Il pensiero politico di Schlein sembra ripercorrere le medesime strade di Romano Prodi sulla presenza dei cattolici in politica, ma continua a deragliare… Il commento di Raffaele Reina

Si sperava che con la elezione di Elly Schlein potesse cambiare il percorso politico-culturale del Pd, praticato al tempo dell’Asìnello di Prodi e Parisi che pontificavano su “terze vie”, o, per essere alternativi ai cattolici-popolari, predicavano il “cattolicesimo adulto”. Teoria abbastanza fantasiosa, tanto che il pensiero prodiano durò il tempo di un arcobaleno.

Il pensiero politico di Schlein sembra ripercorrere le medesime strade di Romano Prodi sulla presenza dei cattolici in politica. Continua a deragliare, senza accorgersene, al punto di imporre ai deputati Pd di non votare il vicepresidente in carica Piero De Luca, perché figlio del presidente della Campania, e di preferirgli, invece, il deputato di Art.1 Ciani espressione di Sant’Egidio, il quale appena eletto ha dichiarato che non si iscriverà al Pd e che è contrario ad inviare armi all’Ucraina. Eleggere uno simile a Schlein può fare gioire i radicali del Pd, non certo chi chiede governabilità, giustizia, pace.

Le cronache raccontano che Schlein ha scelto Ciani per dimostrare attenzione ai cattolici del partito. La segretaria continua nell’errore. I cattolici sono un mondo più vasto, molto più vasto di quanto pensi. Sant’Egidio è una feconda nicchia cattolica, ma è stata sempre distante dal cattolicesimo politico, dal popolarismo, che non può essere nelle simpatie di Schlein perché agli antipodi della sua linea politica. Il popolarismo è una idea valida ai tempi di Sturzo come ai giorni nostri imperniata su partecipazione, mediazione, proposta. È un metodo di governo per assicurare stabilità al Paese. Punti fondamentali del programma sono il rispetto della dignità della persona umana, la difesa della vita, dalla nascita e fino alla morte naturale e della famiglia. Il lavoro, l’occupazione, la libertà educativa. Sulla questione istituzionale il pensiero popolare sposa il modello della democrazia rappresentativa incentrata sulla partecipazione dei partiti, sulle autonomie locali.

Il pressapochismo e la visione sincretica del Pd hanno bisogno di chiarezza e di verità. Infatti, anche sullo smantellamento dei controlli alla Corte dei conti, nella Pa e negli enti locali bisogna essere onesti. Fu l’allora ministro Franco Bassanini, non certo di destra ma ex comunista, con le sue leggi del marzo 1997 n.59 ad annullare tutti i controlli sugli atti deliberati da Regioni, Province, Comuni e enti territoriali. Se c’è cultura e memoria storica è agevole trovare la verità, quella vera non quella di comodo, sempre sposata dalla sinistra.

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