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Case green, la direttiva va ancora modificata. L'opinione di Pedrizzi

La direttiva europea sulle case green continua a far discutere. Con questo provvedimento viene richiesto un taglio del 16% dei consumi medi entro il 2030, del 20-22% entro il 2035; inoltre bisognerà non solo costruire edifici nuovi secondo le nuove norme, ma dovrà essere ristrutturato il 43% del patrimonio edilizio più energivoro. Si parla cioè di circa 5 milioni di edifici. L’auspicio è che il nuovo parlamento europeo tenga conto delle peculiarità della storia e della identità dei singoli popoli dell’Unione. Scrive Pedrizzi

 

Cosa non va nella nuova direttiva Ue sulle case green. L'opinione di Pedrizzi

La Direttiva diventerà definitiva dopo la pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” dell’Unione europea. A partire dalla quale scatteranno i due anni di tempo per il recepimento da parte dei Paesi membri, che dovranno presentare i loro piani di ristrutturazione di tutto il parco edilizio residenziale. Il nuovo Parlamento europeo dovrà tenere conto delle peculiarità, della storia e della identità dei singoli popoli dell’Unione. L’opinione di Riccardo Pedrizzi

Sequestro dei beni russi, cosa dimostra il caso Ariston. L'opinione di Pedrizzi

Sul tavolo ci sono alcune possibilità su come utilizzare i beni russi ma secondo la dottrina prevalente questi si possono sequestrare, ma non si possono confiscare, cioè sottrarre definitivamente, perché la Ue non ha titolo giuridico per la confisca. L’opinione di Riccardo Pedrizzi

Una famiglia attende giustizia. L'opinione di Pedrizzi

Un ragazzo autistico ricoverato in una struttura del comasco avrebbe subito danni e lesioni nel corso della sua degenza. La famiglia si è rivolta alla magistratura e, dopo la fase di indagini, il pm ha chiesto l’archiviazione del caso a cui la famiglia si è opposta. A fine marzo ci sarà l’udienza decisiva. Intanto, è arrivato un accorato appello a vari esponenti del governo. L’opinione di Riccardo Pedrizzi

È il momento di recuperare il rapporto tra etica e finanza. Il commento di Pedrizzi

Serve mirare a ricucire lo strappo del legame dell’economia con le scienze morali, per un superamento della concezione dell’homo oeconomicus, fondata sulla presunta razionalità strumentale. Una razionalità a ben vedere paradossale visto che alla luce della dura lezione dei fatti è stata proprio l’indifferenza etica al bene comune a generare la crisi e poi la povertà. Il commento di Riccardo Pedrizzi

Quali sono, ancora, i nodi dell'Occidente. La recensione di Pedrizzi

L’operazione editoriale intitolata “I nodi dell’Occidente” nasce da una discussione tra pochi amici su come si può provare ad organizzare un confronto sui temi cruciali per il nostro tempo. Un testo letto e recensito da Riccardo Pedrizzi

Banche, senza la professionalità aumentano le sofferenze. L'opinione di Pedrizzi

I fatti che stanno caratterizzando gli aumenti di sofferenze bancarie dimostrano che società, valutate eccellenti da esperti nell’attribuzione dei rating, all’improvviso vanno in default, creando dissesti a catena. E allora… Il commento di Riccardo Pedrizzi

Stretta sui mutui, perché è ora di allentare il peso sulle famiglie. Scrive Pedrizzi

Il 2023 si è rivelato un anno difficile per le erogazioni (-33,3% nel secondo trimestre e -29,9% nel primo trimestre). I numeri erano già in rosso nel 2022 con erogazioni in calo del 20%. Nei primi nove mesi dell’anno, la domanda si è contratta del 19,9%. E ciò vuol dire che, da una parte, le famiglie non sono più in grado di assumere impegni per il futuro, dall’altra le banche sono diventate più selettive nella concessione di prestiti. L’intervento di Riccardo Pedrizzi

La Chiesa, gli armeni e il ruolo dell'Italia. La riflessione di Pedrizzi

Dal 1965 molti Stati, tra i quali l’Italia, hanno riconosciuto ufficialmente il genocidio e in occasione del centenario anche la Santa Sede per merito di Papa Francesco, che è stato molto vicino agli armeni anche nelle ultime tragiche vicende. La riflessione di Riccardo Pedrizzi

Il nuovo Patto di stabilità? Un azzardo. Le preoccupazioni di Pedrizzi

Tra fine novembre e dicembre ci saranno altri due vertici europei decisivi per l’approvazione del nuovo Patto di stabilità. Se non si arriva a un compromesso entro fine anno si rischia di tornare al vecchio “Patto”, ben più rigido di quello in discussione. L’opinione di Pedrizzi

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