza”, ha scritto il presidente Meloni in una lettera inviata all’ambasciatore Llewellyn.

(Nella foto, da sinistra: Inigo Lambertini, ambasciatore italiano a Londra; Ben Wallace, ministro della Difesa britannico; Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano; Ed Llewellyn, ambasciatore britannico a Roma)

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