I risultati raggiunti nel corso degli anni dalle Fiamme Gialle nella lotta contro l’illegalità, dimostrano perché questo corpo debba essere apprezzato. Ma non solo. Il commento di Riccardo Pedrizzi

Bastano solo alcuni dati per comprendere quale sia stato nel corso dello scorso anno l’impegno e quanti risultati brillanti abbia conseguito la Guardia di Finanza nell’ambito del settore del gioco con 3.052 interventi, 840 violazioni riscontrate, 5.988 soggetti verbalizzati di cui 310 denunciati con sequestri di 257 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento, 84 apparecchi terminali (84 Totem, 283 punti clandestini di raccolta scommesse). Ed 410.610 euro di somme di denaro sequestrate.

Sono state poi accertate imposte per 11 milioni di euro e 563.531.188 di imponibile Unica. In particolare per contrastare le infiltrazioni nel settore del gioco pubblico della criminalità, che vedono in questo un settore altamente remunerativo in grado di garantire, da un lato, il controllo del territorio e, dall’altro, un elevato potere economico, anche attraverso il riciclaggio dei proventi delle attività illecite “tradizionali” (estorsioni, usura, traffico di sostanze stupefacenti, contrabbando di sigarette, ecc.).

Il settore, infatti, prestandosi bene per il riciclaggio, risulta molto appetibile perché consente la movimentazione di notevoli masse di denaro e, quindi, genera elevati margini di profitto. Spesso questi soggetti criminali operano in Paesi offshore (ad esempio, Malta, ma anche isole caraibiche), che offrono sia incentivi economici (in particolare fiscali) che minori controlli. L’inquinamento del mercato legale da parte della criminalità organizzata avviene anche mediante le “tradizionali” attività estorsive ai danni degli esercizi commerciali, l’intestazione di sale da gioco e punti scommessa a “teste di legno”, la compartecipazione in società titolari dei prescritti nulla osta dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Di recente è risultata emergere la proliferazione di punti di raccolta “misti”, centri legali che permettono di effettuare scommesse su circuiti illegali, che spesso si rifiutano anche di corrispondere le vincite ai giocatori, e la diffusione di apparecchi terminali cosiddetti “totem”, del tutto analoghi a quelli utilizzati per l’acquisto di biglietti ferroviari o di ricariche telefoniche. Alcune operazioni del Corpo hanno riguardato sodalizi criminali, che si avvalgono di esperti in informatica e di programmatori, che spesso vengono contemporaneamente utilizzati da gruppi storicamente in contrasto tra loro.

Emblematica al riguardo è stata, tanto per fare qualche esempio, l’operazione Doppio gioco del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania, conclusasi con misure cautelari personali nei confronti di 23 soggetti. Non è stato questo, peraltro, l’unico caso di stabile organizzazione occulta di bookmaker esteri scoperto in tempi recenti. Nell’ultimo triennio, infatti, simili attività hanno consentito di scoprire l’omessa dichiarazione di base imponibile ai fini dell’imposta unica sulle scommesse per quasi 3 miliardi di euro e un’imposta evasa di oltre 220 milioni.

Operazioni di questo tipo dimostrano come la via maestra per contrastare questo tipo di organizzazioni criminali sia la ricostruzione dei flussi finanziari e lo svolgimento di indagini patrimoniali. Su queste basi, sono attualmente in corso di esecuzione su tutto il territorio nazionale due piani operativi: il primo orientato sui fenomeni d’illegalità e abusivismo, compresi quelli on line, delle manifestazioni a premio e di sorte locali; il secondo volto a prevenire e reprimere gli illeciti che interessano le scommesse e i concorsi pronostici, anche in rete.
L’attività di prevenzione antiriciclaggio consiste e si basa sulla collaborazione fra soggetti di pubblica sicurezza e magistratura e ruota attorno a tre pilastri fondamentali: la verifica della clientela, la tracciabilità delle transazioni, l’individuazione e la segnalazione delle operazioni sospette.

L’obiettivo è quello di contrastare la zona grigia rappresentata da chi trova conveniente non farsi molti scrupoli di fronte alle operazioni sospette di riciclaggio e che si sottrae agli obblighi di collaborazione, agevolando in tal modo la criminalità nell’utilizzo di proventi di dubbia provenienza. Nel periodo 2017 – 2021, tanto per dare qualche cifra, le segnalazioni dei prestatori di servizi di gioco hanno registrato una crescita costante passando da 2.600 a 7.659, grazie soprattutto al forte incremento delle segnalazioni riferite al gioco online (5.778 nel 2021).
Nel periodo della pandemia sono aumentate sensibilmente quelle relative a ricariche di conti di gioco con carte rubate o clonate e all’utilizzo di tali conti come depositi extra-bancari, anche per sottrarre disponibilità all’attenzione delle autorità.

Parallelamente alle indagini di polizia giudiziaria e ai controlli antiriciclaggio, i Reparti del Corpo hanno assicurato anche un capillare controllo economico del territorio verificando: il possesso, da parte degli operatori economici, dei titoli autorizzatori e concessori; il rispetto delle disposizioni in tema di caratteristiche dei punti e degli apparecchi di gioco; l’osservanza dei divieti in tema di gioco minorile e di pubblicità del gioco pubblico e delle direttive volte a prevenire e contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Tra le più recenti, merita di essere ricordata l’operazione condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pesaro, che ha consentito di scoprire un laboratorio informatico da cui venivano controllate le vincite di numerose slot machine ubicate su tutto il territorio nazionale. Attraverso password illecitamente acquisite, gli ideatori della frode riuscivano ad accedere ai portali dei concessionari e a conoscere il “fine ciclo” degli apparecchi da gioco, ossia il momento in cui sarebbe stata erogata una vincita. Le slot machine diventavano così veri e propri bancomat a danno degli utenti che vedevano ridotta la possibilità di ottenere vincite in denaro.

Fondamentale, su questo versante, è stato il contributo del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, che si avvale sia di metodologie di Open Source Intelligence (Osint), sia di sofisticate tecniche di reperimento, analisi e filtraggio delle informazioni, in sinergia con il Nucleo Speciale Entrate, monitora la rete internet per individuare siti non autorizzati. Da queste brevi note risulta evidente perché questo corpo venga apprezzato – ed anche invidiatoci – in tutto il mondo come io stesso ebbi occasione di verificare allorquando, svolgendo una indagine per verificare gli “acquis communautaires” necessari per entrare nell’Unione Europea, tutti i rappresentanti istituzionali dei vari Paesi visitati, mi esprimevano i loro ringraziamenti e si complimentavano per la collaborazione ricevuta nella lotta alla criminalità ed alla corruzione, apprezzando la professionalità e l’efficienza del nostro corpo di polizia finanziaria.

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