Sono stati assegnati i contratti per la costruzione e i servizi della futura costellazione satellitare di Osservazione della Terra Iride. A bordo più di 47 aziende del comparto industriale aerospaziale nazionale. Tutti i dettagli

“Oggi diamo realtà al progetto Iride, un risultato che è il primo dei traguardi stabiliti dal Pnrr: l’invito ora è di lavorare con costanza e con il massimo impegno affinché l‘Italia possa usufruire della costellazione Iride dal 2026”. Così è intervenuto, in occasione della Giornata del volo spaziale, il ministro delle Imprese e made in Italy con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, nel corso dell’evento di presentazione delle imprese che realizzeranno il progetto Iride, che si è tenuto presso il Centro europeo per l’osservazione della Terra (Esrin) dell’Agenzia spaziale europea (Esa) di Frascati. Con un budget complessivo di circa 1,1 miliardi di euro, la costellazione satellitare, che rappresenterà il più importante programma satellitare per l’Osservazione della Terra, vede in prima file l’Agenzia spaziale italiana (Asi), il supporto dell’Esa e le risorse del Pnrr. Sono infatti più di 47 le aziende italiane che costruiranno il sistema di Iride e offriranno i servizi agli utenti.

L’evento

Nel corso della cerimonia l’astronauta italiano dell’Esa, Luca Parmitano, ha inoltre svelato quello che sarà il logo che contraddistinguerà Iride, frutto del concorso lanciato online e rivolto ai cittadini. Insieme al ministro Urso, erano presenti a quest’importante giornata per il settore industriale spaziale nazionale anche il direttore dei programmi di Osservazione della Terra dell’Esa e capo di Esrin, Simonetta Cheli, direttore dei programmi dell’Asi, Roberto Formaro e il programme manager di Iride dell’Esa, Guido Levrini.

Il ruolo del comparto industriale

Oltre al ruolo delle aziende del tessuto industriale spaziale nazionale, è significativo evidenziare come aderiranno al programma anche dieci diverse Amministrazioni, che rappresentano circa il 33% del Pil nazionale e che utilizzeranno i dati messi a disposizione da Iride nel prossimo futuro. Tra le diverse aziende che contribuiscono al progetto, vi è anche Thales Alenia Space – joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) –, che si occuperà di realizzare un primo gruppo di sei piccoli satelliti radar della costellazione per un valore di circa 112 milioni di euro. Si tratta di satelliti innovativi e flessibili, basati sulla tecnologia Synthetic aperture radar e che utilizzano la piattaforma innovativa e modulare New italian micro bus (Nimbus). Saranno utili al monitoraggio del territorio nazionale e dell’area europea. A questi, si potrebbero opzionalmente aggiungere altri 4 satelliti, ed è anche ricompreso un satellite ottico per un valore di 30 milioni (anche in questo caso con l’opzione per un futuro satellite addizionale). Tutte le sonde verranno realizzare in Italia grazie al contributo dell’intera filiera delle Pmi del settore spaziale.

Satelliti iperspettrali

Tra le molte realtà nazionali che contribuiranno ad Iride vi è anche Sitael, che fa parte di Angel Holding. “Il governo italiano ha affidato a Esa il compito di realizzare la costellazione nazionale di osservazione della terra Iride, un programma innovativo, strategico per l’Italia, nel quale Sitael si inserisce bene”, ha raccontato Cheli. Sitael ha infatti siglato un contratto con l’Esa per la fornitura di quattro satelliti Platino, con strumentazione ottica iperspettrale realizzata da Leonardo per Iride. Realizzati nello stabilimento di Mola di Bari, i quattro satelliti faranno affidamento sulla piattaforma satellitare modulare Platino, realizzata per l’Asi, che è completamente elettrica, multifunzionale e adattabile a diverse missioni. “Quando i satelliti Platino iperspettrali saranno in orbita si realizzerà un ulteriore vantaggio strategico grazie alla raccolta ed elaborazione di dati preziosi per la protezione dell’ambiente e la prevenzione e gestione delle emergenze”, ha infine spiegato il managing director sales and products di Sitael, Marco Molina.

Iride

Iride deve il suo nome al concorso “Spazio alle idee”, lanciato dall’Asi insieme al Dipartimento per la trasformazione digitale e al ministero dell’Istruzione, che ha lasciato ai giovani studenti del nostro Paese il compito di scegliere il nome di quella che sarà la più grande costellazione europea di Osservazione della Terra in orbita bassa (Leo). Si tratta di una costellazione unica nel suo genere, che sarà composta da circa quaranta satelliti di diverso tipo e dimensioni pensati proprio per osservare dallo spazio ciò che avviene sul nostro pianeta. Secondo le previsioni, il lancio del primo satellite è previsto nel 2025 mentre i primi servizi sono attesi nel 2026. L’ambizioso progetto di Iride rappresenta inoltre una componente significativa del Next Generation Eu, dedicata allo sviluppo delle attività spaziali, a supporto della transizione ecologica e digitale. Nel programma saranno incluse tutte le componenti, dall’upstream al downstream, così da fornire servizi geospaziali a livello nazionale ed europeo, sia alla Pubblica amministrazione sia ai clienti privati.

Una costellazione satellitare innovativa

I satelliti che daranno forma a Iride combinano diversi aspetti quali i sensori Sar, quelli ottici, pancromatici, iperspettrali e infrarossi in modo da garantire una visione dello spazio a 360 gradi. La costellazione verrà realizzata interamente in Italia, così si potranno generare numerose nuove opportunità di lavoro per i giovani ricercatori e professionisti del comparto spaziale del nostro Paese. Iride, inoltre, con i suoi satelliti all’avanguardia, non soltanto valuterà lo stato di avanzamento del cambiamento climatico, ma supporterà anche il dipartimento della Protezione civile e altre amministrazioni in diversi ambiti, dal contrasto del dissesto idrogeologico e gli incendi alla tutela delle zone costiere, dal monitoraggio delle infrastrutture critiche all’analisi della qualità dell’aria, fino alla previsione delle condizioni meteorologiche.

Condividi tramite