Il tycoon sudafricano si è visto prima con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e, successivamente, con la premier Giorgia Meloni. Tanti i temi toccati, ma soprattutto quello dell’automotive. Anche Roma si candida alla lista per una gigafactory in Europa?

“Non è un capo di Stato”, ha detto qualcuno incuriosito da un Tesla bianca che viaggiava per le strade del centro di Roma. E infatti era Elon Musk. È durato un’ora l’incontro a Palazzo Chigi tra lui e Antonio Tajani, in un vertice un po’ inaspettato, ma non per questo meno importante per il futuro dell’Italia. Il ministro degli Esteri ha ricevuto il proprietario di Tesla, Space-X e Twitter per un bilaterale in cui hanno parlato di “automotive e aerospazio, settori dove l’Italia dispone di manodopera e tecnologia all’avanguardia”, ha scritto il vicepremier su Twitter. “Pronti a collaborare sulle sfide del nostro tempo come la cybersicurezza. Mi sono complimentato per i suoi successi imprenditoriali”, ha aggiunto. Nel pomeriggio, intorno alle 17, il tycoon sudafricano ha fatto ritorno nella sede del governo per incontrare la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per poi allontanarsi sempre sulla stessa macchina.

Cosa uscirà da questi vertici, è ancora presto per capirlo. Sicuramente i macro-temi sono stati quelli elencati dal ministro Tajani, soprattutto quello automobilistico. “È un grande imprenditore, innovativo”, ha spiegato. “Abbiamo parlato di tante cose, di cybersicurezza, di Spazio, di Twitter, di libertà dell’informazione, di politica industriale” ma soprattutto “di auto elettriche. E gli ho detto che l’Italia è il miglior Paese in Europa in cui investire”, ha sottolineato facendo da eco a quanto detto tempo fa da Matteo Salvini.

Era stato infatti lui il primo a provare a ingaggiare l’imprenditore di Pretoria, invitato a “lavorare di più con l’Italia”. Un messaggio accolto con entusiasmo, almeno a parole, dal destinatario: “Gentile da parte sua, non vedo l’ora di incontrarvi”. Il ministro delle Infrastrutture lo aveva ritwittato, dando seguito all’invito: “Sarebbe un piacere e un onore, per lei le porte del mio ministero sono sempre aperte”.

Elogi a parte, la questione centrale è cosa Musk pensa di fare in Italia. Stando a questi (pochi, è vero) stralci di informazioni, si potrebbe dedurre che Roma abbia intenzione di ospitare un gigafactory di Tesla – così come già ce l’ha Shangai – trasformando il Paese in un hub automobilistico europeo di prima classe.

E allora, alla lista dei candidati c’è da aggiungere anche Roma, che si candida ad avere la sua fabbrica Tesla. Ma dovrà battere la concorrenza. Musk è infatti alle prese con un tour europeo per capire dove poterla costruire e domani tornerà dal presidente francese Emmanuel Macron, uno dei primi a captare questa opportunità.

Sicuramente, a Musk della giornata romana rimarrà tanto, ma anche il traffico stradale in cui è finito imbottigliato, nonostante il cordone della polizia che lo scortava. Il governo italiano si augura che si porti dietro anche altro, dopo il loro faccia a faccia.

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